La donna che inviava messaggi hard. A sua insaputa

15/02/2012 - Una signora di Trento mandava lettere a sfondo erotico ai colleghi e a capi di una vicina di casa. Ma la vittima non ne era a conoscenza Finisce in tribunale lo scherzo di cattivo gusto di una donna trentina, che

     
 

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Una signora di Trento mandava lettere a sfondo erotico ai colleghi e a capi di una vicina di casa. Ma la vittima non ne era a conoscenza

Finisce in tribunale lo scherzo di cattivo gusto di una donna trentina, che negli anni scorsi ha provveduto ripetutamente ad inviare messaggi hard ai colleghi e ai datori di lavoro di una vicina di casa al solo scopo di mettere in cattiva luce l’altra signora. Ovviamente la firma in calce alle missive non era la sua, ma della vittima. Ora dovrà rispondere dell’accusa di molestie, falso e sostituzione di persona.

GLI INVITI A SNIFFARE… - Ne parla oggi il Trentino:

Per vendicarsi della vicina di casa non aveva trovato di meglio che spedire cartoline hard a nome suo. Per questo motivo una donna di 56 anni di Trento è finita a processo con l’accusa di molestie, falso e sostituzione di persona. A denunciarla un’altra donna che vive nell’appartamento accanto al suo. I fatti risalgono al 2008. In quel periodo, sono iniziate ad arrivare a conoscenti e colleghi di lavoro della vittima strane cartoline con espliciti inviti a festini fatti di sniffate di cocaina e giochi erotici. Le cartoline erano tutte firmate dalla denunciante. La donna, ignara di tutto, ha scoperto il giochetto ordito ai suoi danni quando la moglie di uno sconosciuto l’ha chiamata al telefono per chiederle spiegazioni. Infatti, il marito di quest’ultima donna aveva ricevuto un biglietto nel quale c’era scritto: «Chiamami amore mio» e si aggiungeva il numero di telefono. La moglie, infuriata, ha subito chiamato. Così la vittima dell’atroce scherzo ha scoperto che passava per una mangiauomini.

…E A FARE SESSO - Con il tempo l’autrice dello scherzo ha preso sempre più gusto nell’inviare cartoline a falso nome. Continua il Trentino:

Ma la cosa non è finita lì. Anzi. Poco tempo dopo la persona che aveva ricevuto il primo biglietto ne ha ricevuti altri. L’invito era esplicito: «Ciao amore mio. Che ne dici di un tiro di coca e un autoscatto?». La firma era sempre la stessa. Così è partita un’altra telefonata con richiesta di spiegazioni. La donna è di nuovo caduta dalle nuvole. Però ha potuto spiegare e, dopo un po’ di tempo, è riuscita a farsi capire. Le cose sono decisamente peggiorate quando le stesse cartoline dello stesso tenore sono arrivate anche ai capi della donna. Le cartoline, per lo più con immagini di scorci di Trento, invitavano i colleghi e i capi della donna a orge e a rapporti erotici. Ormai la donna era subissata di richieste di spiegazioni da parte di molte persone. Non sapeva chi potesse averle fatto quello scherzo atroce.

IL BIGLIETTO SUL PIANEROTTOLO - La vera autrice dei messaggi è stata scoperta dalla vittima dopo il ritrovamento sul pianerottolo della sua abitazione di un biglietto con la sua calligrafia. le indagini hanno evidenziato come la vicina di casa non fosse l’unica vittima:

Proprio in quel momento ha trovato sul pianerottolo un biglietto. Una lista della spesa caduta dalla borsa della vicina di casa. Così ha potuto constatare che la calligrafia delle cartoline corrispondeva a quella della lista della spesa. A quel punto, la donna si è decisa a presentare denuncia contro la vicina. La polizia ha iniziato a indagare e ha convocato anche la presunta autrice dello scherzo. Questa, invece di presentarsi, ha inviato all’ispettore che stava indagando una cartolina sempre firmata con il nome della vittima, ma ha aggiunto anche il suo definendosi ex compagna della donna. La polizia è andata avanti con le indagini e ha trovato anche altre persone cui l’indagata faceva scherzi. Così si è aperto un processo. Ieri davanti al giudice Marco La Ganga è sono comparse sia la vittima degli scherzi che un’altra vicina di casa. Anche questa donna ha detto che l’imputata era solita fare scherzi di pessimo gusto. Ha anche detto che a lei telefonava tutte le mattine e poi le aveva messo una delle solite cartoline sulla porta di casa. Il processo è stata rinviato dal giudice La Ganga per una perizia grafologica. La vittima degli scherzi si è costituita parte civile tramite l’avvocato Lorenzo Eccher e ha chiesto un risarcimento di 10 mila euro.

     
 

1 Commento

  1. OK MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia Argentina San Morando scrive:

    Messaggi hard.. sublimali :-) tanti chissà.. venivano ugualmente .. d’immaginazione :-) sognando..

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