E’ giusto limitare il diritto allo sciopero (in alcuni settori)

27 febbraio 2009

E’ stato l’argomento del giorno: l’annuncio del governo di una possibile stretta nelle regole sugli scioperi nei trasporti pubblici ha scatenato una ridda di reazioni, la più simpatica delle quali è stata quella di Guglielmo Epifani, leader della Cgil: “Il governo stia attento“, ha dichiarato bellicosamente per rimanere nella parte del duro disposto a tutto. Salvo poi aggiungere “Se c’è qualcosa da aggiustare rispetto a una normativa già rigida eventualmente lo si può vedere. Ma se si vogliono introdurre forzature che limitano poteri e prerogative è altra questione“, quasi a fare marcia indietro. Il motivo della prudenza di Epifani è che il sindacalista sa benissimo che in questa occasione il governo ha ragione da vendere: il provvedimento infatti riguarda soltanto i trasporti pubblici, e non tutti i settori; e se ne capisce perfettamente il perché: quando sciopera un’azienda metalmeccanica, i lavoratori si astengono dal lavoro a detrimento del profitto dell’imprenditore, che quindi riceve un danno diretto da quanto accade. Nel caso dei trasporti pubblici, chi sciopera crea danno ai cittadini, mentre quello a carico delle aziende in alcuni casi è risibile (basti pensare ad autobus e metro: l’azienda risparmia sul costo del personale ma non incassa i soldi spesi per acquistare i biglietti; non ci vuole tanto a capire chi si avvantaggia di più). L’idea dello sciopero “virtuale” in effetti fa abbastanza ridere di per sé, ma nel Ddl c’è scritto che si può mettere in atto solo in presenza della “concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale”. 

Anche il fatto che “per proclamare uno sciopero nel settore dei trasporti sarà inoltre necessario un referendum consultivo preventivo obbligatorio, a meno che non si tratti di proclamazioni da parte di sindacati che hanno più del 50% di rappresentatività” è ragionevole. Anche se si vede chiaramente che è una norma che avvantaggia i sindacati maggiori rispetto ai minori, la Commissione di Garanzia sugli scioperi ricorda che sono arrivate nel 2008 ben 2195 proclamazioni di astensione dal lavoro, ma di queste ne sono poi state effettuate soltanto 1339. Il perché è presto detto: in alcuni settori, come quello dei trasporti aereo e ferroviario, basta proclamare uno sciopero affinché i viaggiatori decidano di cambiare o giorno o mezzo, creando così danno all’azienda; poi, lo sciopero di solito viene revocato 24 ore prima così gli aderenti non ricevono alcun danno, ma i viaggiatori sì. Invece, con il referendum sarà possibile rendere pubbliche prima le cifre di chi aderirà allo sciopero (quantomeno, grossolanamente), in modo da ammortizzare gli effetti deleteri nei confronti del pubblico. Senza contare l’”Aquila Selvaggia” con cui i sindacati autonomi – all’epoca legati alla Lega o ad AN - facevano rimanere intere giornate in attesa i passeggeri negli aeroporti. Insomma, il Ddl sembra piuttosto ragionevole, e persino Epifani, tra le righe, pare essere piuttosto d’accordo. Non si capisce che cosa ci sia da urlare all’emergenza democratica. 

***

Nei tempi supplementari della vicenda Englaro, è arrivata la notizia del sequestro e dissequestro di alcune foto scattate prima del decesso: una vicenducola un po’ strana, visto che si parla di violazione dell’articolo 650 del Codice Penale: “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a lire quattrocentomila“.  Il giorno prima si è detto che erano stati indagati dal pubblico ministero di Trieste Federico Frezza la giornalista Marinella Chirico (che entrò nella stanza di Eluana su invito del padre, Beppino Englaro), il fotogiornalista Francesco Bruni e l’infermiera Cinzia Gori, oltre all’anestesista Amato Del Monte. La cosa divertente è che l’ipotesi di reato – e si è tenuto a precisare che era stata formulata dai carabinieri – è stata ritenuta 24 ore dopo inesistente dallo stesso PM, visto che non esisteva alcuno provvedimento di Autorità emesso in merito alla vicenda di Eluana, e quindi non si poteva violare alcunché. Subito dopo, il pm ha mandato gli atti a Udine (e non si capisce perché i carabinieri avessero giudicato competente la procura di Trieste, per i fatti accaduti a La Quiete…). Dove forse verranno rapidamente archiviati. Insomma, o i carabinieri non capiscono le leggi che tentano di applicare (probabile), oppure magari è in arrivo una sorpresona. Oppure ancora era stata preparata, ma anche Trieste è d’accordo con Udine

11 commenti a E’ giusto limitare il diritto allo sciopero (in alcuni settori)

  1. Sindacalista virtuale

    “Anche se si vede chiaramente che è una norma che avvantaggia i sindacati maggiori rispetto ai minori…”.

    Dipende: metà degli iscritti ai sindacati cosiddetti maggiori sono pensionati. Non so se, al netto della quota di ex lavoratori, la norma favorisca sul serio la triade. Al contrario, potrebbe anche essere che sul tema i meno moderati iscritti ai tre-quattro sindacati principali si aggreghino alle sigle più battagliere. Sarà per questo che la faccenda non è piaciuta moltissimo?

  2. @ sindacalista virtuale: i conti su Alitalia dovrebbero esserti d’aiuto, all’epoca degli scioperi: personale di terra in maggioranza iscritto ai confederali, personale di volo no ;-)

  3. Tetsuo

    Grag l’esempio di alitalia non è statistico delle componente sindacale.
    E’ vero che il personale di terra è la maggioranza del personale di Alitalia e quindi come “operaio” rientra nel canone classico del triosindacato, ma il personale “pesante” è quello che vola visto che è una compagnia aerea :D

    In altri settori più eterogenei, la triade non conta molto rispetto alla somma delle miriadi di rappresentanze autonome.

    Rimanenedo in tema, io sinceramente non ho ben capito cosa cambia, se non che fare scipero è decisamente più difficile, che farlo “virtuale” non avrà nessun senso visto che lavori lo stesso… e che mi sembra ci sia una specie di schedatura preventiva su chi sia disposto a scioperare e chi no… insomma l’azienda saprà con certezza chi ricompensare per la fedeltà e chi invece lasciare in un angolo… in anticipo :D

    Una domandina… ma neanche un articolo sull’election day fasullo?
    Sul fatto che la Lega ci fà spendere 400milioni di euro per boicottare (con i soldi nostri) il referendum sul “porcellum”?
    Considerando che i legaioli sono andati al governo per evitare gli sprechi di roma ladrona, ci costa caro sto scherzetto leghista… e pensare che per aiuti umanitari spendiamo più o meno 250 milioni di euro l’anno… e per aiutare la lega 400 :D

  4. Tetsuo

    Dimenticavo

    “Insomma, o i carabinieri non capiscono le leggi che tentano di applicare (probabile), oppure magari è in arrivo una sorpresona.”

    Be la sorpesona è che 14 persone, tra cui Beppino englaro, e tutti i medici-infermieri coinvolti con Eluana, sono state accusate di omicidio volontario aggravato… insomma questa povera Eluana non la vogliono proprio far riposare in pace!

  5. “l’esempio di alitalia non è statistico delle componente sindacale.
    E’ vero che il personale di terra è la maggioranza del personale di Alitalia e quindi come “operaio” rientra nel canone classico del triosindacato, ma il personale “pesante” è quello che vola visto che è una compagnia aerea”

    Era esattamente quello che volevo intendere io. Immagina che uno debba fare il conto, per proclamare lo sciopero, tra tutto il personale (terra+volo) o solo tra quello di volo: nel primo caso, arrivare al 51% sarebbe difficile…

    “insomma l’azienda saprà con certezza chi ricompensare per la fedeltà e chi invece lasciare in un angolo… in anticipo ”

    Trattandosi di trasporti pubblici, non la vedo come dirimente.

  6. Sentivo qualcuno (alla radio forse) che parlava di questi scioperi virtuali come di iniziative inutili di per se stesse se non accompagnate dallo “sciopero del biglietto”.
    Se il lavoratore che sciopera lavora comunque l’azienda ha un vantaggio. Ma se al lavoratore si aggiunge il viaggiatore che usufruisce senza pagare il servizio allora esiste un danno per l’azienda.
    A me messa così pare ‘na gran cazzata…questo perché fornisce un vantaggio che non dovrebbe esistere al viaggiatore.

  7. enrico, pensa se scioperassero i controllori ;-)

  8. Massimiliano

    Mah. Probabilmente bisogna avere l’occhio un po’ piu lungo. Nel senso che inizieranno con l’apprezzare questo modello di sciopero virtuale, quando ne potranno testare ossservare qualcuno, e poi, sempre per il bene del Paese e per non interrompere nessuno servizio essenziale lo estenderanno anche ad altri settori produttivi, non solo i trasporti. Insomma, poi si capisce dove debba andare a finire questa storia …

  9. Limitazioni del diritto allo sciopero nei servizi pubblici potrebbero esistere se e solo se non sia consentito a nessun imprenditore privato di gestire servizi pubblici e trarne profitti, altrimenti la limitazione del diritto coinciderebbe con l\’ingiusto vantaggio dato ad un imprenditore privato nel conflitto sindacale.

  10. Ghisabrain

    @Gregj Io non ho capito una cosa.

    quali sarebbero una modalità di uno sciopero leggittimo, sostenible per la comunità ed efficace come leva nella contrattazione sindacale.

    Io avevo in mente Gandhi ma in Italia il cliché della non violenza non riscuote grande successo..

    A me sembra che, in generale, lo sciopero sia percepito come un danno al sitema perché in qualche modo tutti ci siamo più o meno rassegnati all’idea che l’unica possibilità dicampare è trovare un posticino al caldo sotto il tavolo dove aspettare che cadano le briciole
    In queste condizioni nessuno sano di mente e con qualcosa da perdere manderebbe all’aria la cena… no?

  11. “Il motivo della prudenza di Epifani è che il sindacalista sa benissimo che in questa occasione il governo ha ragione da vendere: il provvedimento infatti riguarda soltanto i trasporti pubblici, e non tutti i settori;”

    Errore! Non si parla MAI nel testo del ddl delega di “trasporti”, ma di “garantire il diritto alla mobilità”.
    Perciò qualsiasi manifestazione preveda un corteo dovrà attenersi a queste regole.
    Pertanto, de facto, saranno vietate le manifestazioni studentesche, ad esempio.

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