Eternit, 16 anni di galera ai responsabili

13/02/2012 - Il tribunale di Torino condanna Schmidheiny e De Cartier Il Tribunale di Torino ha condannato a 16 anni di carcere ciascuno il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis De Cartier alla fine del processo Eternit. I due

     
 

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Il tribunale di Torino condanna Schmidheiny e De Cartier

Il Tribunale di Torino ha condannato a 16 anni di carcere ciascuno il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis De Cartier alla fine del processo Eternit. I due rispondevano di disastro doloso e rimozione di cautele.

GLI IMPUTATI – Romana Blasotti, l’anziana simbolo del processo Eternit, con cinque familiari morti a causa dell’amianto a Casale Monferrato (Alessandria), lo dice esplicitamente, ha passato una notte insonne a ripercorrere le tappe di questa lotta decennale per ottenere giustizia. “Ho pensato alle vittime – ha detto la donna -, spero che oggi possano avere un po’ di pace. Gli imputati finiranno agli arresti domiciliari in qualche villa con piscina, come tutti i cattivi”. L’udienza iniziata stamane alle 9,30 e’ durata pochi minuti. L’avvocato Cesare Zaccone che difende uno dei due titolari della multinazionale svizzera in Italia, il 91enne Jean Louis De Cartier de Marchienne, ha rinunciato a sorpresa proseguire la replica, prevista per oggi.

FIN DAL MATTINO - E’ dal 2003 che il pm Raffaele Guariniello ha avviato l’inchiesta e oggi s e’ repertato inn aula assieme a Giancarlo Caselli, procuratore capo della Repubblica di Torino. Sotto i flash dei fotografi e le telecamere di troupe provenienti anche dall’estero, Guariniello non ha esitato a definire il processo ‘il piu’ importante del mondo’ nel suo genere. Ventisei i pullman provenienti da diverse zone d’Italia, ma anche molto stranieri sono confluiti a Torino. Ecco perché fin dal mattino presto le vie intorno al Palagiustizia di Torino sono rimaste off limit al traffico. Fin dalle 7 si registrava la coda ai meta detector del tribunale.

NEL MONDO – Allestita a Palazzo di giustizia una seconda maxi aula con uno schermo, mentre altre persone sono state dislocate nella sala dei convegni della Provincia di Torino. Al processo anche i familiari delle vittime della Thyssenkrupp, e, con una quindicina di sindaci con la fascia tricolore, quello di Casale Monferrato Giorgio Demezzi, che si attende una “semenza esemplare che sia da monito per tutti quei governi che ancora oggi permettono la lavorazione dell’amianto in giro per il mondo”. Nel mondo la produzione prosegue al livello di 2 milioni di tonnellate l’anno, soprattutto in paesi come l’Ucraina, Russia, India, Egitto, Thailandia, Cina e Brasile. ‘Il 70% dei paesi del pianeta estrae ancora l’amianto – ha denunciato Bruno Pesce, coordinatore dell’associazione familiari vittime dell’amianto -. Una sentenza giusta puo’ aiutare anche a mettere al bando dappertutto la produzione di amianto’

LA PACE TENTATA - In riferimento alle polemiche seguite alla possibile transazione con l’altro titolare della Eternit, Stephan Schmidheiny, che ha offerto 18,3 milioni al comune alessandrino perche’ uscisse dal processo il sindaco De mezzi ci ha tenuto a ribadire di aver agito in coscienza, “con la coscienza di un amministratore che vuol fare qualcosa di concreto per combattere la piaga dell’amianto per la propria comunita’. Ho la coscienza a posto’. Il processo riguarda il periodo dal 1966, anno in cui prese le redini dell’Eternit De Cartier, fino al fallimento dell’azienda nel 1986, e poi alla formulazione dei capi di imputazione al termine dell’inchiesta per i morti e gli ammalati che si sono registrati successivamente. Si calcola che ogni anno siano 50 i morti e i nuovi malati l’anno, secondo le stime l’associazione dei familiari vittime dell’amianto. Soltanto nel 2011 sono stati 58. Vittime per cui verra’ celebrato un nuovo processo. “E’ stata colpita in particolar modo la generazione dei bambini degli anni ’60 – spiega l’oncologa di Casale Monferrato Daniela De Giovanni – giocavano con i sacchi di amianto che venivano scaricati alla stazione e lasciati li’ per un po’, sollevavano nuvole che attiravano molto i bambini, che si divertivano a fare lo scivolo sul polverino. Quei bambini hanno oggi tra i cinquanta e i sessant’anni e i nuovi ammalati hanno soprattutto questa eta’”.

     
 

3 Commenti

  1. VALENTINA T scrive:

    E meno male che sono stati condannati, quei delinquenti.
    Che schifezza di gente.

  2. luigi scrive:

    si ma a mè cosa viene in tasca visto che ho lavorato 30 anni tra amianto e cvm???? sapete cose il cvm??? era chiamata la droga dei lavoratori perchè veniva analata e dava ancora forze per fare straordinari in fabbrica tutti quelli che lavoravano lo sanno, ed ora ne paghiamo le conseguenze, e gli stabilimenti chiusi in ITALIA ma installati in altri paesi questo gruppo si chiama ENI

  3. bimbominkia scrive:

    speriamo faccia giurisprudenza

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