Israele dice no ai dottori alieni

13/02/2012 - Un’altra situazione da comma 22 a Gerusalemme I giovani medici palestinesi che si laureano all’università al Quds di Gerusalemme non possono operare in Israele in quanto non sono israeliani e non possono avere il permesso come stranieri perché non sono

     
 

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Un’altra situazione da comma 22 a Gerusalemme


I giovani medici palestinesi che si laureano all’università al Quds di Gerusalemme non possono operare in Israele in quanto non sono israeliani e non possono avere il permesso come stranieri perché non sono stranieri.

GERUSALEMME EST – A Gerusalemme mancano i dottori, ma il ministero della sanità israeliano si rifiuta di far lavorare quelli palestinesi a causa di una delle solite situazioni kafkiane create da un’occupazione che si fonda sulla cancellazione dei diritti della popolazione occupata. Gerusalemme Est è sotto controllo israeliano e Israele ne rivendica la sovranità, nonostante il parere difforme della società della nazioni. A Gerusalemme Est vivono soprattutto i palestinesi, anche se ultimamente si sono registrati numerosi tentativi di colonizzare anche lì e il conseguente sfratto di palestinesi da zone e case ambite da israeliani. A Gerusalemme Est c’è anche un’università, che laurea giovani medici palestinesi che però non possono lavorare. Per lavorare, anche a Gerusalemme Est, serve la certificazione del ministero della sanità, che la fornisce ai medici laureati nelle università israeliane e a quelli formatisi all’estero. Ma Gerusalemme Est non è all’estero per il governo israeliano e ancora meno per il ministro della Sanità, che viene dalle fila di un partito estremista e che è noto soprattutto per la sua proposta di cambiare il nome dell’influenza suina in messicana, perché il maiale non è Kosher.

LA CAUSA - Eppure la questione sembrava essere stata risolta anni fa, quando nel 2006 a seguito di una petizione da parte dell’avvocato Shlomo Lecker, la corte distrettuale ordinò l’apparizione in tribunale del direttore generale del ministero. A quel punto il ministero annuncò che le richieste dei laureati in medicina palestinesi erano state accolte, ma poi non successe niente e cinque anni dopo i medici palestinesi sono da capo, costretti ad esercitare abusivamente o a non lavorare, perché anche l’anno scorso il ministro della sanità ha respinto la richiesta di altri 35 dottori di sostenere gli esami per la certificazione. Lecker non ha potuto fare altro che riproporre la sua denuncia, ma questa volta è pessimista, sia perché lo attende un giudice che non ha emesso una sola sentenza in favore di convenuti arabi, sia perché il clima politico, se possibile, si è ancora più radicalizzato e gli estremisti al governo hanno acquistato ancora più potere.

NIENTE DA FARE – Nonostante la mancanza di medici, che colpisce anche e soprattutto Gerusalemme Est, evitata con cura dai medici israeliani (peraltro sgraditi ai residenti) e nonostante una lettera di Leonid Eidelman, capo dell’associazione dei medici israeliani che ha sponsorizzato una soluzione del caso dicendosi certo che per Gerusalemme Est non ci sia di meglio dei medici palestinesi, il governo non farà marcia indietro. Perché lo status delle istituzioni palestinesi è proprio quello sul quale ha combattutto più duramente negli ultimi anni, al fine di negare qualsiasi riconoscimento dello stato palestinese, dei palestinesi e conseguentemente dei loro diritti.

     
 

22 Commenti

  1. Carlo scrive:

    Situazione del cazzo, burocrazia del cazzo, la colpa però è di entrambi tanto i palestinesi quanto degli israeliani:

    In tutto il mondo, un bambino nato da profughi nel paese in cui sono scappati, riceve la cittadinanza di quel paese. I profughi sono gestiti da una organizzazione onu.

    Per i palestinesi e solo per loro esiste una apposita organizzazione onu di profughi, creata per volontà araba. Grazie a questa, i palestinesi figli dei figli dei figli di profughi non acquisiscono automaticamente la nazionalità dei paesi di cui sono residenti. Per esempio la siria NEGA ai palestinesi (e solo a loro), la possibilità di diventarne cittadini, anche se ci vivono dal 47 e non hanno mai messo piede in palestina.

    In questo modo la situazione non si risolverà mai, e nelle trattative di pace gli arabi possono dire “avete creato milioni di profughi palestinesi”
    Signor arabo, vorremmo farle notare che i palestinesi scappati erano centinaia di migliaia, ma che dal 47 ad oggi, con una media di 7 figli a famiglia, si sono un po… moltiplicati

    Poi vorrei sapere perchè io non ho il diritto agli aiuti di profugo ma i palestinesi si.
    I miei nonni furono scacciati dall’istria dalle milizie partigiane slave. Mio padre è nato in italia? che cazzo centra, secondo la vostra legge sono comunque un profugo!
    Restate umani, aiutate anche me e lottate per riconquistare l’istria :)

    • Alessandro scrive:

      Hai assolutamente ragione, e non è solo la Siria.
      Ma sai, come si potrebbe poi costruire il mito dei rifugiati, se per il conflitto arabo-israeliano funzionassero le stesse leggi e le stesse procedure del resto del mondo?
      Si sarebbe addirittura costretti ad ammettere che Israele è ben più democratico e rispettoso dei diritti civili di tanti altri stati.. troppo difficile da digerire.

      • carlo scrive:

        tutti gli stati hanno i loro scheletri, israele compreso
        basterebbe una lettera del ministero per evitare i “cavilli burocratici” che impediscono a quei medici di far valere una laurea che hanno guadagnato
        ed in fondo, gerusalemme est è una zona a maggioranza palestinese che gradirebbe avere medici palestinesi nei suoi ospedali
        come avrai capito, considero gente come arrigoni dei totali coglioni, ma anche israele dovrebbe rivedere alcune delle sue politiche recenti e questa dei medici è una cosa che non gli fa onore

        • Liana scrive:

          Scusate ma non capisco il problema. Medici palestinesi ce ne sono tanti , io personalmente ne conosco almeno una decina laureati a Padova, ben inseriti e con incarichi importanti. Alcuni sono diventati anche primari o direttori di reparti. Lavorano, da medici, per tutti senza guardare se amici o nemici. Questi però sono cittadini israeliani a tutti gli effetti, pur essendo arabi, cioè palestinesi. L’articolo come il solito è superficiale e di parte e mi ha fatto veramente irritare e costringendomi a puntualizzare .
          Fa pensare che ci sono medici palestinesi ( dell’Autorità Palestinese), che laureati all’università di Gerusalemme, non possono esercitare in Israele. Vorrei vedere! Perchè, qui in Italia medici di paesi che non hanno accordi con l’Italia, possono forse iscriversi all’Albo? Conosco personalmente un medico dell’ex Ruanda Urundi, che non essendo poi nè del Ruanda nè del Burundi , in cui lo stato si era scisso ( ai fatti era già in Italia a studiare), per anni non ha potuto esercitare finchè l’Italia non ha chiarito la posizione dei due stati e firmato accordi.
          Se giovani dell’Autorità Palestinese , vengono accettati a studiare nelle Università israeliane, dovremmo solo meravigliarci, è infatti una grande apertura che non tutti i paesi farebbero nella stessa situazione di conflitto e attentati contro i civili.
          Personalmente poi, conosco medici ( sempre di quelli laureati a Padova negli anni ’80 di cui ho parlato prima), sia arabi che non, che in ospedali di città israeliane as ud del paese (Ashkelon, Beer Sheva ecc.) , hanno curato molti malati , specie donne e bambini gravissimi, provenienti da Gaza, prima e anche dopo il passato conflitto. E credo che , in silenzio, la cosa continua a tutt’ora. Questo non lo dice e non lo scrive nessuno!
          Cercate di essere obiettivi e di dire la verita!

          • mazzetta scrive:

            o lei non ha capito o ci marcia

            non sono medici del Burundi che non possono praticare in Italia

            Sono Medici laureati nell’università di Gerusalemme (EST) che non possono essere riconosciuti come laureati in una università “straniera” perché Israele reclama la sovranità su quell’area e non possono nemmeno essere riconosciuti come israeliani, perché il governo israeliano sembra volere la loro terra, ma priva di quei fastidiosi arabi che l’abitano da sempre

            questa è la verità, la riferisce Haaretz, che trova linkato al testo e anche altre fonti

            se le interessa fare propaganda od offendere, si rivolga altrove

  2. Alessandro scrive:

    “un’occupazione che si fonda sulla cancellazione dei diritti della popolazione occupata”
    il solito fesso..

    • gigi scrive:

      e tu il solito ebreo (non tutti per fortuna, ma sono una minoranza) accecato dall’ideologia razzista sionista

      • Alessandro scrive:

        No.

      • Liana scrive:

        Ebrei non si diventa, si nasce! Essere ebrei non è una ideologia, è una appartenenza, una cultura, e chi non lo sa è un bell’ignorante che non capisce niente e parla tanto per dare aria alla lingua! E non tutti gli ebrei sono sionisti. I sionisti si trasferiscono in Israele e vanno a vivere lì, perchè quello è il loro Stato. Il sionismo non è razzista. E perchè dovrebbe? Essere sionisti significa solo che si vuole vivere in Israele, e in Israele ( andate a vederlo con i vostri occhi, ma ci siete mai stati?) non c’è nessun apartaid nè gabinetti e bar separati per ebrei e palestinesi. la gente che non fa politica , convive bene, e i giovani hanno le università e le scuole di tutti gli altri. C’è sicuramente molta più democrazia di tutti i paesi intorno e forse più di qua.

        • Liana scrive:

          A proposito! A Gerusalemme non c’è nessuna Università che si chiama “Al Quds” Bella questa bufala! Al Quds è solo il nome arabo di Gerisalemme e vuol dire letteralmente ” La Santa”. Città santa, appunto, alle tre religioni monoteiste, e dove c’è assoluta libertà di culto nonostante lo Stato ” ebraico”.
          Questo dimostra quanto ignorante è l’autore dell’articolo, che non si è neanche un pò documentato.
          Ma vale la pena fare questa discussione? Viva l’ignoranza di questo sedicente giornalista :

        • gigi scrive:

          infatti ho distinto tra ebrei ed ebrei sionisti.
          non tutti gli ebrei sono sionisti, ma tutti i sionisti sono razzisti, separatisti e suprematisti.
          un klu klux klan di circoncisi e con lo zuccotto in testa e che sbattono la testa su un vecchio muro, ma sempre razzisti sono..

    • Liana scrive:

      Io non intendo offendere nessuno. Lei è mai stato a Gerusalemme? I confini dello Stato dell’ Autorità Palestinese sono ben precisi. NON ESISTE una zona di Gerusalemme est dubbia o contesa . Al di qua del confine ,in Israele, o al di là, Palestina.
      Se lei si riferisce ad una supposta Università di “Al Quds” di incerta attribuzione tra i due stati, le posso dire, senza ombra di dubbio che NON ESISTE. Ho vissuto a lungo nel paese collaborando con un ente religioso ( cristiano) e so quello che dico, Le dico pure di informarsi e documentarsi prima di scrivere , e soprattutto, perchè non va a vedere con i suoi occhi?

    • Liana scrive:

      Ho l’impressione, signor Mazzetta, che lei si è fermato con le informazioni a qualche annetto fa , Lei ignora che non esiste più una Gerusalemme Estdal 1968! Esiste solo una Gerusalemme, che lo stato palestinese rivendica , ma ovviamente fin’ora, nessuno ha intenzione di dargli. Che sia giusto o no , perchè abitata soprattutto da palestinesi, non è di questo che voglio discutere…Si sta parlando di medici laureati in una fantomatica università che non esiste, e già questo dice molto–

      • mazzetta scrive:

        per favore, smetta di dare questo tristo spettacolo

        a) non c’è alcun paese al mondo che riconosca la sovranità d’Israele su Gerusalemme Est, nemmeno gli Stati Uniti
        b) questa http://www.alquds.edu/en/ è l’università che secondo lei non esiste e che laurea medici che gli israeliani riconoscono in quanto tali, ma non certificano per una questione politica

        L’esistenza dell’università è poi più che testimoniata dal fatto che in passato lo stesso ministero della sanità abbia dichiarato a un tribunale israeliano che avrebbe risolto l’inghippo burocratico senza nulla eccepire sulla preparazione dei medici o sulla “inesistenza” (per lei) dell’università

        trovo che esibizioni del genere, fondate su falsi plateali e un negazionismo ottuso della realtà facciano più male ad Israele di un attentato

        lei, signora mia, è una minaccia per Israele, la cui immagine e reputazione quelli come lei feriscono quasi quotidianamente da anni, esibendo lo stesso mix di fanatismo e ignoranza con il quale, lei ed altri, avete ammorbato i commenti a questo articolo

        • Alessandro scrive:

          Mazzetta, ciao. Sempre a scrivere corbellerie e scopiazzare male da altri giornali, eh? No, non aver paura, ne ho abbastanza di prenderti a botte (intellettualmente parlando), ti scrivo un paio di cosette e poi ti ignoro, tanto sei una causa persa.

          Giusto per per inciso, scrivere “questa è la verità, lo riferisce Haaretz” è da fessi, prima ancora che da ignoranti.
          A parte questo, fermo restando che per me è assurdo vietare a dei medici palestinesi di lavorare in Israele (mentre tu ovviamente tacerai del fatto che nessun ebreo potrebbe mai lavorare in un istituto pubblico palestinese), ci sono cose nell’articolo di Haaretz che avrebbero richiesto, da parte tua, un minimo di approfondimento (roba di cui non sei capace, lo so, vana speranza).
          Ad esempio non è chiaro se stiamo parlando di palestinesi con cittadinanza israeliana, non è chiaro se il problema può risiedere nel fatto che l’università Al Quds sia locata in realtà in territorio sotto controllo ANP (cosa che tu non dici, e che Haaretz fa fatica a scrivere a chiare lettere, forse Gideon Levy o la Hass potrebbero prendersela). Non è chiaro il motivo (fondato o meno) alla base del rifiuto.
          Ovviamente a te basta esibire il tuo fanatismo malato ed inveire contro gli israeliani, chi se ne frega della realtà dei fatti. Ma allora non ti ammantare di nobili intenti, scrivilo chiaramente: voglio gli ebrei in mare, voglio tutta la palestina agli arabi! saresti quantomeno corretto nei confronti di chi legge le tue farneticazioni e pensa che tu realmente t’informi su ciò che scrivi.

          • mazzetta scrive:

            non stiamo parlando di filosofia, stiamo parlando dell’esistenza di un’università che la signora sopra negava
            e non ho citato solo Haaretz per dimostrare che esista

            il motivo alla base del rifiuto è chiarissimo, non vogliono riconoscerli come provenienti da un altro paese perché non vogliono riconoscere l’esistenza della Palestina e non possono considerarli israeliani perché non sono cittadini israeliani

            quanto al resto dei tuoi deliri te li lascio, anche tu come la signora sei una vergogna e una minaccia per Israele, è evidente da come ti poni

          • Alessandro scrive:

            Come al solito, nessuna risposta nel merito.
            “è chiarissimo”… certo, come no.

    • Liana scrive:

      Insomma, ho fatto ricerche. A quanto pare l’università Al Quds esiste ( ero io poco informata) ed è antica e importante. Ma , chi glie lo fa fare ai giovani a prendere una laurea in una una università che ha uno status così complicato? Non possono andare a farla in paesi arabi più ospitali? O sperano che poi l’area venga ridata da Israele allo sto Palestinese? Dal 68 quanti anni sono passati? Non mi pare che sia successo niente. Però vedo che lo stato palestinese non è riuscito a mettere in piedi una sua università, nonostante i tentativi ( giusti) di essere riconosciuto come Stato dal consesso internazionale. E come il solito, non conta sugli altri paesi arabi, come sarebbe naturale, ma sulla cultura e la tecnologia avanzata degli israeliani .E sulla la democrazia e apertura, ripeto, perchè quale altro paese farebbe entrare in casa dei ” nemici” che continuano a dichiarare odio e rifiutano il dialogo per arrivare ad una pace?
      Comunque chiudo. Informazioni o no, mi ha irritato molto il tono dell’articolo con la solita retorica di parte. Signor Mazzetta, le dico solo una cosa, vada a vivere lì un paio di mesi e vada a vedere con i suoi occhi la situazione. Conntinuo a dubitare che ci sia mai stato.

      • mazzetta scrive:

        parlando di toni, che mi dice di: “Questo dimostra quanto ignorante è l’autore dell’articolo, che non si è neanche un pò documentato.
        Ma vale la pena fare questa discussione? Viva l’ignoranza di questo sedicente giornalista”?

        che mi dice delle informazioni sulle quali lei si è costruita le sue idee?

        perché era così pronta a negare l’esistenza dell’università? su quali basi?

        è un’idea che le è venuta da sola o si è abbeverata a fonti più pure di questa, che però le hanno raccontato un sacco di balle?

  3. sofia buob scrive:

    bello…che idiozie

  4. gas scrive:

    dovevano usarne di più

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