Le Ferrovie e l’emergenza inesistente

12/02/2012 - I danni del maltempo al trasporto regionale non preoccupano Moretti C’è un boiardo di Stato che dell’emergenza neve non si preoccupa. Non è roba sua, ha già un colpevole da indicare e nessun investimento da fare. Mauro Moretti e le

     
 

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I danni del maltempo al trasporto regionale non preoccupano Moretti


C’è un boiardo di Stato che dell’emergenza neve non si preoccupa. Non è roba sua, ha già un colpevole da indicare e nessun investimento da fare. Mauro Moretti e le sue Ferrovie dello Stato sanno che le freccerosse non hanno subito particolari danni dal maltempo, e questa è l’unica cosa che interessa:

Venerdì sera le Ferrovie hanno deciso di chiudere decine di linee in 13 regioni, tutte tratte secondarie, cancellando numerosi convogli regionali e locali e manco mezza Freccia Rossa. Come mai? Escluso che anche il tempo abbia preferenze di classe, la spiegazione è un’altra. La ragione è che neve e gelo si fanno sentire soprattutto su treni e linee dove gli investimenti sono insufficienti o scarsi e la manutenzione approssimativa. Treni e linee di serie B, appunto. Anche il freddo, insomma, evidenzia una realtà sconcertante: grazie alla cura dell’amministratore Mauro Moretti, le Ferrovie italiane sono diventate una cosa per certi aspetti assai più brutta rispetto al passato.

E cioè, spiega Martini sul Fatto:

Sono diventate un sistema di trasporto classista che non solo fa viaggiare meglio alcuni su determinati percorsi privilegiati, in particolare il Roma-Milano, ma li fa viaggiare anche con condizioni meteo avverse, mentre gli altri collegamenti soffrono di una fragilità estrema, con treni preventivamente cancellati o che rischiano di trovarsi in condizioni da incubo. Come l’Intercity Forlì- Cesena di una settimana fa, bloccato per 7 ore al gelo, o il Roma-Pescara, fermato alla stazione di Tivoli per la bellezza di 48 ore. Moretti ha fatto cadere anche un altro caposaldo della circolazione ferroviaria, e cioè che soprattutto d’inverno il treno sia un sistema di trasporto più comodo e vantaggioso rispetto ad auto e aereo perché in grado di muoversi sempre, con la neve, il freddo, la nebbia, portando i viaggiatori a destinazione sicuri e nei tempi previsti. Questo assioma ora vale solo per le linee moderne dell’Alta velocità, dotate di dispositivi tecnologici adeguati e curate con una manutenzione costante.

Per gli altri treni pure questa sicurezza è andata a farsi benedire:

È come se le Ferrovie avessero deciso di dividere l’Italia in due, non solo geograficamente tra Nord e Sud con il taglio recente dei treni notte, ma anche tra viaggiatori da coccolare e viaggiatori che non si meritano nulla. Sono almeno 6 anni, per esempio, cioè da quando Moretti fu nominato amministratore Fs dal governo di centrosinistra, che si sente parlare di un mega investimento di 1 miliardo e 200 milioni di euro per mille nuovi treni regionali e locali che però poi non si vedono. Quelli in circolazione sono sempre più vecchi e scassati, si guastano con relativa facilità e temono qualsiasi avversità, a cominciare dal gelo. Anche le linee tradizionali sono vecchie e affidate ad una manutenzione approssimativa. Con il freddo gli scambi spesso si bloccano e i treni devono fermarsi. Un tempo le Ferrovie mandavano gli spalatori, ma gli spalatori non ci sono più perché, come ricorda il segretario dei ferrovieri Cisl, Giovanni Luciano, i dipendenti di Rfi (la rete Fs) in pochi anni sono scesi da 45 mila a 28 mila. Al posto delle pale dovrebbero funzionare sistemi meno arcaici come le serpentine elettriche, ma spesso o non ci sono o sono vecchie o tenute male.

     
 

6 Commenti

  1. ale scrive:

    Hanno soppresso anche l’IC 505 Ventimiglia-Roma che loro definiscono secondario e marginale, ma in teoria rappresenta una linea internazionale molto significativa. Inutile dire che in Liguria lungo la linea ferroviaria costiera c’era il sole e nemmeno un po’ di neve…

  2. Albe scrive:

    Esiste un “intercity Forlì – Cesena “?per cosi’ pochi km?…mmm…

    • momons scrive:

      non è un IC forli_cesena…
      è un bologna taranto…che ferma anche a forli e a cesena…
      e la scorsa settimana è stato protagonista di un bel inconveniente…proprio fra forli e cesena…
      e garantisco che non è stato piacevole…

  3. Taverna Alemanno scrive:

    Nella zone dove tutti i nostri intrallazzatori nazionali (di ogni schieramento) vogliono a tutti i costi buttare i nostri soldi per fare la tratta del TAV che passa nella Val di Susa, nevica già copiosamente di norma. Le previsioni meteo a lungo termine preannunciano che fenomeni nevosi e di freddo intenso, come quelli attuali, saranno sempre più frequenti e duraturi. Quindi mi immagino che per quanto ad alta velocità possano essere quegli inutili treni, una volta che uscissero dal lungo tunnel e si trovassero davanti dei consistenti muri di neve, verrebbero bloccati pure loro e non credo che a sparlare quella neve ci andrebbe l’alemanno di turno.

  4. lulu scrive:

    corso obbligatorio nel nord europa per i superstipendiati trenitalia-altro casermone inefficente-apprenderanno per esempio dalla svezia, come si fanno funzionare i treni a 50 gradi sottozero

  5. lilly scrive:

    corso obbligatorio nel nord europa per i superstipendiati trenitalia-altro casermone inefficente-apprenderanno per esempio dalla svezia, come si fanno funzionare i treni a 50 gradi sottozero

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