Cultura

Vecchi nostalgici e ggiovani d’oggi

26 febbraio 2009

Il gap generazionale miete le sue vittime anche sui mezzi di informazione: mentre gli anziani rimpiangono la puntualità ferroviaria propria di epoche più felici, i giovinastri si drogano e mandano sms mentre navigano su YouTube.

Nonostante tante volte faccia piacere dimenticarsene, in Italia esiste Libero. Il quotidiano di Feltri, venerdì scorso, è uscito con una prima pagina memorabile: accompagnato da una vignetta che ritraeva il Presidente del Consiglio nei panni di Mussolini, campeggiava il titolo “Marcia sulle banche”, occhiello “Silvio pronto a tutto” e sottotitolo “Berlusconi a sorpresa lancia la proposta di nazionalizzare gli istituti per fronteggiare la crisi. Come fece Mussolini che salvò l’Italia e la sua economia”. Eh, ve lo ricordate voi quando Mussolini salvò l’Italia e la sua economia? Erano gli anni ’30, c’era la crisi, e Mussolini all’improvviso, nazionalizzando le banche, salvò l’economia e l’Italia intiera, e vissero tutti felici e contenti da lì in poi.

SE QUESTO E’ UN SOCIOLOGO - Francesco Alberoni; Corriere della Sera; trent’anni di articoli in prima pagina: come è potuto accadere? C’era una splendida rubrica di Macchianera, tempo fa, “Alberoni punto zip”, che inquadrava perfettamente il personaggio. L’ultima ridicola uscita del notissimo sociologo parte dal problema dei giovani milanesi drogati per poi sfociare nella più banale delle antifone: “Questi adolescenti quando sono a scuola, in casa, quando si trovano con gli adulti non ascoltano. Comunicano solo all’interno del loro universo adolescenziale con mezzi che gli adulti non possono controllare: sms, Internet, chat, YouTube, altre web-tribù. Si incontrano di notte, nelle discoteche e nelle feste. Coi genitori recitano, e questi non sanno nulla della loro vita reale”. Alberoni continua imperterrito la reprimenda contro i giovinastri senza valori, e arriva alla proposta: “A volte mi domando se a questi adolescenti non farebbe bene un periodo di moratoria, in cui si chiudano loro YouTube, le chat, le discoteche, si limiti l’uso di Internet e dei cellulari per consentire loro di ricominciare a parlare, di riprendere contatto con le altre generazioni, con i giornali e i libri”. Tagliare Internet, chat e cellulari per comunicare di più. Genio.

L’ALLARME DI UNA MADRE - Dal Tg1 delle 20 di mercoledì, il servizio definitivo sugli emo. Contiene perle come “si fanno chiamare emo, vestono tutti allo stesso modo in tutto il mondo: moda o rischio di setta?” e la mitica “lei è parrucchiera, ha un figlio di sedici anni e un giorno ha notato che faceva crescere il suo ciuffo di capelli un po’ troppo, e gli ha chiesto qualcosa: cosa è emerso?”. E’ emerso qualcosa di spaventoso e al tempo stesso esilarante. Ma per fortuna c’è il lieto fine.

2 commenti a Vecchi nostalgici e ggiovani d’oggi

  1. Una ricerca della equipe dell’esimio prof. Danielo Schustenberg, della rinomata facoltà di Sociologia di Ladispoli, ha dimostrato che la ragione per cui un giovIne normodotato e sano di mente diventa improvvisamente emo nel 78% dei casi è proprio la lettura di un articolo di Alberoni. Son cose.

  2. Lastwolf

    E della serie e Muore:
    dalla Gazzetta del sud: “Precipita da un tetto e muore”.

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