Un mafioso è per sempre

11/02/2012 - P er la Cassazione andare in pensione non significa non avere più la possibilità di aiutare la mafia Ci sono molti modi per collaborare con la mafia, e non essere più attivi professionalmente non esclude la possibiAnteprimalità di utilizzare le

     
 

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P er la Cassazione andare in pensione non significa non avere più la possibilità di aiutare la mafia

Ci sono molti modi per collaborare con la mafia, e non essere più attivi professionalmente non esclude la possibiAnteprimalità di utilizzare le conoscenze acquisite in decenni di lavoro per metterle a frutto per i consociati malavitosi. E’ questa la ragione per la quale la Corte di Cassazione ha mantenuto l’obbligo di soggiorno contro un ex direttore dell’Agenzia del Demanio che quando era in carica aveva aiutato gli interessi della mafia. La criminalità organizzata non va in pensione.

IL PENSIONATO AMICO DELLA MAFIA – Anche da pensionati si puo’ continuare a dare un contributo sostanziale all’associazione mafiosa, “mettendo a frutto le esperienze maturate” negli anni di attivita’. E’ per questa ragione che la Sesta sezione penale della Cassazione ha convalidato l’obbligo di soggiorno nei confronti di Francesco N., ex direttore dell’Agenzia del Demanio di Trapani, indiziato di appartenenza ad associazione mafiosa “per essersi attivato, negli anni in cui esercitava l’incarico, per aiutare la famiglia mafiosa capeggiata da Francesco Pace a riacquistare i beni alla stessa confiscati”. L’obbligo di soggiorno, all’ex funzionario, era stato convalidato dalla Corte d’appello di Palermo il 27 aprile 2011.

NON LAVORARE NON CONTA – Contro la misura preventiva, la difesa dell’ex funzionario ha fatto ricorso in Cassazione facendo notare che Francesco N. era stato messo a riposo dall’attivita’ dal 1 gennaio 2009 e che pertanto era venuta meno “la possibilita’ di prestare la propria opera a favore dell’associazione mafiosa”, a dimostrazione che non ci sarebbe il “requisito dell’attualita’ della pericolosita’ sociale”.La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile la tesi difensiva e ha fatto sue le motivazioni d’appello che hanno dato “motivazione non censurabile – rileva piazza Cavour -, osservando che la risoluzione del rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione non eslcudeva che” l’ex funzionario “potesse continuare a collaborare con l’associazione mafiosa mettendo a frutto l’esperienza lungamente maturata nello specifico settore e sfruttando, per i fini propri dell’associazione, le amicizie e le relazioni personali matutare in ambito lavorativo perpetuando il rapporto sinallagmatico con il sodalizio”.

(Dav/Ct/Adnkronos)

     
 

1 Commento

  1. OK MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia Argentina San Morando scrive:

    Amici degli amici amici di altri fratelli ..tanti si sono nel 2008 riuniti nei vari club ” BILDERBERG ” altri fratelli di mafia massoneria..sono ora sotto varie inchieste in Piemonte e Liguria di Ponente ed i Comuni coinvolti non sono pochi sia della Provincia di Cuneo sia con la Sua confinante Liguria di Ponente in Provincia di Imperia e Savona.. tangenti ,concussione mafia etc.etc. la settimana scorsa si sono arrestati persino il Sindaco e Vice Sindaco di Castelnuovo di Ceva altre inchieste sono in atto nei Comuni limitrofi di Cuneo..Un Italia del nord dove le inchieste oggi fioccano come neve..e ghiaccia di sorpresa più animi.. ma gli ONESTI sono contenti di animo e cuore! Evviva l’ONESTà ! Che vinca SEMPRE!
    Tanto è su: http://www.casadellalegalita.org
    Morando

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