“L’Italia è piena di gente come Schettino”
11/02/2012 - Roberto Saviano parla con lo Spiegel della polemica del Costa Concordia L’ex capitano del Costa Condordia, Francesco Schettino, non rappresenta gli italiani, come ha scritto un columnist dello ‘Spiegel’, anche se l’Italia e’ piena zeppa di personaggi come lui. Lo
Roberto Saviano parla con lo Spiegel della polemica del Costa Concordia
L’ex capitano del Costa Condordia, Francesco Schettino, non rappresenta gli italiani, come ha scritto un columnist dello ‘Spiegel’, anche se l’Italia e’ piena zeppa di personaggi come lui. Lo afferma Roberto Saviano in un’intervista al settimanale di Amburgo, in cui spiega di comprendere il punto di vista tedesco. “Capisco che Schettino sia diventato il simbolo dell’italiano arrogante, Berlusconi ha durevolmente rafforzato questa immagine. Non potete immaginare quanti Schettino mi e’ capitato di incontrare, sbruffoni irresponsabili che gesticolano a voce alta e amano solo se’ stessi”.
L’ATTEGGIAMENTO ANTITEDESCO – Lo scrittore critica anche il diffuso atteggiamento antitedesco provocato dalla crisi economica, con la Merkel raffigurata con i baffi di Hitler e comici che sfottono i tedeschi in televisione. “Cose del genere non le ho ascoltate nemmeno da mio nonno, un ebreo rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau. Lui diceva di odiare i tedeschi in uniforme, ma quando gli davano da mangiare cominciava ad amarli”. Saviano afferma che “quando prima Goethe e adesso i turisti in calzini bianchi visitano il mio Paese vedono solo gli aspetti positivi. Noi italiani abbiano un sistema giudiziario che non funziona, non siamo efficienti. Attraverso lo sguardo dei tedeschi ho capito che si puo’ imparare ad amare l’Italia”.
NIENTE SILVIO - L’autore di “Gomorra” precisa che “il problema non e’ Berlusconi, poiche’ sarebbe troppo facile fare di lui un capro espiatorio di tutto. Il problema e’ la mentalita’, la corruzione, l’evasione fiscale, l’ostilita’ verso lo Stato ed un mondo politico che si serve di queste strutture”. “Sembra paradossale”, prosegue Saviano, “ma nella caotica Italia la mafia e’ una delle organizzazioni piu’ disciplinate e affidabili”.
MONTI E BERLUSCONI – Dopo aver espresso apprezzamento per il lavoro di Mario Monti, le cui riforme “ci hanno restituito la fiducia nelle istituzioni”, lo scrittore sottolinea pero’ che “siamo ancora molto lontani da un’altra Italia. Non mi fido di questa calma momentanea. Non durera’ molto, prima che la vecchia casta politica faccia ritorno, Berlusconi compreso. Mi tengo alla larga da questo branco, anche se mi hanno offerto di tutto, dalla carica di sindaco a candidato della sinistra”. Dopo l’uscita di scena di Berlusconi “ci sentiamo ancora come storditi, senza di lui ci sentiamo un po’ perduti, anche se adesso ho per la prima volta rispetto di un governo, pur se non e’ stato eletto. Con Berlusconi era come stare allo stadio, o si faceva il tifo per lui o lo si fischiava. Avverto un alito di liberta’, finalmente riesco a respirare”. Quando gli viene chiesto cosa gli manchi nella sua vita sotto costante protezione, Saviano dice di rimpiangere “la mia vita di prima, la vespa e Napoli. A volte vorrei poter scrivere solo storie d’amore”. [DIRE]













Raga, non facciamo lo stadio: questa predica sui vizi della nostra razza se la poteva risparmiare dopo aver firmato e ritrattato l’appello pro Battisti. Si potrà dire una volta che ha pisciato fuori dal vaso, neque amore et sine odio?
Sì, questo è vero ( no dico sul serio, in questo caso non scherzo!).
Ma sai, se non appartenesse alla nostra razza non sarebbe così perfido e incoerente, no?
Comunque certo che si può dire che ha pisciato fuori dal vaso e l’ha fatto più di una volta, non solo in questo caso( parlo dell’appello pro battisti, non dell’intervista).
Ma attaccarsi ai profitti mondadori….!
Scusami, Mondadori non lo avevi tirato fuori tu : mi sono confusa coi nick!
Fafner, cert che si può criticare Saviano, neque amore et sine odio, ci mancherebbe!

Però non ho capito, se non avesse firmato e ritrattato l’appello avrebbe potuto criticare gli italiani?
Perchè? perchè una volta si può sbagliare e due no?
O forse tu intendi dire che firmando e ritrattando si è mostrato come schettino?
In questo caso avrebbe dovuto includere se stesso nella critica?
Io penso che lui scriva e dica delle cose: si può essere d’accordo o no con quello che dice, di volta in volta.
A volte scazza come tutti.Le sue critiche all’Italia per te sono più critica o più autocritica? Ecco, questo per me è un punto cruciale: critica dall’esterno o autocritica dall’interno?
Concordo, noi italiani dobbiamo iniziare a farci un pò di autocritica… siamo un pò tutti “schettino”, spesso le “schettinate” le abbiamo anche esaltate e compiaciute nei vari film di totò, dei vanzina, franchi ed ingrassia, etc.
Siamo o siamo stati tutti “guasconi”, esibizionisti, eccentrici, e se qualcosa va storto, sicuramente non è colpa nostra, si tende a minimizzare, o accusare responsabilià ad altri, o per cause fortuite.
L’unica cosa di cui mi sentirei di non fare tutta l’erba un fascio, è fare delle grosse distinzioni… una cosa sono i comportamenti dei casi di schettino e del caso rea/parolisi (i primi che mi vengono in mente per i casi gravi), altri sono esempio se un ragazzo la cazzata più grande che ha fatto nella vita fosse quella di aver impennato davanti ad una scuola per “farsi bello” davanti a delle ragazzine, e cadendo dà colpa all’asfalto.
Saviano avrà scoperto l’acqua calda, ma non incazziamoci se siamo tutti “schettini” e poi non ce lo vogliamo sentir dire.
Il problema è che a volte siamo anche un po’ De Falco. Forti con i deboli e deboli con i forti. Capaci di dare addosso ad una persona che ha fatto una caxxata (sicuramente COLPEVOLE, e su questo non ci piove) salvo poi chiudere un occhio quando la caxxata riesce. Perché adesso si parla degli “inchini” delle navi da crociera e della loro pratica illegale solo perché questa volta è riuscita male. Ma non mi pare che prima d’ora qualcuno nelle capitanerie di porto abbia mai denunciato queste pratiche illegittime. Forse che forse avrebbe fatto un torto ai “giganti del mare”?
Il vero guaio di Schettino non sta nell’aver fatto l’inchino, pratica usuale a quanto pare.
Non sta neppure nell’avere abbandonato la nave.
Sta piuttosto nel non aver dato l’allarme in tempo, richiesto aiuto e preparate le scialuppe di salvataggio, ma anzi nell’aver rimandato le persone in cabina.
Ma forse la colpa è anche dei vertici di Costa Crociere: erano stati avvisati dell’accaduto, anche se solo Schettino doveva avere l’accortezza di verificare l’entità del danno ed agire di conseguenza.
L’affondamento è avvenuto a 2 passi dalla riva : le persone potevano e dovevano essere tutte salvate!
Ma questo comportamento non si può certo definire in nessun modo “carattere nazionale” o “culturale”.
L’inchino, il fare bella figura, può essere una coseguenza dell’italianità, l’abbandonare la nave e l’omissione di soccorso, no.
Pazienza che lo dica Feitschhauer fra il serio e il faceto, ma Saviano sbaglia a rimarcarlo: al limite avrebbe dovuto concentrarsi di più sulla tendenza a fare l’inchino, piuttosto che sull’arroganza e il gesticolare: tante persone gesticolano, ma non sono arroganti, su questo Saviano ha detto una grossa cazzata, anche perchè lui non conosce Schettino e non sa se è arrogante o meno.
Probabilmente a Saviano iniziano a dare sui nervi alcuni atteggiamenti ( questi sì definibili carattere nazionale) tipici della sua ( e nostra) terra, come il gesticolare, che lui probabilmente associa a quelle persone arroganti che lo hanno costretto a cambiare vita: questo può essere comprensibile , ma non logico!
Invece mi è piaciuto dove pacondanna il sentimento antitedesco che si sta sviluppando in Europa: al limite si può criticare la politica della Merkel.
* condanna
Beh, però non esageriamo: alcuni di quei film erano anche simpatici, e talvolta nascondevano una vera e propria autocritica 8 penso a molti film di Sordi).
E comunque fanno parte della nostra cultura.
Non dobbiamo rinnegare la nostra cultura.
Il problema non è non essere guasconi, esibizionisti ed eccentrici: basterebbe combattere il malcostume, gli sprechi, la corruzione.
E non diamo la colpa solo ai politici, perchè è un modus operandi tipicamente italiano.
Il problema di Saviano è ciò che gli si è costruito intorno, l’aura di guru e di maitre a penser che lui per primo non credo cercasse con Gomorra. Per il resto, avrà scoperto pure l’acqua calda per qualcuno, ma la piccola differenza sostanziale con chi si lavava con l’acqua calda di cui sopra è che il suo romanzo ha sbattuto in faccia a tutti l’esistenza di questa benedetta acqua.
Non ha detto niente di nuovo? Be, intanto l’ha detto al contrario di tanti e la cosa gli si è rivoltata contro. Così pericolosa è l’acqua calda? Senza dimenticare l’odio interessato di tanta gente, a cominciare da quei campani che si sentono direttamente chiamati in causa dalle sue parole.
Guadagna soldi per i suoi libri? Embè? Come tanti altri scrittori e giornalisti. I libri si stampano, si vendono e si comprano. Se uno vuole solo la gloria va da un tipografo qualsiasi, stampa il suo libro e poi lo distribuisce gratuitamente a chi vuole lui.
Infine, è un essere umano come tutti e come accade a ciascuno di noi ogni tanto qualche puttanata o dichiarazione infelice può scappare. Come credo sia accaduto adesso: ma si può avere un’opinione diversa da quella di Saviano senza subito attaccarlo con rancore da esagitati.
Io non sono anti-tedesco e non sono contro Monti, ma credo che l’atteggiamento della Germania stia soffocando l’intera Europa così come credo che Monti – peraltro tecnico abilissimo – stia affossando l’economia reale in favore di quella delle banche, dei trust economici nazionali e internazionali.
Sottoscrivo parola per parola quanto dice “me and myself”.
Vorrei aggiungere che Saviano è una di quelle persone che sono più spesso amate dagli altri, piuttosto che dai suoi: inizialmente contestato in parte della Campania ed adorato nel resto d’Italia ( quando denunciava le mancanze della sua terra), sta iniziando ad essere odiato in parte d’Italia ( quando parla male del nord e dell’Italia).
Perciò mi sembra essenziale la domanda che ho già posto : al di là del fatto che le sue parole siano giuste o meno ( o metà e metà), come dobbiamo considerarle?
Una critica dall’esterno o un’autocritica dall’interno?
IL PROFETA, L’ALTRO
In principio era un punto luminoso, nel mare, sulla rotta per Capri, a circa mezzo miglio dal Castello dell’Ovo. E a qualche metro in più dalla costa. Poi, rese più nitidi i suoi contorni ed ebbi la chiara percezione di cosa, anzi, di chi fosse.
Indossava una veste bianca che lasciava scoperte le caviglie e procedeva lentamente: un passo dietro l’altro, senza che i suoi piedi toccassero le onde.
Il mare non era calmo ma, attorno a lui, sembrava rasserenarsi e si distendeva come un gatto in vena di coccole. Le buste di polietilene in un amplissimo raggio dalla sua persona, sfidando le leggi della chimica, biodegradavano in un solo istante. Il golfo, o quella parte di esso che mi era possibile vedere da lì dov’ero, non schiumava più di percolato, l’acqua sembrava frizzare come se sgorgasse ora dalla fonte.
Quando fu più vicino capii anche il motivo del luccichio che, da lontano, pareva emanare: il cranio, nudo, era coperto da uno spesso strato di sebo che ne rimandava i raggi lunari.
Mi pizzicai per provare a me stesso che non fosse un sogno. Già! Ma come potevo essere sveglio e non provare alcuna meraviglia che qualcuno “camminasse sulle acque”, a circa duemila anni da un analogo accadimento?
Intanto il Pellegrino aveva poggiato i piedi sulla terra ferma ed io potei tirare un sospiro di sollievo.
“Preoccupato?”
“Beh!” – gli risposi – “non capita certo tutti i giorni vedere un proprio simile andar per mare così come fa Lei”.
Mi guardò, dal basso in alto ma atteggiando il viso come se stesse guardandomi dall’alto e, sputando una sillaba dietro l’altra, disse: “si-mi-le?”.
Poi girò su se stesso e, d’un balzo, fu sulla strada, appena oltre l’istmo di Megaride. Con lo sguardo perso all’orizzonte ma forse a mio beneficio, disse: “ vado alla casa del padre”.
In un fiato, si materializzarono tre automobili, al lato del marciapiedi. Ne uscirono dodici uomini, il più anziano dei quali, folta barba bianca ed i calzoni del tasmania grigio arrotolati al polpaccio, scalzo, prese posto accanto a lui sul sedile posteriore dell’auto di mezzo. Le vetture effettuarono una rapida inversione di marcia e presero ad andare verso Posillipo, veloci e in direzione vietata.
“ Ma lui ( e il padre) non abitavano nell’interland casertano?” pensai.
La voglia di correre era andata e mi avviai verso casa. Prima, però, comprai un quotidiano che, in prima pagina, riportava quali siano, secondo il nostro, le dieci cose per cui valga la pena vivere, e vi trovo, al primo posto, la mozzarella di bufala aversana e, solo al nono posto, far l’amore in un pomeriggio d’estate al Sud. Calma! Che siate d’accordo o no, i Decaloghi non sono fatti per essere discussi!
Entro in casa ed accendo insieme computer e televisore.
Dal primo apprendo che l’intervento più cliccato del giorno è appunto quello di Saviano sul biotestamento. Pare gli sia stato richiesto nel giorno, per lui molto bello, della sua terza laurea in giurisprudenza ( lui dice “in legge” perché è un semplice ed è molto umile).
In televisione, è domenica e sono circa le 21, dovrebbe esserci la Littizzetto. No! Non ditemelo, stanno intervistando sempre lui.
Quindi ora, secondo il suo dire, dovrebbe essere alla casa del padre ma è anche in televisione e su Yu-tube e sui giornali. Chissà perché il mio pensiero scivola sulle due splendide bottiglie di Sassicaia del 2001 che mi sono state regalate a Natale e che non ho avuto ancora il coraggio di stappare. Poi, senza un motivo apparente mi ritrovo a pensare a certe nozze, a Cana, in Galilea. Chissà – mi dico – si può sempre provare, incontrarlo di nuovo non sarà certo un problema: l’ubiquità è cosa certa.