univesità tette
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In Italia (e all’università) è più facile far uscire le tette che il cervello

Sabato decine di studentesse di diversi atenei (Bocconi e Cattolica in primis) hanno inviato sulla pagina facebook “Spotted” del loro ateneo uno scatto del loro “davanzale” per vincere il concorso #unitette. Un concorso in cui in realtà non si vinceva niente, una goliardata alla americana, in cui ogni università ha gareggiato con le studentesse migliori: a colpi di davanzali e lati B.

tette università

 

La sfida social, lanciata per prima dalla pagina Spotted Bocconi Milano, è finita su alcuni giornali. E ha scatenato le solite critiche.

Premessa: ogni donna è libera di far vedere il suo lato A,B,C a chi vuole e come vuole. Alcune ragazze però fanno notare grazie alle foto in questione che l’immagine di un ateneo non ne esce nel migliore dei modi. Come Claudia, per esempio:

Auto mercificazione del proprio corpo. Questo fanno le universitarie nel 2016. Mi compiaccio del fatto che accada anche qui, nella tanto lusingata “Bocconi”, la quale si ritiene esser frequentata da persone di un certo livello.

Questione di moralismo? No, questione di ovvietà. Con certe foto escono certi commenti (alcuni, lo ammetto, geniali):  università tette

Non lamentiamoci però se il “sessismo” imperversa sui nostri “giovani ragazzi“. Se, davanti a notizie di cronaca dove sono coinvolte donne, esce il peggio dei nostri cari maschi italici. Anche perché, sottolineo, nelle pagine Spotted non si è dato il via a una gara di addominali maschili. No, siamo state noi femminucce a mostrare il davanzale per prime: in un concorso che francamente si poteva tranquillamente ignorare. Non serve indignarsi, ma non serve neanche elogiare una iniziativa che ricalca una americanata da college. Un’iniziativa senza senso se non quello di intrattenere sullo schermo qualcuno che dovrebbe prepararsi a una sessione di esami. Con #unitette si è esaltato l’uomo medio su Facebook. E solo lui a quanto pare. 

Esempi di "ggente" e comportamenti social 2015
Esempi di “ggente” e comportamenti social 2015

Su una delle pagine Spotted coinvolte è stato postato il pensiero di una studentessa. Cita una frase di Rita Levi Montalcini: «Le donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di “mostrare” nulla se non la loro intelligenza». Aggiungendo: 

Forse per distinguerci dalle altre avremmo tutte dovuto mandare foto con “i love unicatt” scritto sul cervello. Perché è col cervello che si dimostra di essere migliori.

Penserete che palle questo articolo, la solita femminista moraleggiante, magari anche un po’ bruttina. Vi sfugge un elemento però, non irrilevante, che ha sottolineato la ragazza.

In Italia è più facile uscire le tette che far uscire il cervello. Già. Eppure non è così difficile. Il cervello ce lo abbiamo tutte. Le tette un po’ meno.

Per me, per esempio, è lei la vincitrice del concorso. 

“Mi imbarazza molto pubblicarlo, ma alla fine sostengo la mia uni *_* ihihih viva unicaaaazz”

Posted by Spotted: Unicatt on Lunis 18 Ghennàrgiu 2016

(in copertina i vincitori morali di #unitette. Premio speciale all’Università di Trento)