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Esteridi Andrea Mollica
pubblicato il 26 febbraio 2009 alle 16:30 dallo stesso autore - torna alla home

Obama affronta il Congresso con un grande discorso e promette di trasformare l’America. Ci riuscirà?

In mezzo ad una devastante crisi economica, il presidente [[Obama]] è intervenuto per la prima volta di fronte al Congre Linvestimento per il futuro di Obamasso unito per informare le Camere sull’attuale stato dell’Unione. Un discorso molto atteso, che Obama ha sfruttato per illustrare una visione dell’America completamente opposta rispetto alla direzione di marcia intrapresa dagli Usa negli ultimi decenni. Utilizzando al meglio l’arte retorica che lo ha reso celebre, il presidente ha rimarcato l’importanza dei piani di stimolo economico e di stabilità finanziaria presentati dalla sua Amministrazione, ma il cuore del discorso era rivolto al futuro del Paese. Ritornando sui topoi classici dell’oratoria americana, i principi sacri degli uomini liberi degli Stati Uniti, Obama ha disegnato il più grande intervento statale dai tempi della Great Society di Lyndon Johnson, il cui collasso diede il via alla rivoluzione conservatrice promossa da [[Reagan]] e portata alla catastrofe da George W

BYE BYE A RONNIE E Wdeter Linvestimento per il futuro di Obama - Nel discorso sullo Stato dell’Unione del gennaio del 1996, il presidente Clinton, ammaccato dalla Rivoluzione Repubblicana guidata da Gingrich, dichiarò finita l’epoca del Big Government, ammettendo così implicitamente la sconfitta del pensiero liberal rispetto al Reaganismo. Obama si è dichiarato altresì scettico sulle virtù dell’intervento statale, ma è stata una concessione retorica al cuore ancora apparentemente conservatore degli americani. Il presidente, in un Congresso dominato dai democratici che lo hanno applaudito ripetutamente in modo fragoroso, ha chiuso definitivamente l’epoca Bush, attaccando il suo predecessore per il più massiccio sperpero di ricchezza effettuato negli ultimi decenni, quando il surplus di bilancio del 2000 fu sprecato per tagliare le tasse agli americani più ricchi. Se W citava nei suoi discorsi all’Unione i tagli fiscali alle famiglie delle suburbie della Pennsylvania, Obama ha attaccato i manager che in Florida hanno fatto fallire le banche intascando bonus miliardari, mentre una studentessa della South Carolina è costretta a sedere in una classe dove l’acqua sgocciola dal tetto. Il presidente ha sempre usato il noi invece che il pronome loro, per attaccare i comportamenti irresponsabili degli oligarchi della finanza che hanno portato al collasso il sistema creditizio americano, trascinando in una spirale perversa l’intera economia a stelle e strisce, e con essa il mondo intero. La condanna più forte è arrivata per lo spirito di un’epoca, guidata dalla ricerca del massimo guadagno possibile nel minor tempo, che si è chiusa con lo schianto delle maggiori banche americane. Un’irresponsabilità collettiva che ha trascurato i grandi problemi della società americana per rimandarli al futuro, decidendo solo per benefici istantanei e alla fine rivelatisi illusori.

LUNGO TERMINE – Secondo uno dei più abili commentatori della politica americana, [[Marc Ambinder]], la parola chiave del discorso di Obama è stata investimento a lungo termine. Saranno questi investimenti a riportare in un futuro non cVeltroni,+dopo+la+vittoria+di+Obama,+yes+we+can,+magari+! Linvestimento per il futuro di Obamaosì vicino gli Stati Uniti al ruolo di guida economica e morale che la crisi ha messo profondamente in discussione. La sfida energetica è un punto nodale del programma dell’Amministrazione, così come centrale sarà l’educazione. Obama ha promesso di rendere la forza lavoro statunitense la più istruita al mondo, così come la dipendenza energetica dai Paesi esteri dovrà concludersi puntando sull’efficienza e sulle fonti alternative. Ulteriore imprescindibile tassello delineato nel discorso è la riforma sanitaria, essenziale per riportare ordine nei conti dello Stato e delle famiglie americane, che spesso perdono la casa per l’aumento dei premi assicurativi, come ha sottolineato Obama. Il presidente ha dunque delineato un’agenda politica democratica, che scommette sul ruolo dello Stato per rispondere alle sfide del futuro: più investimenti in ricerca e istruzione, un nuovo intervento pubblico per promuovere un uso più efficiente ed ecologicamente sostenibile dell’energia, una riduzione del caos sanitario, guidato dai privati, che attanaglia le famiglie e le imprese Usa. Tutto ciò non garantirà benefici nel breve periodo, a parte i tagli fiscali che saranno visibile dal primo aprile, ma il governo americano ” troverà nuove fondamenta per garantire una prosperità duratura“. Il discorso ha mostrato ancora come il primo mandato presidenziale di Obama sarà interamente dedicato alla politica interna. Gli affari esteri hanno occupato circa 5 minuti in un intervento di quasi un’ora, e Stati come Iran e Nord Corea, che furono definiti Asse del Male proprio in un discorso all’Unione tenuto da Bush, sono stati volutamente trascurati. La Cina, visitata da Hillary tra qualche polemica, è stata citata solo per l’efficienza energetica che sta promuovendo, un’evidente trascuratezza rispetto ai toni polemici di solo qualche mese fa: il maggior creditore del Tesoro americano sarà trattato con i guanti.

OBAMA CONTRO JINDAL –
I OBAMA 169 Linvestimento per il futuro di Obamasondaggi effettuati dopo l’intervento del presidente hanno mostrato un significativo gradimento dell’opinione pubblica. Il valore demoscopico di queste consultazioni è abbastanza vago, ma sia la [[CNN]] che il più seguito canale statunitense, la [[CBS]], hanno riscontrato un’ottima ricezione del discorso, che ha convinto gran parte del campione. L’80% degli americani supporterebbe le misure illustrate da Obama, una percentuale comune ad entrambe le rilevazioni. Anche sul piano politico il presidente ha ottenuto più appoggio che contrasto. L’avversario di novembre, John McCain, ha apprezzato l’impianto complessivo dell’intervento, anche se ha rimarcato il vero punto debole delle parole di Obama, ovvero come conciliare spese così ambiziose con la promessa riduzione del deficit. I democratici hanno compattamente sostenuto Obama, mentre alcuni repubblicani moderati si sono dichiarati pronti a collaborare, in particolar modo sulla riforma sanitaria, che sarà il punto nodale del quadriennio obamiano. La maggior parte dei membri del Gop hanno Linvestimento per il futuro di Obama però attaccato i progetti illustrati dal presidente, ricorrendo all’abituale mantra dei tagli alle tasse come unica via alla crescita economica, e giudicando pericoloso il massiccio intervento pubblico delineato da Obama. La risposta televisiva dei repubblicani è stata affidata al governatore della Louisiana Bobby Jindal, giovane promessa del partito e primo americano di origini indiane a guidare uno Stato dell’Unione. Jindal, in una performance giudicata poco brillante anche da Fox News, network di indubbie simpatie conservatrici, ha attaccato continuamente Obama per la sua eccessiva fiducia nella spesa pubblica, parole d’ordine ormai uscite, almeno per ora, dalla maggioranza degli americani. L’ultimo sondaggio Gallup mostra che il 54% degli statunitensi crede che in questo momento di crisi lo Stato debba spendere più soldi. Nel febbraio del 2008, Obama disse che avrebbe voluto emulare [[Reagan]] per la capacità di trasformare la politica americana. La crisi sembra fornirgli l’opportunità che sarebbe un delitto sprecare.

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