Quelli che rinchiudono i gay nelle cliniche

09/02/2012 - Succede in Ecuador: gli istituti privati “accettano” come malati gli omosessuali Cliniche lager, dove maltrattamenti, umiliazioni e abusi sessuali vengono impiegati quotidianamente per ‘curare’ l’omosessualita’ di persone ricoverate contro la propria volonta’: le organizzazioni di difesa dei diritti omosessuali, in

     
 

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Succede in Ecuador: gli istituti privati “accettano” come malati gli omosessuali

Cliniche lager, dove maltrattamenti, umiliazioni e abusi sessuali vengono impiegati quotidianamente per ‘curare’ l’omosessualita’ di persone ricoverate contro la propria volonta’: le organizzazioni di difesa dei diritti omosessuali, in lotta per la chiusura di questi centri guardano con speranza al ministro della Salute Karina Vance, lesbica dichiarata e attivista per i diritti Lgtb, che poco dopo la sua nomina, a fine gennaio, ha fatto sapere che un’inchiesta su queste cliniche e’ tra le sue priorita’.

LE CURE - Secondo le associazioni, le cliniche funzionano principalmente come centri per la cura delle malattie mentali e le dipendenze da droghe e alcol, ma molte di queste accettano anche giovani gay, lesbiche e trans, che vengono internati su decisione dei loro familiari.

NEI GRANDI CENTRI – Alcune si trovano nei grandi centri, ma la maggior parte hanno la propria sede in campagna, lontane dallo sguardo della societa’. Il 25% portano nomi religiosi, ed il costo per un mese di ricovero puo’ oscillare tra i 200 ed i 1200 dollari. I collettivi Taller de Comunicacion Mujer e Artikulacion Esporadika, tra i piu’ attivi nella battaglia per la chiusura di questi centri, segnalano un centinaio di casi solo negli ultimi sette mesi e rafforzano le loro denunce con le testimonianze delle vittime. Vittime come Paola Concha, di 29 anni, che ha trascorso un anno e mezzo rinchiusa in uno di questi ‘lager’. ‘Mi hanno portato via da casa con un furgoncino, contro la mia volonta’, praticamente e’ stato un sequestro’, racconta.

I DIRITTI UMANI – La donna, che all’epoca aveva 24 anni, spiega come fossero stati i suoi genitori a prendere gli accordi con i terapeuti per cambiare i suoi orientamenti sessuali. ‘Per quasi tre mesi sono stata ammanettata e sdraiata a terra, picchiata e abusata sessualmente’ ricorda. Un’altra giovane, che preferisce mantenere l’anonimato, porta ancora le ferite per cio’ che e’ stata costretta a subire: obbligata a digiunare, picchiata, costretta a docce fredde, a lunghe saune, umiliata, e’ stata liberata dalla madre solo dopo averle rivelato di essere stata stuprata dai guardiani. Secondo le organizzazioni di difesa dei diritti omosessuali sono 226 le cliniche private dove i diritti umani vengono calpestati ogni giorno nel Paese. (ANSA).

     
 

9 Commenti

  1. Woland scrive:

    Purtroppo è gente malata… ma non hanno capito che devono rinchiudersi loro…e lasciare vivere in pace gli altri.

  2. nicholas scrive:

    si ma: “…dove vengono internate su decisione dei loro familiari…”
    non credo siano le cliniche il problema, eh.

    • Maszmenkho scrive:

      Certamente non sono il “solo” problema. Detto questo, le loro responsabilità sono comunque cospicue. O forse chi lavora in clinica è esentato dal giuramento di Ippocrate?

    • Martina scrive:

      il fatto che esistano è già un problema: i familiari potrebbero essere ammaliati dalla propaganda che queste cliniche possibbilmente attuano. La gente ignorante che ritiene l’omossesualità una malattia non rifiuta la possibilità di “curare” i propri figli.

      • nicholas scrive:

        qui in italia si usava fare internare in manicomio i familiari scomodi, non credo il problema fossero i manicomi. certo, adesso non ci sono piu i manicomi, dunque gli anziani vengono mandati in ospizi-lager, risolto il problema per la cupidigia dei familiari bramosi da eredità, gli alienati quelli veri, invece, sono lasciati liberi e spesso commettono atti irreparabili.
        come in tutte le cose la verità sta in mezzo, ad eccezione dei cosidetti casi limite.

  3. pio. scrive:

    Ancora un passo e c’è il forno crematorio
    Ecco come si torna indietro di 70 anni. E meno male che abbiato ricordato l’olocausto.
    L’odio, inventa sempre malattie che non ci sono.
    Anche essere merionale era una malattia, lo dice Lombroso.

  4. carlo grossi scrive:

    ….e probabilmente il soldato della foto che colpisce il prigioniero…in libertà li cerca…per fare sesso.

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