T-Mac, il fenomeno perdente
26/02/2009 - CON YAO MING NEI ROCKETS - Con uno scambio che coinvolse sette cestisti, McGrady fu spedito in Texas, a vestire la maglia rossa (rimodellata per ricordare quella della nazionale cinese, esigenza di marketing data la presenza di tale [[Yao Ming]]
CON YAO MING NEI ROCKETS - Con uno scambio che coinvolse sette cestisti, McGrady fu spedito in Texas, a
vestire la maglia rossa (rimodellata per ricordare quella della nazionale cinese, esigenza di marketing data la presenza di tale [[Yao Ming]] in squadra) degli Houston Rockets. Vincitori di due titoli negli anni ’90 – anche a causa del ritiro provvisorio di [[Michael Jordan]] – i Rockets non hanno mai nascosto le proprie ambizioni. T-Mac e Yao nella stessa formazione permettevano (e tuttora permettono) di sognare in grande. Cambiava la casacca, cambiava lo Stato, cambiava la conference, ma i risultati erano sempre gli stessi: ai playoff del 2005, i Rockets furono eliminati dai Dallas Mavericks in gara 7, con una cocente sconfitta di circa 40 punti. L’anno successivo, la stella indossante la maglia numero 1 iniziò a essere tormentata dagli infortuni, cosa che sarebbe poi diventata un leit-motiv della sua carriera (assieme alle sconfitte al primo turno di playoff, ovviamente). Problemi alla schiena: “Tracy ha poco più di 20 anni, ma la schiena di un 60enne” dichiararono all’epoca alcuni commentatori. Senza di lui in campo, Houston si trasformava in una squadra inguardabile, incapace di raggiungere la fase finale della stagione. I guai fisici tornarono a farsi vivi nel 2006-2007: T-Mac non si lasciò scoraggiare e, nonostante i ripetuti infortuni suoi e del cinese alto 2.30, contribuì a rendere Houston la quinta migliore franchigia della NBA. Ad attenderli ai playoff, gli Utah Jazz del russo [[Andrei Kirilenko]]. Intervistato, McGrady dichiarò che, nel caso anche quell’anno avesse tragicamente mancato di superare quell’ormai fatidico ostacolo, la responsabilità sarebbe stata da addossare interamente a lui. Al termine di una combattutissima serie, i rappresentanti dello Stato dei mormoni, con il fattore campo contrario, si imposero per 4-3, vincendo l’incontro decisivo al Toyota Center di Houston per 103-99. Sul volto di Tracy McGrady, quella sera, si intravidero le lacrime per l’ennesima eliminazione al primo turno. Ma al danno subito fece seguito, dodici mesi più tardi, la beffa: nei playoff del 2008, nuovamente contro Utah, i Rockets furono nuovamente eliminati: stavolta, 4-2, a dispetto di una sua prova-monstre da 40 punti e 10 rimbalzi nella sconfitta di gara 6.
L’ULTIMA TEGOLA E’ L’INTERVENTO AL GINOCCHIO - La scorsa estate, per rimescolare un po’ le carte, i Rockets hanno deciso di
puntare sul controverso ma talentuoso [[Ron Artest]] (noto ai più per la mega rissa – sul campo – con tifosi di Detroit, cosa che gli procurò 73 gare di squalifica), da affiancare ai già presenti ma perdenti McGrady & Yao. Una triplice minaccia per puntare in alto, tre stelle per ambire all’anello. Esperimento non del tutto riuscito: sebbene Houston abbia un record positivo (35-21), sul campo non ha ancora mostrato un gioco all’altezza delle aspettative, e comunque non abbastanza per arrivare lontano in post-season. Ogni sogno di gloria della franchigia texana, tuttavia, è venuto bruscamente a interrompersi il 18 febbraio scorso. Quando Tracy McGrady, che in questa stagione ha mancato di esplosività a causa dei soliti problemi fisici, ha annunciato di doversi sottoporre a un intervento al ginocchio sinistro. Il quale comporterà, per lui, un’assenza dal campo per tutto il resto della stagione, e anche più. Una tegola per Houston, che perde il suo migliore giocatore (anche se quest’anno è solo il terzo marcatore della squadra). Una tegola per lui, che rischia di vedere compromessa in maniera forse definitiva la propria carriera.”So che questo intervento è serio, ma sono convinto che tornerò la prossima stagione con la stessa forza e la stessa esplosività che hanno contraddistinto la mia carriera” ha scritto lui stesso sul suo sito ufficiale. Al momento è impossibile prevedere l’impatto che avrà T-Mac una volta rientrato in servizio, se tornerà a essere un fenomeno senza paragoni capace da solo di cambiare l’esito di una partita o di una intera stagione, oppure se sarà una fotocopia sbiadita dell’enorme talento visto negli anni scorsi. Una sola cosa è certa: anche questa stagione, Tracy McGrady non arriverà a giocare il secondo turno di playoff. E, se gli Houston Rockets dovessero riuscire nella storica impresa, ma con lui a bordocampo, si tratterebbe quantomeno di un beffardo scherzo del destino.












