La medicina che salverà milioni di vite?

09/02/2012 - di

La starebbe sviluppando sotto forma di biocapsule la Nasa, per gli astronauti che andranno su Marte Gizmodo presenta una grande novità targata NASA che potrà salvare milioni di vite. LA BIOCAPSULA – Non esistono ospedali nello spazio, e in caso

La starebbe sviluppando sotto forma di biocapsule la Nasa, per gli astronauti che andranno su Marte

Gizmodo presenta una grande novità targata NASA che potrà salvare milioni di vite.

LA BIOCAPSULA – Non esistono ospedali nello spazio, e in caso di necessità non si può certo prendere e scendere sulla Terra a piacimento. Quindi cosa si può fare se un astronauta rimane vittima di una bella pioggia di radiazioni proveniente dal Sole? La Nasa ha sviluppato una biocapsula, fatta in nanotubi di carbonio, che sarà in grado di diagnosticare e trattare al momento un astronauta senza che lui sappia che c’è qualcosa che non torna. Si tratta di una delle più grandi scoperte della medicina e sì, funziona anche sulla Terra. Secondo alcune agenzie, si tratta di nanocontainer in serie per trasportare facilmente molecole all’interno del corpo. La ricetta per costruire microcapsule perfettamente uguali in forma e dimensione, da utilizzare per le applicazioni più diverse, dalla somministrazioni di farmaci all’aggiunta di integratori alimentari, fino all’elettronica, contiene nanoparticelle d’oro e sarebbe stata realizzata da ricercatori dell’Universita’ di Cambridge. Lo studio, poi, pubblicato su Science fornisce un metodo per la realizzazione di microcapsule facilmente riproducibili in serie e perfettamente uguali in grado di trasportare al loro interno eventuali farmaci, integratori alimentari o addirittura nanodispositivi elettronici. A differenza dei progetti di microcapsule realizzati finora, il nuovo metodo permette agevolmente di produrre ‘container’ di varie dimensioni e facili da replicare con precisione; si propongono quindi come una sorta di ‘standard’ per il nanotrasporto. Le capsule sono realizzate grazie all’utilizzo di un polimero composto con particelle d’oro che si auto organizzano facilmente in acqua a formare una sorta di sfera che accoglie al suo interno il materiale da trasportare rimanendo altamente stabili.

IL MEDICO DEGLI ASTRONAUTI – Un astronauta sta andando su Marte. Il viaggio, andata e ritorno, dovrebbe portare via tra i due e i tre anni. In tutto questo tempo non potrà certo rivolgersi a un dottore, e lo spazio non è il posto più sicuro per il corpo umano. Quindi, prima della partenza, l’astronauta si sottoporrà all’impianto di queste biocapsule in carbonio sotto pelle, probabilmente nella coscia. Uno dei problemi principali della vita nello spazio è dato dal dover affrontare alti livelli radioattivi. L’orbita per Marte ha come controindicazione l’esposizione alla radiazione solare, in grado di danneggiare le ossa e fiaccare le difese immunitarie. E qui entrano in gioco le biocapsule. Queste, rendendosi conto della situazione in tempo reale, rilascerebbero subito le medicine che aiuterebbero il corpo a compensare la doccia di radiazioni.

LA CURA ANTI-RADIAZIONI - Esiste già un ormone usato dall’uomo per curare le radiazioni. Si chiama G-CSF e viene usato per curare i pazienti alle prese con il trattamento da radiazioni. E’ bastato inserire nella capsula proprio questo ormone che verrà distribuito per un periodo prolungato di tempo. La scelta della struttura in nanotubi di carbonio, poi, è dovuta al fatto che non esiste enzima in grado di scalfirlo, quindi può restare nel corpo tutto il tempo necessario.

ALTRE APPLICAZIONI – Verranno così sviluppate varie biocapsule, ognuna contenenti differenti principi attivi per curare le varie patologie che potrebbero attaccare l’astronauta, come la deprivazione del sonno, la stanchezza, il calore. Per quanto riguarda l’uso a casa nostra, il dottor Loftus spiega: “La capsula potrebbe essere utile per curare tutti coloro che hanno il diabete. Anziché fare un’iniezione alla volta, potrebbero venire impiantate varie capsule contenenti ognuna insulina, che verrebbe liberata nel quantitativo necessario”. Una sicura comodità per i 285 milioni di malati di diabete nel mondo.

CONTRO I TUMORI - Le biocapsule potrebbero essere usate per curare il cancro, e in special modo quello al cervello. Una di queste, impiantata nel tumore, potrà liberare alte dosi di “agente” direttamente nell’area prevista. Si potranno curare gli emofiliaci, persone prive di un’importante proteina coagulante. Anziché ricevere periodiche iniezioni, i pazienti verranno protetti grazie alla proteina che verrà iniettata continuamente dalla biocapsula, consentendo loro di vivere una vita normale. Secondo il dottor Loftus, questa scoperta potrà anche essere impiegata per la cura delle allergie.

RIVOLUZIONE? - Viste le premesse, le biocapsule della Nasa rivoluzioneranno sicuramente la medicina nei prossimi anni. Sono economiche e facili da creare. Le prime sperimentazioni sugli animali inizieranno il prossimo anno. Se tutto andrà per il meglio verranno impiantate, probabilmente entro la fine del decennio, agli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale, e secondo il dottor Loftus verranno utilizzate con regolarità sulla Terra tra 10-15 anni.

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