La donna che diventa mamma a 68 anni

08/02/2012 - Una coppia di Trieste si è recata in Ucraina per ottenere un bambino grazie alla pratica dell’utero in affitto Una coppia di Trieste è indagata per alterazione dello stato civile e rischia dai 5 ai 15 anni di carcere dopo

     
 

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Una coppia di Trieste si è recata in Ucraina per ottenere un bambino grazie alla pratica dell’utero in affitto

Una coppia di Trieste è indagata per alterazione dello stato civile e rischia dai 5 ai 15 anni di carcere dopo essersi presentata all’anagrafe e aver tentato di registrare due bambini come propri figli. I due gemelli erano nati in Ucraina, dove la coppia si era recata per affittare un utero pagando settemila euro. Quando sono rientrati a casa la coppia, lui 50enne, lei 68enne, erano in possesso di un certificato di nascita del paese dell’Est.

UN UTERO AFFITTATO A KIEV -Racconta la storia Il Piccolo di Trieste in un articolo a firma di Claudio Ernè:

Volevano avere un figlio a tutti i costi, nonostante la loro fosse ormai un’età più che matura. Sessantotto anni lei, poco più di cinquanta lui. Sono andati in Ucraina, hanno “affittato” un utero in una clinica di Kiev pagando settemila euro. Sono rientrati in Italia e nove mesi più tardi si sono ripresentati dalla ragazza che stava per partorire. Sono rientrati Trieste con due gemelli e un regolare certificato di nascita rilasciato dalle autorità di quel Paese. Ora questa coppia è al centro di un’inchiesta avviata dal pm Lucia Baldovin.

ALTERAZIONE DI STATO CIVILE – I coniugi rischiano una condanna dai 5 ai 15 anni di carcere:

Rischiano dai cinque ai 15 anni di carcere perché secondo l’accusa hanno commesso un falso nel momento in cui con l’ufficiale anagrafico si sono detti padre e madre dei gemelli che volevano registrare come loro figli. Il reato contestato è l’alterazione di stato civile, punito dall’articolo 567 del Codice penale. La coppia è già stata convocati nell’ufficio del magistrato inquirente assieme al difensore, l’avvocato Paolo Rolli e lì subito ilprimo interrogatorio. L’indagine è stata avviata su segnalazione del Comune di Trieste: un funzionario dell’ufficio anagrafe non ha ritenuto possibile che una donna nata quando la seconda guerramondiale era ancora in pieno svolgimento, potesse aver assunto qualche mese fa il ruolo di partoriente, mettendo al mondo due gemelli.

IMPOSSIBILE PARTORIRE A 68 ANNI -Mai una donna ha partorito ad un età molto avanzata come la protagonista della storia.

Di mamme – nonne si conoscono parecchi casi, ma nessuno, secondo gli Annali medici ha mai partorirà all’età di questa insegnante triestina da tempo in pensione. Non è ancora chiaro come si svilupperà l’inchiesta e quale sarà il futuro dei due gemelli il cui padre è certo, ma la cui madre naturale è sparita per sempre nell’ombra dell’anonimato. Certo è che il certificato di nascita ucraino è del tutto regolare e valido e dice che l’anziana insegnante è la madre dei due bambini. A Kiev la legge ammette infatti la “maternità surrogata”, mentre nel nostro Paese è reato affittare o prendere in affitto un utero per mettere al mondo un figlio che in altri modi non ce la fa a nascere. O per incompatibilità genetica tra la coppia che lo desidera disperatamente; o per raggiunti limiti di età biologica di uno o di entrambi i coniugi o conviventi.

MAMMA A TUTTI GLI EFFETTI – Reato contestato a parte la 68enne triestina può essere considerata a tutti gli effetti madre dei due bambini portati in grembo da una donna ucraina. Continua Ernè:

La vicenda che il pm Lucia Baldovin sta affrontando assieme alla coppia e al loro difensore, è di una estrema complessità, non solo sul piano della giustizia penale, ma soprattutto su quello etico e del buonsenso. Può essere considerata mamma in tutto e per tutto una donna che non ha portato nel proprio grembo il bambino e che non lo ha sentito muoversi, scalciare, agitarsi, ma anche dormire per mesi e mesi, mentre la “pancia” cresceva? Questa donna ha prestato il seme del marito a una giovane ragazzache si è messa a disposizione della coppia per una certa quantità di denaro, non per amore.

I PAESI DOVE L’UTERO E’ IN AFFITTO - Dagli Usa all’Ucraina, dal Canada ad Israele, sono tanti i Paesi in cui è possibile prendere in affitto l’utero. La pratica ha sviluppato un intenso mercato:

In Ucraina in effetti si è sviluppato un mercato a cui ogni anno si rivolgono un migliaio di coppie provenienti da svariati Paesi. L’ex repubblica sovietica non è sola in questo grande mercato degli “uteri in affitto” perché quanto oggi viene contestato come ipotesi di reato ai due anziani coniugi triestini, è del tutto lecito in Gran Bretagna, Svizzera, Canada, Israele e in alcuni Stati degli Usa. Solo che nelle cliniche specializzate di Kiev costa meno che altrove: una solo tentativo di inseminazione, definito economico – costa cinquemila euro; due tentativi, settemila o poco più; Per chi se lo può permettere il mercato ucraino offre anche tentativi multipli a 12 mila euro. Dietro a queste cifre si consuma il dramma di chi desidera un figlio tutto suo e si aggrappa alla speranza venduta da queste cliniche- fabbriche di bambini.

IL DIVIETO ITALIANO – Nel nostro paese la maternità surrogata è vietata. Conclude Il Piccolo:

La legge 40, ispirata ai rigidi principi della morale cattolica, vieta in Italia la fecondazione eterologa. All’estero, nei Paesi che hanno messo a disposizione delle coppie che desiderano un figlio, non importa comeconcepito, due sono le clausoleda rispettare: che la coppia sia sposata e che uno dei due genitori sia sterile o impossibilitato a generare. Questa “clausola” è stata rispettata dai due triestini finiti sotto inchiesta. La mamma, vista l’età, non poteva più procreare. Da qui la scelta di affrontare il viaggio della speranza, dove etica, affari, codice penale, amore per un bambino, cinismo e povertà della madre naturale, si intrecciano in un groviglio inestricabile. Al centro duegemelli chehannobisogno di tenerezza, tranquillità, carezze e silenzio.

     
 

12 Commenti

  1. francesca scrive:

    A cinquantasette anni non ho ancora nipotini e temo che sarò una nonna vecchia. Figurarsi che mamma sarei …

  2. rita scrive:

    capisco il forte desiderio di essere mamma………….,ma perchè non c’ha pensato un bel pò d’anni prima!!!???

  3. Je suis un bâtard :) scrive:

    Chiedo scusa alla mamma in questione, ma da quel gran bast… che io sono, non potevo fare a meno di pensare che, se avesse aspettato almeno fino a 69, forse non capitava!
    In bocca al lupo mamma!

  4. Woland scrive:

    Premessa. Sono nella convinzione che le coppie gay debbano avere la possbilità di poter adottare, che tutti quelli che desiderano un figlio abbiano il diritto di avere nella vita questa esperienza..MA questa notizia è terrificante. Esite un’età per tutto…ed è vero. Mettere al mondo un bambino ad età così avanzata è veramente un paradosso..Queste persone già non amano loro figlio. Della mia infanzia ricordo le giornate con mio padre e tutto quello fatto insieme…anche l’essere preso in braccio, corrermi dietro..litigare. Ora ritorvarmi a 10 anni orfano non so quanto mi avrebbe giovato…considerando che anche adesso..penso di essere Sempre troppo piccolo per fare a meno della voce dei miei.
    La gente è egoista e non scegli seconde coscienza ma secondo il suo interesse: Questo è vergognoso.

  5. Buffy0425 scrive:

    ho 40 anni una figlia di 19 e uno di 10…. i figli li ho avuti in un età giusta…
    quei bambini quando andranno a scuola e i genitori li andranno a prendere avranno vergogna perchè sono troppo vecchi…
    C’è un’età per tutto… sarò spietata ma… francamente io li toglierei dalle mani di questi due incoscienti !!!

  6. nicholas il seminatore scrive:

    A.A.A. inseminatore fertilissimo offresi a coppie con lui mezzaseg… ehm sterile.
    la cura consta in varie sedute (o sdraiate, secondo circostanze), nelle quali verrà inserito il seme nell’utero: il seme verrà inserito in fiala o “alla spina”, secondo mia totale discrezione, scelte puramente “casuali” dovute al fatto che siate fighe o meno :D
    non si accettano assegni, si ai buoni benzina ^_^

  7. patrizia scrive:

    Ogni età è buona per partorire

    Si sta parlando parecchio a riguardo di quelle donne che vogliono avere un figlio a sessant’anni. Le chiamano le “madri-nonne”.
    Non voglio entrare in merito a questo garbuglio. Dico solo che Elisabetta, moglie di Zaccaria e cugina della Madonna, era una “mamma-nonna”. Come sua zia Sant’Anna e altre sante che la Scrittura ricorda e loda.
    La notizia che Elisabetta era in cinta la porta l’angelo Gabriele. Dice a Maria: “Ecco che Elisabetta, tua parente, è rimasta anche lei incinta di un bambino, sebbene sia anziana, e che tutti la credevano oramai sterile è già al sesto mese.”
    Mi immagino questa donnina o donnona, tutta spasimata per la nuova vita che porta in grembo, rossa di contentezza e imbarazzata dalla vergogna, perché, come dice il proverbio popolare, ogni frutto è buono nella sua stagione, verità ribadita da quel grande prontuario di sapienza che è il Qoelet: “per tutto c’è il suo momento, un tempo per ogni cosa sotto il cielo: un tempo per nascere e un tempo per morire.”
    Solo che io mi pongo una domanda: “Esiste una stagione della vita che è sterile? Si può vivere senza partorire?
    La natura può porre un confine alla generazione fisica, ma credo che in ogni stagione della vita una persona ha diritto e il dovere del concepimento e del partorire. Non possono esistere stagioni sterili. Altrimenti si è morti prima di morire. Altrimenti viene a mancare, nel mondo, il regalo prezioso, collaudato degli anziani. Una vita tutta gioventù, primavera, solarità, vivacità, non solo non è possibile ma sarebbe banale e povera. Il giovane è giovane perché c’è gente più anziana di lui. La bellezza della primavera, con i suoi limiti, si può godere, solo perché esiste anche la stagione dell’autunno e dell’inverno, con i suoi vantaggi. Questo dobbiamo dirlo forte.
    Mi innervosiscono certe campagne, anche cattoliche, certe “scommesse sui giovani” dove sembra che la briscola l’abbiano solo loro e mancando i giovani muoia tutto. I giovani non sono tutto e soprattutto non vanno staccati dai vecchi. Per completezza della vita.
    Le mie vecchine, di “durante tutta la settimana”, mi fanno ogni giorno il regalo della loro presenza e della loro preghiera, non sono meno importanti, dal punto di vista pastorale, dei bambini e dei giovani. Vanno trattate con cura, affetto e attenzione. Non solo perché hanno più bisogno di una parola, ma per il fatto che hanno più tempo e disponibilità per offrire la loro sapienza e aggiungerei, il loro ottimismo. Ci sono vecchi bavosi, come ci sono bambini maleducati e giovani ignoranti, ma ci sono donne e uomini, anche che hanno superato l’ottantina d’età, con una carica vitale, un’ironia e una finezza che i giovani non possiedono. Un capitale che non possiamo permetterci di sprecare.
    Naturalmente ciò che vale per persone in età, vale anche per le culture, i paesi, per il patrimonio architettonico, iconografico, musicale, letterario, per tutte le cose “vecchie”, che vecchie non sono, e che una moda pseudo-giovane spesso mette da parte. Là, dove il danno più grande lo ha subito la cultura giovane, condannata alla sterilità. Sono i dispetti di Dio, lui che chiude prima dell’ora il grembo dei giovani e fa fiorire il grembo degli anziani. Per dimostrare non solo che “non c’è nulla che Dio non possa fare” ma che sterilità e vita non vanno d’accordo in nessun tempo e in nessuna stagione.

    artcolo scritto da pre toni beline (un prete ) su la Vita Cattolica in lingua friulana nel 1994.

  8. patrizia scrive:

    comunque meglio questa coppia stagionata per genitori
    che avere un padre giovane che ti butta nel Tevere ghiacciato
    meditiamo,. meditiamo.

    • Ann scrive:

      Il paragone è stupido, comunque, volendo accettarlo, mi vien solo da dire “meglio questa coppia” mica tanto!
      Il demente che ha cacciato il bambino nel tevere dovrebbe essere appeso per le palle e frustato per ore, ma almeno ha ucciso suo figlio a causa di un raptus: questi due hanno progettato per mesi la nascita di due bambini che magari non finiranno a testa in giù nel primo fiume, ma a 10 anni avranno da cambiare il pannolone a mammà.
      Mi spiace, ma a me l’egoismo programmato sulle spalle degli altri non piace per niente, non li metto sullo stesso piano di un assassino, ma spero che gli levino i bambini, esattamente come avrebbero dovuto levare il figlio al tossico di cui sopra e alla sua stupida compagna. Il buonismo alla fine lo pagano sempre i bambini.

  9. patrizia scrive:

    x Ann
    ci sono giovani madri in sedia a rotelle che partoriscono figli.
    quei figli sono destinati a cambiare il pannolone alla loro mamma
    ci sono mamme giovani che si credono sane
    ma chi assicura loro che per un incidente qualsiasi non si ritroveranno in sedie a rotelle?
    chi ci assicura che questa 68enne fra 10 avrà bisogno del pannolone?
    nessuno, nemmeno il mago othelma.
    infatti io ho scelto di non avere figli
    proprio perchè nessuno è in grado di prevedere il loro futuro.

    • Ann scrive:

      C’è differenza, e pure tanta, tra il ritrovarsi orfani a 10 anni perchè a tua madre di 38 anni, che ti aveva messo al mondo da sana, è venuto un cancro o perchè tua madre ti ha messo al mondo a 68 anni sapendo benissimo a cosa andavate incontro…In un caso puoi prendertela con la sfiga, nell’altro l’unica responsabile è l’egoista che ti ha messo al mondo.

  10. ma mi faccia il piacere scrive:

    Ogni cosa a suo tempo.Inseguire la maternità a quell’età è egoismo puro.

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