Evviva! Arriva la tassa sull’ombra!

08/02/2012 - La chiede l’agenzia di riscossione Aipa ai commercianti di Cagliari Di questi tempi anche una piccola tassa in più può pesare parecchio sui conti di famiglie, imprenditori e commercianti. Ai negozianti di Cagliari è stato chiesto di pagare quella sull’ombra

     
 

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La chiede l’agenzia di riscossione Aipa ai commercianti di Cagliari

Di questi tempi anche una piccola tassa in più può pesare parecchio sui conti di famiglie, imprenditori e commercianti. Ai negozianti di Cagliari è stato chiesto di pagare quella sull’ombra proiettata sui marciapiedi della città dalla propria insegna. A formulare la richiesta è stata l’Aipa, l’agenzia di riscossione che si occupa di incassare alcuni tributi comunali.

NEGOZIANTI INDIGNATI – La tassa sull’ombra fu istituita nel 1997. La Confesercenti non gradisce affatto gli ammonimenti di questi giorni. Del caso parla oggi L’Unione sarda in un articolo a firma di Michele Ruffi:

No, non era uno scherzo. Eppure tutti i commercianti che in questi giorni hanno ricevuto le lettere dell’Aipa, agenzia di riscossione che si occupa di incassare alcune imposte comunali, avevano pensato a una richiesta a metà strada tra l’ironia e il sarcasmo. Invece era tutto vero: ai negozianti è stato chiesto il pagamento della “tassa sull’ombra”, che viene proiettata sul marciapiede dalla propria insegna. «Sono ormai alcuni giorni che riceviamo lamentele da parte dei nostri associati, che ci riferiscono degli avvisi di pagamento per questo ennesimo balzello dal sapore borbonico che non fa altro che incrementare la lunga lista di imposizioni e tasse di varia natura a cui gli imprenditori sono costretti a fare fronte», dice il presidente provinciale della Confesercenti Roberto Bolognese.

“MA QUAL E’ IL SERVIZIO?” – L’importo da pagare non è altissimo ma la Confesercenti si chiede quale sia il servizio offerto:

«Come se non bastasse, le richieste di pagamento riguardano gli anni 2010 e 2011, e si prospetta la sua applicazione anche per il 2012. Si tratta di un balzello che viene applicato solo in pochissimi Comuni in Italia. Ma l’amministrazione cagliaritana, con eccessivo zelo, non tenendo in alcuna considerazione l’attuale periodo difficile che le imprese stanno attraversando, dà seguito a un regolamento comunale che più volte Confesercenti ha chiesto di rivedere». Ecco perché Bolognese chiede «un urgente confronto sul tema e l’istituzione di un tavolo tecnico per rivedere e correggere una volta per tutte il regolamento sulla riscossione delle imposte locali che gravano sulle imprese». La tassa sull’ombra di una insegna media non supererebbe un centinaio di euro. Ma, come ricorda il rappresentante della Confesercenti, «dietro una tassa c’è un servizio, in questo caso che servizio c’è?».

“CHIEDETE AL PARLAMENTO” - Il Comune si difende dalle proteste scaricando ogni responsabilità sul legislatore:

Il direttore della Confcommercio Giuseppe Scura si limita a ricordare che la tassa non sia «una novità», visto che «esiste dal 1997 ed è stata istituita per decreto, insieme ad altre imposte come quella sui passi carrabili». E i problemi sono gli stessi: «Purtroppo si tratta di riscossioni che vengono richieste in un momento in cui la sopportazione delle imposte da parte di tutti, commercianti compresi, è al minimo storico». Il presidente della commissione comunale Bilancio Claudio Cugusi (Pd) risponde così alla proposta di revisione dei regolamenti da parte della Confesercenti: «Le tasse non le inventa il Comune, ma vengono istituite per legge. I tributi locali vanno riscossi e noi ci limitiamo a far questo. Se si vuole abolire una tassa, bisogna chiederlo al Parlamento e non al Municipio».

     
 

22 Commenti

  1. Max Soldini scrive:

    Ottimo post, complimenti.

  2. wei scrive:

    Sono un cinese che vive in Italia da una vita, non avendo cittadinanza italiana non posso votare e vorrei esprimere un unico favore, quando votate….anziche’ guardare destra, sinistra, centro e a manca, xk non si guarda in faccia a colui che si vota? Quando e’ una testa di xxxxx lo si vede benissimo! Mi duole dire cosi’ xk ormai io ho piu’ radici italiane che cinesi, ma il mondo sta’ ridendo dell’Italia, che di fatto si distingue in tante cose che fa’! Difatti e’ in testa al mondo in tante cose, ma ormai…..

  3. Ema scrive:

    Cartelli di vetro, mantovane in materiali trasparente….cosi la luce passa e non si crea ombra!! :-) “le leggi son fatte per essere infrante”

  4. Francesco Dotti scrive:

    Purtroppo, quello sull’ombra, non è l’unico fanta-balzello al quale dobbiamo soggiacere.
    Sul sito di Confindustria, e più precisamente su questo link:
    http://www.slideshare.net/simo2409/balzelli-ditalia-di-confesercenti-italia
    troverete molto materiale di cui parlare…
    Vi ho messo anche l’indirizzo del mio sito web, nel caso voleste dargli un’occhiata.
    Ciao a tutti, e non arrendiamoci! Basta solo sapersi organizzare…
    Francesco

  5. Angelo Forgione scrive:

    nell’articolo, Dario Ferri scrive che si tratta di un “balzello dal sapore borbonico”.
    Da conoscitore della storia napoletana, voglio ricordare che i Borbone riscuotevano solo 5 tasse al momento dell’unità, quando poi i piemontesi ne aggiunsero subito altre 17.
    L’uso del termine borbonico è improprio, questa tassa cagliaritana è “sabauda”, e del resto si parla dell’antico Regno di Sardegna.

  6. Carmine Brigante scrive:

    Gentile redazione, a prescindere dalla notizia che denota la pura follia di chi genera certe tasse, vorrei precisare che l’epiteto “balzello borbonico” è di gran lunga fuori luogo, visto che nelle Due Sicilie Borboniche, dai suoi legittimi governanti erano applicate solamente 5 tasse in totale, aumentate di altre 17 dai Savoia appena costituita la (non voluta) unità d’italia. Essendo che la Sardegna ed il suo Regno appartenevano già alla Piemontese, mezza francese, famiglia Savoia, sarebbe opportuno che correggeste l’epiteto come “balzello savoia”, famiglia che a questo paese ha recato più danni di qualunque altra sciagura. Parafrasando le parole di Gramsci, non facciamo come quegli scrittori salariati che hanno infangato i nomi di quei patrioti duo siciliani col nome di Briganti. Grazie.

  7. sud libero dal nord scrive:

    commento modificato: “ignorante” il signore lo va a dire a qualcun altro.

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