Google o polizia del web?

24/02/2009 - Il motore di ricerca più usato del web finisce in tribunale per ricevere l’ennesima intimazione a cancellare riferimenti a siti illegali. Anche negli States si diffonde la convinzione che, se vieni cancellato a Mountain View non esisti. Il problema è

     
 

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Il motore di ricerca più usato del web finisce in tribunale per ricevere l’ennesima intimazione a cancellare riferimenti a siti illegali. Anche negli States si diffonde la convinzione che, se vieni cancellato a Mountain View non esisti. Il problema è che ti trova comunque.

FUORI DA GOOGLE PER CARITA’ – Lo scorso fine settimana, segnalata dall’utente “tcpip4lyfe” è balzata improvvisamente all’attenzione dei frequentatori del sito reddit.com, uno fra i più noti aggregatori mondiali di notizie, una storia oramai passata, ma della cui diffusione a livello mediatico né blog né giornali pare si siano occupati. La faccenda è però interessante perché mette in luce pratiche e modi a quanto pare non troppo desueti, di cui però non siamo sempre consapevoli. A dicembre scorso Google era finito in tribunale, come sua consuetudine da qualche tempo a questa parte, ma stavolta non era né dalla parte dell’imputato né da quella dell’accusa. Quello che si comprende dalla lettura della sentenza della corte del New Jersey è che il giudice Freda L. Wolfson ha convocato in aula anche il gigante di Mountain View per imporgli di cancellare dal proprio motore di ricerca, in ogni loro traccia ed escludendoli cioè dall’indicizzazione, circa 544 siti che spacciavano risorse, o meglio “espedienti” scolastici a pagamento. Gestiti dalla Axact, una delle maggiori società pakistane per lo sviluppato di servizi informatici, gli indirizzi web incriminati sono stati dichiarati illegali, “accusati“, tra le altre cose, di violazione del copyright, in particolare del Digital Millennium Copyright di pubblicità ingannevole e quindi di mancata osservanza del Lanham Act, di concorrenza commerciale sleale e di frode nei confronti dei consumatori, per un danno di centinaia di migliaia di euro.

LA BLACK LIST DELL’INGANNO – “0toall-research-paper-topics” e “100toptermpapersites” – questi due, fra i centinaia di indirizzi – si presentano infatti ed inverosimilmente tutt’ora come punti vendita di tesi, tesine e similia, copiati da altre fonti ma sovente spacciati con l’inganno come originali. Non solo. Si legge ancora nella sentenza: attraverso questi nodi nella rete la Axact avrebbe addirittura venduto falsi titoli accademici e diplomi universitari di facoltà inesistenti. Impossibilitati dall’estrema lunghezza dell’elenco, non abbiamo verificato questa accusa, fidandoci delle parole del tribunale, ma abbiamo visitato il primo sito citato nella black list del tribunale, lo 007essay.com. Immediatamente siamo stati reindirizzati sul suo nuovo indirizzo, cui si associa un nuovo nome: Essaytown che, come facile immaginare, non è nell’elenco incriminato, ed è pertanto indicizzato.Vane dunque le disposizioni del giudice. Il sito, da una parte, in alto a destra, vanta di disporre di oltre 93.000 temi del college, organizzati per argomento, tra cui è possibile ricercare quelli adatti alle proprie esigenze, mentre dall’altro, in basso a sinistra, rassicura che ciascun elaborato offerto è unico e originale, preparato da professionisti di volta in volta su misura del povero studentello, pigro evidentemente, ma sufficientemente sveglio da sapersi destreggiare con i pagamenti online, disposto a sborsare anche 50 dollari per togliersi il pensiero subito e senza troppi sforzi, nemmeno nel tentare la strada dell’autostima.

TUTTO ORIGINALE MA COPIATO - Si legge – pressappoco – alla faccia di una delle disposizioni imposte dal tribunale alla Axact, quella cioè di smetterla con il pubblicizzare informazioni fuorvianti rispetto ai contenuti proposti: “Sapevate che la maggior parte dei siti che forniscono servizi come il nostro rubano informazioni protette da copyright e plagiano il testo da documenti pubblicati? EssayTown è diverso. Disponiamo di un professionista qualificato che scrive saggi originali e personalizzati a partire dalle richieste specifiche che hai fornito e facciamo anche scansione con il nostro software antiplagio per assicurarti che il testo sia completamente originale…

GIUDICI, IMPARATE A NAVIGARE! – Da 007essay siamo stati subito spostati su Essaytown. Come suggerisce uno degli utenti di reddit commentando la notizia: la sentenza può essere considerata come espressione e prova ennesima del fatto che i giudici hanno poca o nulla dimestichezza con la rete e le tecnologie, per le quali pure si trovano a volte a legiferare. Cambiati i nomi ai siti, infatti, la Axact può continuare a garantirne comunque l’indicizzazione e la rintracciabilità, su Google come sugli altri motori di ricerca. Diabolico? No, semplicemente scorretto, ad ogni modo prevedibile. Il caso del provvedimento nei confronti della società pakistana non sembra poi essere l’unico del suo genere. E’ probabile che al gigante di Mountain View venga chiesto spesso di attuare questa sorta di oscuramento, forse addirittura preferibile alla censura – dice qualcuno – giacché nulla si cancella fin in fondo dal web, e spesso molto si può rintracciare dalle cache, dalle sue memorie, anche quelle più sepolte. Si cerchi la fraseIn response to a legal request submitted to Google, we have removed… result(s) from this page“, vale a dire: “In seguito a delle disposizioni legali imposte a google abbiamo dovuto rimuovere….” e si legga. Ci si stupirà, forse, per il numero e per la storia dei risultati trovati.

     
 

3 Commenti

  1. EssEmme scrive:

    Fu lo stesso per Maradona, con una sentenza del tribunale argentino che vietava a Google, Yahoo e MSN di cancellarlo dai motori di ricerca argentini. Solo che bastava cercare “pibe de oro” per poter avere comunque tutti i link alle notizie del caso.

  2. gloria scrive:

    esattamente EsseEmme, però almeno di Maradona evidentemente è stato raccontato. Di questa cosa non aveva detto niente nessuno, o, altrimenti, non ho comunque trovato alcunché.A dar per buoni i risultati della ricerca essa era rimasta ferma su quel sito per due mesi. Se qualcuno non l’avesse segnalata su reddit mai avrei immaginato. Non che sia importante per me. Lo è invece per molti studenti che usufruivano dei servizi a pagamento di quei siti truffaldini. ma tutto quanto mi fa pensare che sia una pratica tanto diffusa che non fa nemmeno notizia.

  3. EssEmme scrive:

    Tra l’altro di Maradona scrissi io su Giornalettismo al tempo, ma non riesco proprio a recuperare il link…

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