Previsioni del tempo, chi sbaglia e perché

06/02/2012 - Le principali motivazioni degli errori e un business che cresce Tirare a indovinare? Proprio no. Le previsioni del tempo si basano su calcoli e ipotesi scientifiche, e dietro ci sono studi e lavori. Ma spesso ci si sbaglia perché le

     
 

di

Le principali motivazioni degli errori e un business che cresce

Tirare a indovinare? Proprio no. Le previsioni del tempo si basano su calcoli e ipotesi scientifiche, e dietro ci sono studi e lavori. Ma spesso ci si sbaglia perché le fonti di partenza sono errate. Repubblica parla dell’argomento, partendo proprio dal punto delle previsioni sbagliate:

«Possibilissimo per tre motivi», risponde Massimo Bettinelli, uno dei dirigenti di 3Bmeteo.it. «Il primo è che i dati possono essere intercettati gratis dalla rete oppure presi dal centro europeo di Reading, che è la fonte più affidabile, ma in questo caso costano. Noi compriamo da Reading previsioni con un dettaglio che arriva a un quadrato di 15 chilometri di lato, c´è chi si accontenta di una precisione inferiore. Poi bisogna costruire un modello per acquisire maggiore finezza di analisi restringendo lo zoom a un quadrato di 3 chilometri di lato, in modo da poter dire cosa succede in un luogo preciso. Infine bisogna adattare queste informazioni al territorio, tenendo conto dell´altitudine e della morfologia. Cioè occorre tradurre le indicazioni generali sull´umidità e sulla temperatura alle varie quote in un linguaggio semplice e comprensibile: piove, nevica, c´è il sole a Palermo o a Firenze».

Poi c’è il punto della guerra commerciale:

Nell´arco delle 72 ore, se i dati di base e il modello di interpretazione sono corretti, le probabilità di errore risultano molto basse; poi, con il passare dei giorni crescono. Ma, investendo metodo e intelligenze si può riuscire a restringere il margine di errore. Ed è uno sforzo che rende: le quotazioni della precisione salgono perché il mercato del meteo vale sempre di più. «Siamo di fronte a una guerra commerciale in cui si gioca pesante: chi fino a qualche anno fa controllava in maniera quasi esclusiva il settore non accetta di perdere terreno», aggiunge Antonio Sanò, direttore di Ilmeteo.it. «Eppure le nuove realtà continuano a crescere. Noi in tre anni siamo passati da 1 a 5 milioni di euro di fatturato pubblicitario. Poi c´è la vendita dei servizi: dati di dettaglio per attività industriali e agricole, per testate giornalistiche, per società telefoniche. È un incremento continuo di richieste che si basa su un interesse sempre più diffuso: venerdì scorso, quando si sono cominciate a evidenziare le dimensioni dei problemi meteo, siamo arrivati a un picco di 5 milioni di utenti unici, più del doppio della media».

Infine, l’incognita comunicazione:

Per vincere la battaglia del meteo servono dunque dati precisi ma anche un linguaggio comprensibile e una visione equilibrata del rischio reale. «L´ultimo caso, quello di Roma, mostra i pericoli legati a una gestione poco chiara dell´informazione scientifica», ricorda Vincenzo Ferrara, il climatologo dell´Enea. «Nella comunicazione tecnica tutte le precipitazioni vengono indicate in termini di millimetri, ma un millimetro di pioggia equivale a circa un centimetro di neve. Dunque l´effetto della stessa precipitazione cambia significativamente a seconda della temperatura. Confondere i millimetri di pioggia con i centimetri di neve può significare omettere interventi essenziali portando una città al collasso. È una materia che non possiamo più permetterci di trascurare anche perché, con il cambiamento climatico, gli estremi meteo diventeranno sempre più frequenti e pericolosi».

     
 

3 Commenti

  1. diego scrive:

    e per quanto riguarda l ‘ irroramento con le scie chimiche? anche quello può far sbagliare i metereologi (allineati o no) non credete?

  2. piolo scrive:

    quelli di 3bmeteo davano la neve a Roma a partire dalla sera di venerdì (peccato non ho fatto uno screenshot!). Quelli de ilmeteo.it sono un po piu’ affidabili

  3. nicholas scrive:

    una mia cara amica, anni fa lavorava nella redazione del tg4 e tra le altre cose si occupava del meteo. giuliacci le dettava le cose talmente in fretta, che lei molto spesso improvvisava e diceva cazzate allucinanti. e fede a fine tg: ma che cazzo ti ha detto giuliacci??? non capisce un cazzo :D

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie