“Un giro di mazzette per il ministro della Difesa”
05/02/2012 - Ne parla Rocco Buttiglione in un’intervista al Fatto Gli aerei costano, la difesa pure, ma le mazzette di cui parla Rocco Buttiglione in un articolo del Fatto dedicato alle spese per le armi della Difesa non sono propriamente un sovrapprezzo
Ne parla Rocco Buttiglione in un’intervista al Fatto
Gli aerei costano, la difesa pure, ma le mazzette di cui parla Rocco Buttiglione in un articolo del Fatto dedicato alle spese per le armi della Difesa non sono propriamente un sovrapprezzo che i contribuenti vorrebbero per forza pagare. Oltre ai 131 cacciabombardieri infatti c’è un altro contratto che potrebbe imbarazzare l’ammiraglio De Paola:
L’’ex responsabile armamenti Di Paola, che conosceva la pratica per l’in – carico che ricopriva (marzo 2001-marzo 2004), ricorderà il putiferio per l’adesione italiana al consorzio europeo – con investimenti totali per 25 miliardi di euro, di cui 8 a carico di Roma – per la costruzione di 175 Airbus A400M, un quadrimotore per il trasporto militare. A distanza di 11 anni, oggi, cadono le resistenze diplomatiche e le ritrosie personali, allora si può raccontare perché l’Italia deluse francesi e tedeschi. Quelli che aspettano la consegna del primo esemplare con 6 anni di ritardo, esordio previsto per il 2007 e rimandato al 2013: “Ho avuto impressione che intorno a quell’affare ci fosse un enorme giro di tangenti, io ne fui testimone, e così scrissi una lettera al presidente del Consiglio”, denuncia al Fatto Rocco Buttiglione, ministro per le politiche europee nel governo di Silvio Berlusconi che annusò per primo le maniere sporche.
Torniamo indietro con il calendario: fine 2001, inizio 2002:
Il ministro per la Difesa è il professor Antonio Martino, tessera di Forza Italia numero 2. Martino ripercorre l’intricata vicenda nel libro Pre – sidente, ci consenta di Angelo Polimeno: “Divento ministro l’11 maggio, il generale Rolando Mosca Moschini mi dice che l’indomani dovevo siglare l’accordo. Non sapevo di cosa si parlasse, e chiesi chiarimenti agli ufficiali che se ne occupavano”. Martino convoca Di Paola (e un generale): “Mi spiegano che si tratta di un aereo particolare per il trasporto, un prodotto di un progetto europeo. Domando: ‘Ci serve?’. Le loro risposte non mi paiono convincenti”. Non si fida, il ministro, e respinge le pressioni. Chiama il capo di Stato maggiore per l’Aero – nautica, Sandro Ferraguti: “Gene – rale, qui dentro siamo soli, mi spieghi se l’apparecchio è utile per le nostre esigenze”. Ferraguti è sincero: “Ministro, se me lo regalassero, non saprei cosa farne”.
Il governo annuncia di voler rivedere il progetto:
Protestano i Democratici di Sinistra, la Margherita, Alleanza Nazionale, un pezzo di Forza Italia e, soprattutto, il ministro Renato Ruggiero (Esteri). Passa un mese di violenti polemiche, audizioni in parlamento, interrogazioni urgenti, riunioni segrete. In visita al salone aeronautico di Parigi, dove i francesi mostrano le innovazioni tecnologiche più raffinate, il 20 giugno 2001, l’ammiraglio Di Paola rassicura gli alleati: “Non c’è alcun mistero dietro la mancata firma del governo – riporta l’archivio Ansa – al memorandum di intesa sul nuovo aereo di trasporto militare realizzato da Airbus. Si sapeva che non si sarebbe firmato ora, ma spero che prima possibile, entro settembre, arrivi la firma. Speriamo sia una questione di settimane e non di mesi”. Il responsabile armamenti dimentica, però, che l’Italia aveva già stipulato dei contratti per noleggiare velivoli sostanzialmente identici seppur di vecchia genera z i o n e .
Servono 11 anni per scoprire perché l’Italia abbandonò quell’operazione, che succhia ancora milioni a 8 paesi europei:
Nel Consiglio dei ministri decisivo, Martino indica l’onestà di Buttiglione, e un fallito tentativo di corruzione. Tutti sanno l’origine dei dubbi, nessuno, però, si rivolge ai magistrati. Il vicepresidente di Montecitorio Buttiglione ricostruisce l’episodio: “ Una persona notoriamente vicina al governo francese, quando cominciai il mio mandato (e dunque a metà 2001, ndr), aveva iniziato un discorso non proprio impeccabile. Mi faceva intuire che fossero pronte cospicue offerte in denaro se avessimo sostenuto il consorzio per l’Airbus. A quel punto, interruppi il discorso. Ritenni mio dovere avvertire Berlusconi. In quei giorni circolavano voci sui modi poco trasparenti per coinvolgere nel progetto gli altri paesi europei. Ho avuto impressione che intorno a questa commessa ci fosse un enorme giro di tangenti. Quell’affare poteva compromettere i nostri rapporti diplomatici con alcuni alleati europei”. E così l’Italia ha risparmiato 8 miliardi di euro e un investimento pericoloso.













che schifo e c’e’ gente che si muore di fame!!!!
Peccato che non si parli delle altre “mazzette”.
L’Italia acquistò i precedenti aerei da trasporto militare C-130 HERCULES dalla Lockheed statunitense che versò cospicue mazzette a politici italiani (non tutti individuati) con il famoso “scandalo Lockheed” che fece tremare più di un governo.
Il C-130 era l’unico aereo da trasporto militare della sua categoria in tutto il mondo occidentale. Le mazzette erano – e sono – moneta di scambio abituale, alla faccia di tutti gli impegni “etici” dei costruttori.
Giunto il momento di sostituire gli ormai vecchi C-130, i paesi europei si accordarono per progettare e produrre un velivolo da trasporto più avanzato e capace; che tra l’altro avrebbe infranto il monopolio statunitense nel settore. L’Italia aderì, perché doveva sostituire i vecchi C-130; altro che “non sapremmo che farcene anche se ce li regalassero” (darei un’occhiata ai conti correnti dell’autore di tale frase).
Poi, appena insediato il governo Berlusconi, l’Italia compie una capriola: esce dal consorzio industriale europeo per l’Arbus A-400M e… riacquista dalla Lockheed statunitense i vecchi C-130 in versione aggiornata con nuovi motori e nuova avionica, ma con le stesse dimensioni del vano di carico ormai giudicate insufficienti per le nuove esigenze operative. Davvero un grande affare, non trovate? Secondo voi, chi ci ha risparmiato, chi ci ha guadagnato, chi ha ottenuto i maggiori vantaggi?
P.S.: Non ricordo un solo nuovo aereo che non abbia registrato ritardi sui tempi di sviluppo e aumento dei costi. Le critiche al velivolo europeo su questo piano sono assolutamente ingiustificate. E anche il il Lockheed C-130J acquistato dall’Italia al suo posto ha subito tali ritardi (difetti nell’accoppiamento aerodinamico tra eliche e ala). Per non parlare degli incredibili ritardi registrati nella consegna dei Boeing KC-767A per il rifornimento in volo alla nostra Aeronautica (anche in questo caso preferendo il prodotto USA a uno europeo).
perche compriamo armi per difenderci? da chi?nessuno ci vuole aggredire.L italia non la vuole nessuno, nemmeno a regalarla.
Se è a conoscenza di qualcosa faccia denunce chiare, qui si tratta di miliardi, se le sue sono illazioni e/o intuizioni che tutti abbiamo, la smetta di utilizzare la macchina del fango mediatico.
Ma è possibile che in questa Nazione si debbano fare sempre polemiche su polemiche, ogni volta che si tenda a migliorare l’apparato militare? L’efficienza dello strumento militare è dato dal livello di tecnologia che uno Stato può possedere. Dico può! Purtroppo, in situazioni come quelle attuali, di emergenze economiche io dico che un impegno di acquisto di vettori aerei militari, per quanto, sicuramente innovativi, debba essere congelato. I militari servono a fare fronte ad altro tipo di emergenze, visto che la protezione civile ed altre organizzazioni piccole, quali i Comuni, non hanno la possibilità di agire capillarmente su un’estensione territoriale che abbraccia tutta la Penisola, riguardo le recenti precipitazioni nevose. I militari, quindi, servono SEMPRE, per cui è doveroso destinare le risorse finanziarie adeguate alle esigenze che ora sono in atto. Riguardo l’ammodernamento del dispositivo militare, in linea di principio, sono d’accordo. E’ vitale perchè le Forze Armate di uno Stato siano efficienti e competitive. Tuttavia, al momento, ritengo doveroso valutare costi ed efficacia. Se l’efficacia può essere procrastinata ad altra data penso sia più utile riesaminare dove sono necessari i costi per una Difesa che tuteli. Mi permetto, inoltre, di aggiungere che se una sostanziale riduzione del personale militare in esubero avverrà in tempi brevi, così come alcuni Comandi militari che potrebbero risultare delle sovrastrutture, allora si potrà percorrere la strada di rinnovare il parco aerei militari. Ad ogni buon conto io non continuerei a polemizzare inutilmente, insinuando, per giunta ipotesi pesanti sul conto di responsabili militari, che non giova a nessuno, dico a nessuno sentire la solita tiritera, lagna o piagnisteo fomentato da chi, per sua natura biologica è sempre stato avverso ad un’ Istituzione che continua a dare, in silenzio, solo Onore all’ Italia.