“Silvio, sei un cagasotto”
05/02/2012 - Il senatùr al telefono col Cavaliere spiega cosa ne pensa dell’appoggio del PdL a Monti Silvio Berlusconi non deve aver gradito, conoscendolo. Ma l’Umberto è fatto cosi’: male, e per questo è sbottato al telefono contro il Cavaliere mentre discutevano
Il senatùr al telefono col Cavaliere spiega cosa ne pensa dell’appoggio del PdL a Monti
Silvio Berlusconi non deve aver gradito, conoscendolo. Ma l’Umberto è fatto cosi’: male, e per questo è sbottato al telefono contro il Cavaliere mentre discutevano dell’appoggio al governo Monti. Lo racconta il Corriere della Sera:
Eppure, non tutto è come appare. Perché il movimento continua a dividersi e a non dare la sensazione di barra ferma. Lo stesso Bossi non considera chiuso il rapporto con «l’amico Silvio». Molto si è scritto nelle scorse settimane sulle pressioni di Berlusconi per ricondurre «l’amico Umberto» a strategia comune. Ma ieri, tra coloro che si son dati appuntamento a Sarego per il parlamento della Padania, circolava un racconto illuminante. Quello di un Umberto Bossi che telefona all’ex premier rinnovandogli la richiesta di far cadere il governo Monti.
Cosa abbia risposto Berlusconi, nessuno sa:
Certo è che la chiamata si è chiusa con un Bossi che sbottava «Sei un cagasotto», subito prima di gettare il telefono in mezzo al tavolo. Con il capo pdl che ancora parlava tentando di far valere con l’ex alleato le sue ragioni. Al di là del gesto di stizza, chi parla con Bossi riferisce di un leader che ancora non ha perso le speranze di una rifondazione dell’alleanza. E che neppure esclude rapporti con Angelino Alfano («Dipende da quello che propone»). Ad ogni buon conto, Calderoli nei confronti degli alleati ieri sera, in comizio con il «Capo» e Roberto Maroni, non ha esitato a evocare «piazzale Loreto». Certo è che in settimana è previsto un piccolo evento: un faccia a faccia tra Bossi, Mario Monti e Luca Zaia. Motivi ufficiali: le quote latte e l’impugnazione dello Statuto veneto da parte del governo. Lo stesso Bossi, però, ammette: «Parleremo di tutto».
Ma l’incertezza regna anche sulla strategia per affrontare i prossimi passaggi:
Ieri Calderoli ha ribadito il diktat: se il Pdl continuerà a sostenere il governo Monti, «la Lombardia e il suo governatore Formigoni vanno a casa». Discorso chiuso? Mah. Ad ascoltare Roberto Maroni, la musica è diversa: «La Lega Nord in Lombardia manterrà l’impegno preso nel 2010 quando alle elezioni regionali si è alleata con il Pdl». Perché «noi siamo persone serie, gli impegni presi li abbiamo mantenuti sempre». Poi, sorpresa. Lo stesso Bossi in serata è apparso assai più morbido. Avanti con Formigoni? «Per adesso sì». Tra i leghisti circola una tesi: la caduta delle grandi regioni del Nord sarà l’arma nucleare da utilizzare solo in caso di un accordo tra Pdl e Pd in tema di legge elettorale.
Soprattutto, il fronte interno continua a condizionare pesantemente la scelte politiche:
In Veneto ieri è accaduto il prevedibile: il consiglio «nazionale» ha bloccato Flavio Tosi e la sua lista per la corsa alla riconferma. La prima reazione del sindaco superstar in popolarità è stata amara: «La decisione non c’entra niente con le amministrative. I motivi sono altri, legati a tensioni interne: c’è il congresso nazionale in vista». Congresso che vedrà su fronti opposti lo stesso Tosi e l’attuale segretario, il bossiano di ferro Gian Paolo Gobbo. Il sindaco sembra non considerare chiusa la partita: «Una decisione del genere spetta al consiglio federale», non a quello nazionale». Resta il fatto che nel movimento non tutto gira giusto. E ieri Maroni ha confidato ad uno dei suoi «barbari sognanti»: «Mentre gli altri vanno organizzandosi per il dopo Monti, noi non usciamo dalle scaramucce interne. Non dobbiamo finire come Bisanzio, sorpresa dagli ottomani mentre discuteva del sesso degli angeli».













Ormai sembra chiaro che berlusconi, probabilmente “consigliato” dai suoi dipendenti del pdl, dai suoi avvocati complici e dalle pagliacciate minacce leghiste, abbia deciso di continuare, come lui stesso dice (col solito intento di convincere che è a fin di bene per tutti: balle!) stando “dietro le quinte”. Questo significa che in ogni caso continuerà a comandare il PDL e a usare alfano come il consueto burattino scemo.
Ma il pericolo più grave per il Paese, che oggi i giornali e le tv storicamente avversi a questo scempio tacciono, è costituito dalle vere mire di berlusconi e dei suoi affiliati: diventare presidente della Repubblica. Ciò comporterebbe due ulteriori inaccettabili condizioni:
a) la proroga a vita della sua immunità (dicasi sottrazione dolosa alla Giustizia);
b) la pericolosissima e destabilizzante deriva verso una Repubblica presidenziale, in cui codesto delinquente o altri come lui, potrebbe portare a termine tutte le porcate che la democrazia e la vera libertà degli italiani onesti gli ha finora impedito. Attenzione!! In una tale apocalittica ipotesi, chiunque fosse poi il suo successore costituirebbe altrettanto pericolo per il Paese.
Il mafioso di Arcore non può aspirare alla presidenza. I procedimenti penali, dalle stragi di mafia all’ induzione alla prostituzione minorile non sono reati compatibili con il ruolo, prima dovrebbe uscire pulito da tutti processi. Ma la causa maggiore, per la quale la strada presidenziale per berlusconi è sbarrata, è il veto che qualcuno ha messo su di lui, difficile da rimuovere.
Può, può eccome, non è un caso che il PDL abbia impestato il Parlamento e le altre Istituzioni di mafiosi, camorristi, piduisti e quant’altro e che, favorito anche dai servizievoli leghisti, li ha mantenuti ai loro posti fino ad oggi. Magari tutto andasse secondo la logica che tu hai espresso, saremmo un Paese normale ma, come ben sai, qui di normale c’è solo la crisi.
Se il tuo” Silvietto ” e’ un cagasotto, tu te sei cagato sotto, sopra, in faccia! insomma sei diventato na’ merdaccia !! E Silvietto, te lo devi tene’ da conto, per davero! te ricapitasse er coccolone , bono , chi caxxo te porta a Lugano a curatte!”?? chi te pagherebbe le spese mediche!?? a cassa mutua!??
Grande Umberto! Il veneto ormai vola verso la libertà, noi lombardi grazie a monti ci stiamo definitivamente svegliando e gli italiani avranno bersani berlusconi fini casini napolitano e rutelli
dipocheparole significa che pubblichi sole le poche parole che piacciono a te?
Bella foto, da perfettamente l’idea delle marionette.
@Cinque occhi da venti, che il sistema PDLino sia associazione a delinquere sono pienamente concorde. Ma, e spero di non sbagliarmi, ovviamente non ho la sfera di vetro, ho la sensazione che dietro le dimissioni di Berlusconi ci sia qualcuno con molto più potere di lui. Quando si ventilava la prospettiva che il nano finalmente lasciasse palazzo Chigi, e si faceva il nome di Monti, non ho avuto dubbi, avrebbe sicuramente sloggiato. Buongiorno.
@. laura : Non so se tu ci sei , o ci fai! Perché se ci sei , sei una che non ha capito un ciufolo! Immagina solo la credibilità di cui gode il governo Monti (con tante stupidaggini che neanche io condivido!) ; Se invece ci fai, fai ridere , ma ridere a crepapalle! pardon ! crepapelle!! .. Ma non sarà stata l’insipienza , la sciatteria , la mediocrità , del tuo idolo , ipoevoluto , solo perché ” turlupinato dalla nipotina” di Mubarack, lo fa addirittura un minus habens ?? Si e’ visto lega ,lombardi,e pdl, che caxxo, hanno combinato! Ora abbiamo cori a più voci, tu ne interpreti benissimo, la media portata, che ancora vorrebbero!! cosa ?? lo status Quo ?? poverissima Italia! Non sarà gran cosa , intanto sto caxxo di spred , oggi e’ 370!! che vuol dire!?? io lo so ! tu da vera lombarda … , no!??