Elezioni Comunali 2016 Roma
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Elezioni Amministrative 2016 a Roma: Virginia Raggi è il nuovo sindaco. Vittoria al ballottaggio

ELEZIONI COMUNALI 2016 ROMA

I RISULTATI DEL BALLOTTAGGIO PER IL SINDACO ROMA 2016: VINCE VIRGINIA RAGGI

Trionfo a 5 Stelle. L’ultimo episodio della sfida per le Comunali del Campidoglio premia, come anticipavano tutti i pronostici, Virginia RaggiRoberto Giachetti sconfitto, ammette la sconfitta. Netta: 67% per Raggi, contro il 33% del centrosinistra. Già al primo turno Virginia Raggi aveva distanziato il suo avversario di oltre centomila voti e dieci punti percentuali. La debacle dem si è confermato. Oltre al ballottaggio per il sindaco di Roma, quasi disastroso per il Pd il risultati dei quattordici municipi della Capitale. Si salvano soltanto il primo e il secondo, tutto il resto in mano ai 5 Stelle (tranne il X, Ostia, dove non si è votato perché commissariato).

I RISULTATI DEI BALLOTTAGGI PER I SINDACI ALLE ELEZIONI COMUNALI 2016

Non era un mistero. Al Nazareno erano già consapevoli che quella di Roma, insieme alla partita per le Comunali di Napoli, fosse la corsa più complicata alle amministrative 2016. Pesava la fine traumatica dell’amministrazione Marino, giunta dem decaduta con tanto di firme dal notaio presentate dal Pd con le destre. Il verdetto delle urne ha rispettato i pronostici. Virginia Raggi aveva già staccato al primo turno delle Comunali di ben dieci punti Roberto Giachetti. Al ballottaggio, il 19 giugno, è stato un disastro dem.

BALLOTTAGGIO SINDACO DI ROMA 2016: RAGGI VS GIACHETTI

Giachetti ha superato di circa quattro punti Giorgia Meloni, che ha vinto il “derby” interno al centrodestra con Alfio Marchini. Male Stefano Fassina che non arriva al 5%. Residuali gli altri candidati. In città è da segnalare il crollo del  Pd, che ha perso altri 8 punti, rispetto al 25% del 2013, già basso rispetto agli standard cittadini dei democratici che sia nel 2008, sia alle europee nel 2014, quando ottenne circa il 40%. Benissimo il M5S che doppia i democratici. Male Forza Italia e malissimo la lista “Noi con Salvini“, che non sfonda a Roma, nonostante la presenza di Irene Pivetti in lista.

La data per il ballottaggio a sindaco di Roma è già fissata: si tornerà a votare domenica 19 giugno 2016. In termini di voti, Raggi ha superato Roberto Giachetti di circa 130mila voti. In realtà, come spesso si usa dire, al ballottaggio i conti si azzerano, perché tutti e due i candidati partono da zero. Ma, ovviamente, non si può far finta che il primo turno non sia esistito. Primo turno dal quale esce prepotente un dato: i cittadini romani, dopo aver avuto negli ultimi anni una giunta di centrodestra e una di centrosinistra, hanno optato per il cambiamento. Il vero interrogativo riguarda l’affluenza: infatti, nel secondo turno è lecito aspettarsi un calo della partecipazione. Molti elettori, per esempio, della Meloni potrebbero optare per l’astensione. Così come molti dei candidati minori. Ora parte comunque un nuovo confronto: un Raggi Vs Giachetti, una lotta senza quartiere tra il M5S e il Pd, non solo a livello comunale ma anche municipale.

I RISULTATI DELLE ELEZIONI COMUNALI 2016 A ROMA: IL 1° TURNO

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NOTIZIE E AGGIORNAMENTI

19 giugnoVIRGINIA RAGGI È IL NUOVO SINDACO DI ROMA

16 giugno – Dietro le quinte del Partito democratico, al Nazareno è già incubo ballottaggi. Paura nella Capitale dove Giachetti è costretto a rincorrere Virginia Raggi, pronta a “prendersi” il Campidoglio. L’impressione è che in casa dem, al di là del candidato sindaco e del suo staff, siano ormai rimasti in pochi a crederci. Il clima è quello del «panico democratico». E non è una novità. Basta pensare a quanto accadde nel 2014, alla vigilia delle Europee che spinsero il PD oltre la soglia mai raggiuntà del 40%: al comizio di chiusura di Renzi a Piazza del Popolo non pochi, vedendo la piazza mezza vuota, temevano di essere «spazzati via». Il verdetto delle urne smentì le paure. Ora Giachetti spera in un remake, smentendo le Cassandre. Al contrario, tra le minoranze, c’è già chi è pronto a chiedere il Congresso.

15 giugno – Su SkyTg24 ultimo confronto tra i candidati sindaco  Raggi e Giachetti, a pochi giorni dal ballottaggio. Ecco le pagelle del confronto

14 giugno – Centrodestra in ordine sparso in vista del ballottaggio di Roma. Mentre in casa Forza Italia l’attenzione è rivolta alle condizioni di salute di Silvio Berlusconi, che aveva già indicato scheda bianca per il secondo turno a Roma, c’è distanza anche tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini, l’asse lepenista che ha doppiato il candidato del Cav Marchini al primo turno, ma che non è riuscito a continuare la corsa. Nessuna indicazione: né Giachetti né Raggi, rivendica la leader di Fratelli d’Italia, «pur sapendo che è più facile che chi ha votato per me, voterà al ballottaggio contro il governo Renzi». Al contrario, il leader del Carroccio Matteo Salvini ha da tempo lanciato il suo endorsement verso le candidate pentastellate Raggi e Appendino a Roma e Torino, in chiave anti-Pd.

14 giugno – A pochi giorni dal ballottaggio per il sindaco di Roma, accuse incrociate tra Pd e M5S. Giachetti accusa Raggi per aver disertato il confronto sul TgR Lazio, in casa pentastellata si preparano invece già al confronto su SkyTg24 di mercoledì 15 giugno: «Il confronto in Rai c’è già stato (domenica scorsa a “In Mezz’ora” da Lucia Annunziata, ndr), per questo non ha partecipato»

13 giugno – Non è ancora chiaro se ci sarà o meno Beppe Grillo, accanto a Virginia Raggi, per la chiusura della campagna elettorale della candidata sindaco del M5S a Ostia, venerdì 17 dalle 18, a Piazza dei Ravennati. Fonti interne sono però ottimiste: il co-fondatore non dovrebbe mancare.

12 giugno – Scintille, come previsto, a l confronto tra Raggi e Giachetti a In Mezzora su Rai3. «L’ex sindaco del disastro Alemanno vota per te», attacca Giachetti. «Sei appoggiato dal Patto del Nazareno all’amatriciana, da Verdini-Bertolaso-Marchini- Berlusconi». Lotta anche sul futuro della candidatura di Roma per le Olimpiadi 2024. Raggi continua a rivendicare che ci sono altre priorità, ma ammette che sarebbero «occasione di sviluppo». Resta il “no“, «per ora»: «Non bisogna decidere subito, a novembre ci sarà la prima decisione, intanto serve un piano industriale serio. Ma che non siano Giochi del mattone».

6 – 8 giugno – Subito dopo la fine del primo turno in casa Pd e Movimento 5 Stelle non sono mancate le accuse incrociate. Renzi e Giachetti stanno puntando sopratutto sul tema delle Olimpiadi, di fronte alla posizione poco chiara di Raggi, passata dal no al nì al “ci sono altre priorità”.

5 giugno –  Servirà il turno di ballottaggio per scegliere chi sarà il nuovo sindaco della Capitale. Qui i risultati delle elezioni Comunali del 5 giugno che hanno sancito a Roma il ballottaggio tra Virginia Raggi (Movimento 5 Stelle) e Roberto Giachetti (Pd).

 

3 giugno – Ultimo giorno di campagna elettorale anche per Alfio Marchini. Alla chiusura da Ostia c’era al suo fianco pure Silvio Berlusconi. Il Cav che lo sostiene con Forza Italia e che, al di là delle smentite di rito, teme la sconfitta nella faida interna del centrodestra e l’arrivo di Giorgia Meloni al ballottaggio alle Amministrative di Roma. Eppure, intervistato da Giornalettismo, Berlusconi continua a sperare di poter sfuggire all’Opa ostile di Fratelli d’Italia e Lega Nord. Tanto da spingersi a sognare – o vagheggiare – pure una sorta di “Nazareno romano” per il suo candidato Alfio Marchini al secondo turno: «Lui è l’unico che può vincere. In un ballottaggio tra Marchini e Raggi, dal Pd ci hanno fatto sapere che potrebbero votare per lui».

Guarda l’intervista di Silvio Berlusconi a Giornalettismo

2 giugno – A tre giorni dalle Amministrative, è Giorgia Meloni, candidata di Fdi-An e Lega Nord, a chiudere la campagna elettorale dalla periferia romana di Tor Bella Monaca. Tra striscioni tricolori calati dai palazzi delle case popolari, statue della Roma imperiale e una della Lupa capitolina di fronte al palco, Meloni ha attaccato la pentastellata Raggi, grande favorita delle Comunali, accusandola di essere eterodiretta da Milano. Così come non sono mancati gli attacchi a Renzi e la solita propaganda su sicurezza e immigrazione.

Il Cav, invece, è stato ignorato dalla ex ministra, mai citato dal palco. «Non ho bisogno di lui», ha tagliato corto Meloni. Sbarrando la strada a possibili apparentamenti con Forza Italia nel caso riuscisse ad arrivare al ballottaggio. Un secondo turno che è il reale obiettivo di Meloni. Quello minimo, invece, sarà cancellare il Cav. Basta anche un voto in più di Marchini per pensionare il vecchio centrodestra.

1 Giugno – Ecco come è andato il confronto tra i candidati di Roma Capitale: le pagelle

31 maggio – Su SkyTg24 è l’ora del confronto tra i principali candidati sindaco a Roma. Si confronteranno l’esponente del M5S Virginia Raggi (grande favorita dai sondaggi e accusata di fuggire dai confronti), il candidato Pd Roberto Giachetti (Pd), il deputato di Sinistra Italiana Stefano Fassina e i candidati del centrodestra che si presenterà diviso alle urne, Giorgia Meloni (Fdi-Lega) e Alfio Marchini (civico sostenuto da Berlusconi e Alfano).

  • Nove assessori più uno, a tempo, per la riorganizzazione delle partecipate, con obiettivi da raggiungere e rendicontare. Dopo le polemiche sulle “anticipazioni” di Luigi Di Maio e gli attacchi Pd contro Virginia Raggi, accusata di essere stata “esautorata” dal Direttorio e dai vertici, è stata la stessa pentastellata  a confermare la struttura della possibile Giunta a 5 Stelle per il Campidoglio. Ancora però nessun nome. Nel toto-assessori c’è però pure l’ex centrocampista della Roma Damiano Tommasi.
  •  In attesa del confronto di martedì 30 alle 21 tra candidati organizzato da SkyTg24, si conosce già dove i maggiori candidati sindaco chiuderanno la campagna elettorale nei prossimi giorni. In campo scenderanno anche i big. Matteo Renzi affiancherà Roberto Giachetti all’Auditorium della Conciliazione mercoledì 1 giugno alle ore 21, poi il candidato radicale chiuderà il 3 con una serie di appuntamenti tra i municipi della Capitale. Giorgia Meloni ha invece dato appuntamento ai suoi sostenitori giovedì 2 giugno alle 15 a Tor Bella Monaca, all’angolo tra Largo Gannaro Boltri e Santa Rita Da Cascia. Venerdì 3 giugno chiuderanno la loro campagna elettorale anche Alfio Marchini al Pontile di Ostia alle 18, mentre Virginia Raggi sarà a Piazza del Popolo, ma Grillo – a meno di sorprese – non ci sarà. Infine Fassina chiuderà sempre mercoledì alle 17.30 a Piazza delle Gardenie, a Centocelle.

29 maggio – «Berlusconi ha parlato di un appoggio alla Meloni in caso di ballottaggio tra lei e un candidato che non sia Marchini? Lo considero un segnale di normalità», ha spiegato il leader del Carroccio Matteo Salvini. Al contrario, la reazione di Meloni era stata a dir poco fredda: «Posso vincere anche senza di lui. Non sono sua prigioniera».

26 maggio – Anche Virginia Raggi dovrebbe annunciare alcuni nomi di un’ipotetica Giunta a 5 Stelle per il Campidoglio prima delle elezioni del 5 giugno. Intanto Marchini chiuderà il 3 giugno la sua campagna elettorale dal Pontile di Ostia.

25 maggio – Sondaggi alla mano, Alfio Marchini, il candidato sostenuto pure da Silvio Berlusconi, farà fatica a raggiungere il ballottaggio. Così il Cav sembra tentare di riallacciare un rapporto con l’asse lepenista Fdi-Lega che candiderà Giorgia Meloni nella Capitale. Non è un caso che il Cav stesso abbia annunciato a Porta a Porta come Forza Italia sosterrà Giorgia Meloni se la candidata di Fratelli d’Italia al Campidoglio dovesse andare al ballottaggio e se Alfio Marchini non dovesse passare al primo turno. «Chiaramente saremmo dalla sua parte», ha spiegato. «Voteremmo per un partito di destra che sarà nostro alleato per il futuro a livello nazionale», ha aggiunto Berlusconi.

24 maggio – Il 31 maggio alle 21.00 è previsto il confronto su Sky dei principali candidati sindaco della Capitale. Sono stati invitati Giachetti, Meloni, Marchini, Raggi e Fassina.

23 maggio – Lo aveva promesso durante il lancio del suo comitato elettorale all’ex Dogana, quando aveva presentato il suo programma. A due settimane dal voto, il candidato del Pd Roberto Giachetti ha presentato in diretta su Facebook la sua possibile Giunta. Sarà in maggioranza composta da donne. I nomi scelti? Livia Turco avrà la delega ai Servizi sociali e immigrazione, mentre sono state confermate le indiscrezioni che volevano il ritorno di Silvia Scozzese al Bilancio. Lorenza Baroncelli si occuperà invece di “Rigenerazione urbana”, mentre Carla Ciavarella (dirigente penitenziario) si occuperà di “Patrimonio, case e progetti speciali” e dell’Ufficio di scopo per l’assegnazione dei beni confiscati. C’è poi Claudia Servillo che si occuperà di Ambiente, mentre Stefania di Serio si occuperà dei Trasporti. Francesco Tagliente, ex prefetto a Pisa ora in pensione, si occuperà della sicurezza della città, mentre Marco Rossi Doria si occuperà di Scuola, Università e istruzione. Marino Sinibaldi, direttore di Radio3, si occuperà infine di Cultura e Turismo. «Abbiamo fatto scelte di rottura. Senza filtri, senza riunioni di partito o caminetti, senza trattative. Per la prima volta presento la mia squadra: nessun altro candidato è in grado di farlo può permettersi questa libertà». Ma non sono stati gli unici nomi svelati. Perché Giachetti ha anticipato anche che sarà l’ex assessore capitolino alla legalità Alfonso Sabella il suo capo di gabinetto, nel caso il candidato Pd venisse eletto sindaco.

18 maggioIntervistata da Alessandro Gilioli per l’Espresso, la candidata del M5S ha replicato in modo mai netto e chiaro, un tentativo di raccogliere consensi un po’ a destra, un po’ a sinistra, ma che finisce per far emergere diversi limiti della candidata pentastellata che non entra mai nel merito delle questioni. Poi, una difesa a oltranza del Direttorio e di Beppe Grillo:

Al punto 9 il codice dice che il candidato «assume l’impegno di dimettersi laddove venga iscritto nel registro degli indagati e la maggioranza degli iscritti al M5S mediante consultazione in rete ovvero i garanti del Movimento decidano per tale soluzione». In altri termini, se lei si ritrova indagata i garanti del Movimento possono decidere di farla dimettere. Non ritiene che questo dia un potere eccessivo a qualcuno che i romani non hanno votato?

«Secondo me no. E ormai dei due garanti purtroppo è rimasto uno solo, visto che Casaleggio è morto, quindi c’è solo Beppe. Vede, il garante è una figura che ci aiuta a rispettare i nostri principi. Quindi io ritengo che nel momento in cui una persona si discosta da questi principi, se è onesta deve fare un passo indietro; se invece nonostante le violazioni continua a fare le cose in nome del Movimento, è giusto che ci sia qualcuno che a un certo punto dica basta».

Quindi se lei fosse eventualmente indagata e Beppe Grillo le chiedesse di dimettersi, lei lo farebbe?

«Questo c’è scritto, sì».

17 maggio – Dopo il flirt Salvini-Raggi in vista del ballottaggio, Giorgia Meloni minimizza il caso con un’intervista a Il Corriere della Sera, rilanciando le sue ambizioni per il secondo turno. Ma non solo. La candidata di Fdi e Lega Nord attacca pure Silvio Berlusconi, allontanando anche una nuova convergenza del centrodestra in chiave nazionale e puntando direttamente all’elettorato azzurro.

16 maggio – Clamoroso alle elezioni Comunali di Roma. La lista di Stefano Fassina, esclusa dalla commissione elettorale e poi bocciata anche dal Tar, è stata riammessa dal Consiglio di Stato. Una notizia che rischia di frenare la corsa di Giachetti verso il ballottaggio. Il candidato renziano poteva avvantaggiarsi da una possibile convergenza di parte dell’elettorato di sinistra radicale, qualora l’esclusione di Fassina fosse stata confermata.

10-11 maggio 2016 – Mentre alla Camera è la vigilia della votazione di fiducia sulle Unioni Civili, non mancano le polemiche al Campidoglio per le frasi del candidato “civico” Alfio Marchini, in realtà appoggiato da Berlusconi e Alfano: «Rispetto tutti, ma non celebrerò unioni fra persone dello stesso sesso», ha rivendicato il candidato sindaco del centrodestra. Eppure, fino a due mesi fa, mostrava un profilo Lgbt-friendly. Ora replica e prova a smussare le dichiarazioni: «Io mai stato omofobo».

8 maggio 2016 – Clamoroso colpo di scena alle Comunali di Roma. Le liste di Stefano Fassina sono state escluse dalla commissione elettorale per una serie di errori materiali. Lui ha annunciato ricorso, ma già Raggi e Giachetti puntano al 7,5% che i sondaggi stimano come consenso percentuale del candidato di Sinistra italiana. Il candidato Pd può recuperare consensi pesanti per puntare al ballottaggio. Ora non resta che attendere il verdetto del Tar.

6 maggio 2016 – Sarà che la campagna elettorale non è ancora entrata nel vivo, ma i sondaggi sembrano ancora non arridere a Roberto Giachetti, il candidato del Partito Democratico; proprio per questo, a dare una mano diretta dovrebbe essere il presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, che schiererà la forza del governo su Roberto Giachetti, garantendo agibilità politica e proposte relative ad un piano dell’esecutivo per la gestione del debito gigantesco della capitale d’Italia.

28 aprile 2016 – E’ andata come era facilmente prevedibile: Guido Bertolaso, candidato di Forza Italia, si è ritirato. Il partito di Silvio Berlusconi convergerà su Alfio Marchini, candidato “civico” del fronte moderato. Come ha scritto il nostro Alberto Sofia, sembra che la nuova edizione di un “nazareno romano” sia la cifra delle elezioni in città, con i maggiorenti di Forza Italia che accusano Berlusconi di essere ben più attento a tutelare le proprie aziende – tenute sotto scacco, in ipotesi, dalle pressioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi – che a sostenere la partita romana.

22 aprile 2016 – Nel day after del lancio della sua campagna elettorale alla terrazza del Pincio, Giorgia Meloni snobba il Cav: «Nessun incontro in programma con Berlusconi». E Fi, dopo una nuova riunione a Palazzo Grazioli, torna a virare su Bertolaso, sfiduciato però da mezzo partito: «Avanti con lui, il 29 la lista azzurra». Ma ormai nella Faida Capitale non c’è certezza.

21 aprile 2016 – In casa centrodestra, intanto, il caos è totale: ieri Giorgia Meloni ha presentato la sua candidatura alla terrazza del Pincio, rompendo gli indugi. D’ora in poi, ha detto la leader di Fratelli d’Italia, il centrodestra se vuole si unisce sotto il suo nome, altrimenti lei correrà comunque. Al suo fianco, chiaramente, Matteo Salvini. C’era il nostro Alberto Sofia che ha raccolto una dichiarazione della leader di Fratelli d’Italia: «Silvio Berlusconi decida ora. Niente accordi al ballottaggio se arriverò al secondo turno».

E a stretto giro, la decisione del candidato di Forza Italia: «Chi mi ha accompagnato mi ha domandato se io intendo ritirarmi e per l’ennesima volta come ho fatto in queste settimane ripeto che io vado avanti il mio obiettivo è il 5 giugno e i romani decideranno chi sarà il sindaco di Roma sulla base di programmi o non voci». Guido Bertolaso, dunque, non demorde: forse è possibile, invece, un apparentamento con Alfio Marchini.   20 aprile 2016 – E la lista del Pd è arrivata il 20 aprile 2016, presentata mentre il candidato del centrosinistra al Campidoglio stava annunciando i nomi della sua Lista Civica: il Partito Democratico per Roberto Giachetti candidato sindaco sarà guidato da Piera Levi Montalcini e da Paola Concia, terzo di lista Cristiano Davoli di Tappami. L’ha annunciata Matteo Orfini su Facebook.


  15 aprile 2016 – Con un fortissimo attacco a Virginia Raggi, candidata sindaco del Movimento Cinque Stelle, Roberto Giachetti ha aperto il suo comitato elettorale all’Ex Dogana di San Lorenzo. «I romani ci chiedono onestà, ma l’onestà non si dichiara, va praticata. E io l’ho sempre fatto, per me parla la mia storia», ha detto Giachetti, incalzando poi il Partito Democratico sulla pulizia e sull’onestà dei candidati nelle liste. «Ho chiesto che le liste siano pulite e rinnovate e che ogni candidato consegni anche il proprio certificato di carichi pendenti. Saranno pure valutate dalla commissione antimafia».

 

5 aprile 2016Roberto Giachetti intervistato dal Tempo ribadisce il punto della sua campagna elettorale, compreso l’invito a Sel a serrare i ranghi («Quando ho deciso di candidarmi alle primarie ho rivolto un appello a Sel perché sono convinto che possiamo fare un buon lavoro insieme per risolvere i problemi di Roma ma ho ricevuto insulti e schiaffi. Ho l’ impressione che la classe dirigente di Sel voglia alzare un muro ma io non mi arrendo e tengo tutti i canali aperti»); e commenta poi sulla sua fede calcistica, una delle virtù che il presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ha sottolineato “lanciando” la candidatura del vicepresidente della Camera.

«Intanto io ho sempre rivendicato di essere romanista, anche nei momenti più difficili, mentre oggi noto che qualche mio avversario laziale fa finta di niente. Mi voteranno? Bè, io stesso ho votato e ho avuto come sindaco un laziale e anche uno juventino».

4 aprile 2016 – Continua il balletto dei numeri in vista delle Elezioni Roma 2016: dando uno sguardo ai numeri dei sondaggi di marzo vediamo che il vantaggio di Virginia Raggi sembra consolidarsi. La candidata del Movimento Cinque Stelle sembra stabilmente sopra il vicepresidente della Camera “con un divario che arriva oltre i 6 punti percentuali”, fa notare Donato de Sena.

Per quanto riguarda il ballottaggio non c’è partita: il sindaco Cinque Stelle batte il Partito Democratico in maniera più che disinvolta.

 

1 aprile 2016 – Non è un pesce d’Aprile: come previsto, Ignazio Marino non si candida a sindaco di Roma. L’ha annunciato l’ex primo cittadino alla libreria Feltrinelli di via Appia presentando il suo libro “un Marziano a Roma”.

 

Tutto come previsto, insomma: il chirurgo del Partito Democratico si chiama fuori dalla partita, preferendo chiedere all’associazione nata per sostenerlo “di esprimere un nome della società civile” per correre alle prossime Elezioni Roma. E i suoi sostenitori? Orfani della candidatura del loro beniamino, potrebbero virare su Stefano Fassina. O verso l’astensione. O prendere in considerazione il voto al Movimento Cinque Stelle.

  31 marzo 2016 – E se la partita di Ignazio Marino fosse ben più grande di quella delle Elezioni Roma 2016? Secondo la Stampa Massimo d’Alema in persona punterebbe sul senatore-chirurgo per convogliare le forze che si oppongono alla gestione del Partito Democratico di Matteo Renzi, ovvero per il prossimo congresso del Pd. 30 marzo 2016 – Oggi è il giorno di Ignazio Marino: l’ex sindaco-chirurgo di Roma ha presentato alla stampa il suo “Un marziano a Roma“, posizionandosi su una linea politica davvero netta di contrasto al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al presidente del Partito Democratico Matteo Orfini, mandante il primo ed esecutore il secondo dell'”accoltellamento” che ha defenestrato “il sindaco eletto dai cittadini” dal palazzo del Campidoglio. “Se avessi seguito i consigli del Partito Democratico” – chiosa il sindaco a tutto campo – “probabilmente oggi sarei in cella di isolamento”. A margine della conferenza stampa, intervistato da Giornalettismo, l’ex sindaco rincara: “Matteo Orfini? Mi ricorda un verso di Elton John, un insetto che da solo distrugge un campo di grano“.

 

30 marzo 2016 – La data delle elezioni 2016? Tutto fa pensare che il Viminale stia per decidere per il primo turno il 5 giugno, con eventuale ballottaggio due settimane dopo, il 19 giugno.

29 marzo 2016 – E a sinistra? Giovedì 31 marzo Ignazio Marino presenterà il suo “Un marziano a Roma” alla Feltrinelli a Via Appia; nel frattempo a sinistra, e anche in zona Pd, si chiedono come contrastare uno spazio a sinistra sempre più affollato, un quadro di candidature e corse che potrebbero sottrarre voti al candidato del centrosinistra Roberto Giachetti.

25 marzo 2016 – Il centrodestra è sempre più in ambasce. Guido Bertolaso è pronto al “passo indietro” nelle Elezioni Comunali 2016 di Roma se “dovesse dimostrarsi che il mio nome non può arrivare al ballottaggio“. In questo caso, dice il candidato di Forza Italia al Corriere della Sera, l’ex direttore della Protezione civile sarebbe pronto a convergere su Alfio Marchini.

24 marzo 2016Virginia Raggi, candidata sindaco per il Movimento Cinque Stelle, intervistata da Maria Latella, ha chiarito domenica che un’amministrazione a Cinque Stelle insediata al Campidoglio prenderebbe decisioni su Acea, prima di tutto modificando il management. In un’articolo sul Messaggero si dà conto dell’indicazione di alcune società di rating che «in seguito alle parole della Raggi» avrebbero modificato al ribasso le proprie valutazioni sul titolo Acea. Conseguentemente, scrive il quotidiano romano, il titolo in borsa avrebbe perso quasi il 4% del proprio valore.

21 marzo 2016 – Mancava solo lui: Antonio Razzi annuncia la sua discesa in campo come candidato sindaco di Roma, forte del consenso – a suo dire – di 450mila abruzzesi residenti in città. «Perché non posso? Chi l’ha detto che non so governare?», ha detto, intervistato dal Tempo. Sono davvero imperdibili le sue pagelle sugli altri candidati in campo:

«Meloni? Un’amica, ma non mi va che una volta dica che no, perché è incinta, e un’altra cambi idea e dica si. Non mi va che vogliono far fare una brutta figura al presidente Silvio Berlusconi. Non è giusto». Di Guido Bertolaso cosa pensa? «Bertolaso l’ho apprezzato dopo il terremoto de L’Aquila, per il lavoro che ha fatto. E’ un tecnico. Ma ora per lui con Razzi in campo sono cazzi». […] Il candidato del Pd, Roberto Giachetti? «Giachetti, te lo dico da amico: come sindaco non ti ci vedo. Io conosco anche Roberto, ma per fare il sindaco di Roma servono le palle quadrate. Io mi sono candidato e non ho paura di niente». L’imprenditore Alfio Marchini? «Ma guarda, è romano, dovrebbe conoscere la città. Ma Roma è Roma, e lui non è che sia onnipotente. Insomma, Non vedo neppure lui». Della candidato 5 Stelle, Virginia Raggi, cosa mi dice? «Che è una bella donna. Ma Roma ha un sacco di problemi e c’è da faticare, da rimboccarsi le maniche. No». Andiamo a destra: Francesco Storace? «Ha una buona parlantina ma non bastano le parole». Al nord: Flavio Tosi, sindaco di Verona? «Tosi, lascia che te lo dica: Roma non è Verona. A Verona, c’è l’Arena e ci sono Giulietta e Romeo, a Roma c’è il Colosseo. Un’altra cosa».

17 marzo 2016Ignazio Marino, l’ex sindaco di Roma, è furibondo con Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione che ha diffuso un rapporto in cui si illustra la dinamica degli appalti a Roma, un sistema criticabile e problematico che sarebbe andato avanti anche durante la gestione della giunta del sindaco chirurgo: «Disonesto intellettualmente», ha detto Ignazio Marino del magistrato, prima di rivolgersi agli altri protagonisti della vita politica romana che l’avrebbero “tradito”.

16 marzo 2016 – Il centrodestra a Roma è ormai spaccato: sono in quattro, addirittura, i candidati sindaco per le elezioni comunali romane del 2016. Francesco Storace, Alfio Marchini, Guido Bertolaso e arriva, da piazza del Pantheon, anche la candidatura di Giorgia Meloni: «Un atto di amore» verso la città, l’ha definita la leader di Fratelli d’Italia: «Voglio ridare orgoglio e dignità a questa città. Una volta dire “Civis romanus sum” era motivo di vanto. Ora il pensiero va subito a Mafia Capitale». Alberto Sofia l’ha intervistata proprio nella piazza romana.

14 marzo 2016 – Weekend di consultazioni, il secondo, per il centrodestra a Roma: alle “gazebarie” il popolo conservatore deve confermare o bocciare la scelta di Guido Bertolaso per la corsa al Campidoglio; 62 banchetti in tutta la città per un’affluenza che per gli organizzatori si aggirerebbe intorno alle 50mila unità – dato contestato dalla stessa coalizione che parla di brogli, voti doppi e altre irregolarità. In effetti dal comitato organizzatore ammettono: “Non potevamo certo controllare tutto“. Anche sul risultato c’è contestazione: il plebiscito ha visto, chiaramente, prevalere l’ex direttore della Protezione Civile. Candidato ormai apertamente contestato da tutta la coalizione, con Giorgia Meloni pronta a candidarsi in prima persona e a ricevere il sostegno di Matteo Salvini.   11 marzo 2016 – Il 31 marzo esce “Un Marziano a Roma“, l’atteso libro di Ignazio Marino sulla sua esperienza al Campidoglio: nelle anticipazioni del Corriere della Sera, l’opera viene definita «una vera bomba».   10 marzo 2016Pierluigi Bersani, che ha appoggiato Roberto Morassut a Roma, ha fatto muovere il primo sassolino dopo le Primarie Roma 2016: in seguito ai fatti di Napoli, con il ricorso di Antonio Bassolino e la probabile lista civica a sostegno dell’ex sindaco, e dopo i guai dell’affluenza a Roma, il quadro è mobile. «Se Bray prendesse questa decisione, e non ho notizie al riguardo, sarebbe una sua scelta legittima»: la decisione, chiaramente, potrebbe essere quella di candidarsi alle elezioni Roma 2016. 9 marzo 2016 – Sulla candidatura di Guido Bertolaso per il centrodestra pesa l’ombra delle “gazebarie” (le finte primarie con cui il centrodestra dovrà scegliere se confermarlo o meno per la sfida del Campidoglio).Salvini trama per affossarlo, ma l’ex capo della Protezione civile prova a guardare avanti: «Se andranno bene a fine mese conoscerete la mia squadra.La quota rosa sarà predominante», ha anticipato Bertolaso. Per poi annunciare di voler presentare una lista civica “Guido per Roma“: «Non mi interessano le tessere ma voglio coinvolgere solo quelli col curriculum». 9 marzo 2016Roberto Giachetti parla proprio dell’ipotetico coinvolgimento di Massimo Bray alle Elezioni Roma, definendo una discesa in campo dell’ex ministro di Enrico Letta come un atto «tafazziano» che replicherebbe a Roma il caso Liguria; se ci sono stati problemi alle Primarie di Napoli, devono essere affrontati nel minor tempo possibile. 8 marzo 2016 – Dopo le Primarie, si torna a parlare dell’ipotetico candidato della sinistra: il pressing su Massimo Bray si fa sempre più incessante. 7 marzo 2016 – Le Primarie Roma 2016, e in generale le Primarie del Pd, hanno visto l’affermazione dei candidati renziani; guardando meglio, in realtà, si tratta di piccole e grandi vittorie di posizionamento dei Giovani Turchi, la corrente guidata dal presidente del Partito Democratico Matteo Orfini; in particolare a Roma, la linea politica di Rifare l’Italia è stata particolarmente premiata. 7 marzo 2016 – Il fronte del Family Day presenterà Mario Adinolfi come candidato sindaco a Roma. Lo stesso Adinolfi, garante insieme a Gianfranco Amato, ha confermato la nascita di liste del neonato movimento in 300 Comuni italiani. 7 marzo 2016 – Come sono andate le Primarie Pd 2016? Il direttore Marco Esposito ha composto le sue “pagelle”: voto 9 a Roberto Giachetti, quello che “l’hanno obbligato” e invece ha saputo riprendere in mano le redini del Pd Roma; organizzazione del Pd Roma 6, una sufficienza non scontata viste le polemiche sull’affluenza. Buona la vittoria per Matteo Renzi, chi gufava contro le primarie rimane molto indietro: voto 2. 7 marzo 2016Roberto Morassut, contendente alle Primarie Roma 2016, ha ammesso la sconfitta molto presto nel suo comitato di Via Ostiense: “Ora“, ha detto ai microfoni di Alberto Sofia, “Il centrosinistra va allargato” – ha detto l’ex assessore delle giunte Veltroni – “Dobbiamo tornare a dialogare con Sel, Sinistra Italiana e con i movimenti civici“, ha detto Morassut.

7 marzo 2016 – All’indomani della notte elettorale, il risultato è chiaro: vince le primarie Roma 2016 Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera e candidato sostenuto direttamente da Matteo Renzi; Giachetti si impone con oltre il 60% dei consensi in una consultazione primaria dalla scarsa affluenza, con partecipanti che non arrivano ai 50mila. Secondo, molto staccato, Roberto Morassut: il candidato sindaco del centrosinistra ha commentato i risultati all’ex Dogana di San Lorenzo, ripreso da Stefania Carboni.

 

 

DA NON PERDERE: I risultati delle primarie di Roma 2016

  6 marzo 2016 – Un episodio turba la quiete della giornata delle Primarie Roma 2016: in zona Appio Claudio dei militanti di estrema destra espongono delle foto dei personaggi di Mafia Capitale al suono di “Buzzi sindaco“, “Ozzimo sindaco“. La testimonianza nel video raccolto da Stefania Carboni.

6 marzo 2016 – «L’affluenza sarà buona, già superiamo quella del Movimento Cinque Stelle e delle presunte primarie Lega»: così il commissario del Partito Democratico Matteo Orfini risponde a Stefania Carboni: «Non temo un effetto Parma» – continua, rispondendo a Tommaso Caldarelli – «I cittadini italiani hanno visto i rappresentanti 5 stelle, come hanno governato. Ovunque governano c’è un problema».

6 marzo 2016 – È il giorno delle Primarie Roma 2016 e Roberto Giachetti ha già votato al Gazebo del Pd di Donna Olimpia, allontanandosi poi con la iena Enrico Lucci sul sedile dello scooter.

5 marzo 2016 – «Se mi sento delegittimato da Salvini? No, guardi, siamo in democrazia. Quello che è importante è che abbia comunque approvato questa procedura della consultazione. Poi, andando avanti, spero di avere presto un confronto anche con lui. Smusseremo tutti gli angoli, lui è una persona molto intelligente e molto attenta anche ai problemi di Roma»: così Guido Bertolaso ha risposto ad Alberto Sofia che gli chiedeva conto del “peso” delle scelte del centrodestra che celebrerà le sue consultazioni il 19 e 20 marzo.

4 marzo 2016 – La data delle Elezioni Comunali 2016? Ora emerge pure l’ipotesi del voto anticipato al 29 maggio. Ovvero, sette giorni prima rispetto alla data considerata più plausibile, quella del 5 giugno. E due settimane prima rispetto all’altra opzione, ancora più lontana: quella del 12 giugno, alle porte dell’estate. Se fosse scelta la data del 29 maggio, i ballotaggi eventuali saranno il 12 giugno stesso.   4 marzo 2016Virginia Raggi, candidata del Movimento Cinque Stelle alle Elezioni Roma 2016, è andata a colloquio a Milano da Gianroberto Casaleggio. Ecco com’è andata.   3 marzo 2016 – «Serve più potere ai sindaci contro le aree grigie , anche se nel decreto Madia c’è già qualche margine. Ma serve qualcosa di più per rimuovere gli elementi non fedeli e far prevalere le forze sane», ha detto Roberto Morassut, candidato sindaco alle Primarie Roma, rispondendo ad Alberto Sofia sul tema dei dirigenti infedeli nella Pubblica Amministrazione capitolina: «Se diventassi sindaco le regole saranno rispettate da tutti. Il Comune è strutturato, ma va riorganizzato».   3 marzo 2016 – «Ma davvero pensate che sia Verdini il problema dei romani e non l’albero che cade sulla Laurentina o i topi in città?»: così risponde Roberto Giachetti ad Alberto Sofia che lo ha intervistato all’ingresso della sede nazionale del Partito Democratico, a margine del confronto per le Primarie del Pd.   3 marzo 2016 – Siamo al Nazareno per seguire in diretta il confronto fra i candidati alle Elezioni Comunali 2016 di Roma.   3 marzo 2016 – Alle Primarie Roma 2016 la lunga mano di Denis Verdini e della “stampella” ex-berlusconiana del governo di Matteo Renzi? È quanto riporta La Repubblica nei virgolettati pubblicati oggi e che hanno dato il via alla girandola di polemiche e smentite; Matteo Orfini ha preso posizione: «Per Denis Verdini e i suoi le primarie sono off-limits». 2 marzo 2016 – Alle Primarie Pd Roma 2016 si potrebbe votare anche sabato 5 marzo: la richiesta arriva da Roberto Giachetti, il commissario dem Matteo Orfini si dice d’accordo, gli altri candidati non si oppongono. Qualcuno accusa: serve alle correnti per contarsi.   1 marzo 2016Il Messaggero nella Cronaca di Roma intervista faccia a faccia Roberto Morassut e Roberto Giachetti, i due frontrunner delle Primarie Roma 2016 dalle nuove linee dei tram alla lotta per la corruzione, i due parlamentari del Partito Democratico rispondono alle domande di Simone Canettieri.   29 febbraio 2016 – Dopo le primarie del Carroccio non è stata risolta la grana del candidato del centrodestra alle Elezioni Comunali Roma 2016. Dai gazebo del Carroccio, ha rivendicato Matteo Salvini al 60% dello spoglio, è uscito un sostanziale pareggio. Certo, Alfio Marchini è in testa di un centinaio di voti su Pivetti, Storace e Bertolaso (in ordine), ma la partita non è chiusa. Salvini ha così lanciato un appello agli alleati per evitare divisioni: “Ora primarie vere tra alleati, serve unità“, ha rilanciato. Eppure sia Forza Italia che Fratelli d’Italia avevano bollato l’iniziativa di “Noi Con Salvini“come una “farsa”, una provocazione.   28 febbraio 2016 – In diretta su In Mezz’Ora di Lucia Annunziata andrà in onda oggi alle 14.30 il primo confronto fra i candidati alle elezioni comunali 2016 di Roma.     27 febbraio 2016 – Va a definirsi il quadro delle primarie nei municipi romani, ecco per quali minisindaci si vota il prossimo 6 marzo.   26 febbraio marzo 2016 – «Noi vorremmo qualcosa di diverso»: sta tutta qui l’incertezza della Lega Nord verso la candidatura di Guido Bertolaso, nome presunto unitario e sempre meno condiviso dal centrodestra per le Elezioni Comunali Roma 2016. Gian Marco Centinaio, senatore della Lega Nord e commissario romano di Noi con Salvini, parla con Alberto Sofia nei corridoi del Senato. La Lega a Roma è sempre più tentata dalla corsa in solitaria.

25 febbraio 2016 – Si è tenuta nella sala conferenze della Stampa Internazionale la conferenza stampa di presentazione di Virginia Raggi, che ha illustrato il programma del Movimento Cinque Stelle per le Elezioni Comunali 2016 a Roma. Intanto su Twitter scorrono i litigi fra Matteo Orfini e Alessandro Di Battista.

24 febbraio 2016 – Il Movimento Cinque Stelle ha il suo candidato per le Elezioni Comunali 2016 a Roma: è Virginia Raggi, 38 anni, portavoce e consigliera comunale pentastellato in Assemblea Capitolina.

23 febbraio 2016 – «La Prossima Roma non sarà una lista civica, rimarrà a vigilare l’amministrazione capitolina qualunque sia il prossimo sindaco»: lo ha detto Francesco Rutelli nella conferenza stampa che ha concluso i lavori della La Prossima Roma.

22 febbraio 2016 – È stato il weekend dell’ultimo appuntamento de La Prossima Roma, la creatura-think tank di Francesco Rutelli che ha concluso i lavori dei suoi approfondimenti tematici all’Auditorium della Conciliazione a due passi dalla Città del Vaticano; praticamente tutti i candidati alla carica di sindaco erano presenti «per ascoltare». Roberto Giachetti, frontrunner del centrosinistra, ha pronunciato parole secondo alcuni un po’ scivolose quando ha detto che «il centrosinistra non ha ancora un programma», intendendo che il programma del centrosinistra si scrive dopo le primarie.

C’era anche Alfio Marchini, sul quale sembra starsi registrando una strana convergenza sia delle frange più moderate della coalizione di centrodestra, sia della Lega Nord di Matteo Salvini; l’attacco del candidato della lista “Col Cuore” è tutto per Guido Bertolaso, candidato ufficiale – o presunto tale – del centrodestra che aveva annunciato la sua partecipazione per poi smentirla: «Gli hanno consigliato di non venire e lui s’e adeguato», ha detto Marchini.

Domani, presso la Terrazza Civita in piazza Venezia, Francesco Rutelli presenterà “L’impegno della Prossima Roma“, probabilmente una lista civica che sarà in campo alle Elezioni Comunali 2016 a Roma: ma all’appoggio di chi? E con quale formula? A domanda, lo stesso Rutelli, intervistato da Alberto Sofia, glissava: «Tutto è aperto», ha dichiarato l’ex sindaco di Roma.

Continua intanto la corsa per le Primarie del Centrosinistra, in un clima che non volge certo al meglio: le consultazioni sono fra meno di due settimane e sono molti i dubbi e le perplessità su affluenza e organizzazione.   19 febbraio 2016 – L’affondo di Matteo Salvini contro Guido Bertolaso, ci riporta Alberto Sofia, non è limitato alle questioni romane: si inserisce nella partita nazionale delle candidature del centrodestra per le prossime Elezioni Comunali 2016 a Roma. Un Matteo Salvini “nervoso” piccona la coalizione conservatrice per volgere a suo vantaggio gli equilibri politici o, in alternativa, per raccogliere ciò che resta della destra italiana all’indomani del turno di amministrative.   18 febbraio 2016 – Mentre la campagna elettorale dei candidati alle primarie del Centrosinistra continua, è nel centrodestra che si registrano le maggiori tensioni. La corsa di Guido Bertolaso inizia con una sorta di mini-apprezzamento per Roberto Giachetti pronunciato in diretta Tv, e un autoscatto con Giorgia Meloni; il tutto mentre Francesco Storace, riportato dal Corriere della Sera di oggi da Tommaso Labate, annuncia una conferenza stampa “su ponte Sant’Angelo”.

«Lasciate perdere ’ste sciocchezze e concentratevi sulle cose importanti. Volete parlare di che cosa farà la destra vera? Ve lo do io un argomento come si deve. Sapete chi mi ha chiamato per dirmi “France’, candidati, vai avanti”? Proprio lei, Donna Assunta. Devo aggiungere altro?». Nel bel mezzo della bufera che investe quel che resta della destra capitolina — ventuno dirigenti che abbandonano Fratelli d’Italia per protesta contro l’appoggio a Guido Bertolaso, con Giorgia Meloni che risale la china annunciando l’ingresso nel suo partito del consigliere regionale (ex storaciano) Fabrizio Santori — Francesco Storace si consola con un endorsement che vent’anni fa, tra i reduci del Msi, valeva platino. E cioè con la benedizione di Donna Assunta Stramandinoli, vedova di Giorgio Almirante. «E così, bello felice, domani (oggi, ndr) a mezzogiorno vado a fare una bella conferenza stampa proprio a Ponte Sant’Angelo, quello che Bertolaso avrebbe voluto bombardare durante la piena del Tevere del 2008. Non in un albergo nei paraggi. Proprio là sopra, sul ponte. E vi faccio una previsione — aggiunge l’ex governatore del Lazio —. Alla fine Bertolaso si ritirerà dalla competizione, vedrete».

17 febbraio 2016Ignazio Marino c’è: alle Elezioni Comunali 2016 di Roma il sindaco-chirurgo per il Partito Democratico conferma di non essere abituato a «lasciare le cose a metà». Bisognerà promuovere una «lista civica senza simboli di partito», dice l’ex primo cittadino intervistato da Giovanni Floris a DiMartedì, poi si capirà quale tipo di coinvolgimento lui possa avere. Intanto il Movimento Cinque Stelle sospende Antonio Caracciolo, il candidato negazionista.   15 febbraio 2016 – Con l’assemblea del Primo Municipio che si terrà oggi si concluderanno gli incontri territoriali del Partito Democratico di Roma, le assise che devono dare la conferma alla corsa dei candidati uscenti: il punto sulle ricandidature mostra bufera in un paio di territori. Non va meglio sul fronte del centrodestra dove si confermano tutti i dubbi sulla corsa di Guido Bertolaso: c’è addirittura chi scommette sulla sconfitta dell’ex direttore della Protezione Civile. Intanto, a sinistra, Stefano Fassina apre definitivamente alla collaborazione con Ignazio Marino: con l’ex sindaco “il dialogo va avanti, se dovesse decidere di candidarsi faremo le primarie. Vogliamo entrambi affermare una logica di discontinuità“.   12 febbraio 2016 – Il centrodestra ha trovato la convergenza, e ha chiesto a Guido Bertolaso di essere il candidato della coalizione per le Elezioni Comunali 2016 a Roma, guidando un fronte aperto “anche al contributo delle migliori risorse della società civile“. Lo scrivono in una nota Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, leader delle tre forze conservatrici dell’alleanza. Guido Bertolaso ha sciolto la riserva, accettando la candidatura e dicendosi «pronto alla sfida».   12 febbraio 2016Guido Bertolaso candidato Elezioni Comunali 2016 a Roma? Il pressing di , raccontano voci dai corridoi di Montecitorio e della Camera dei Deputati, starebbe avendo effetto: l’ex direttore della Protezione Civile starebbe valutando gli ultimi “ostacoli familiari” prima di accettare l’idea di una candidatura che potrebbe essere il nome, unitario, del centrodestra, togliendo la coalizione d’impaccio. Nonostante le voci interne a Forza Italia che ritengono quello di Bertolaso un nome poco spendibile, il Cavaliere si starebbe rendendo conto di essere a corto di alternative.   12 febbraio 2016 – Dopo il caos candidature nel centrodestra, è stato Silvio Berlusconi ad imporre qualche giorno di stop per risolvere “il pasticcio Roma”; in campo c’è ancora la candidatura di Alfio Marchini, il profilo “civico” che continua la sua campagna nei quartieri; il rischio, forte, è che la situazione sia ormai compromessa. Il Messaggero nella Cronaca di Roma riporta le parole di Fabio Rampelli, Fratelli d’Italia: «Va bene riflettere sui profili civici ma il candidato di Fratelli d’Italia a Roma sono io», rompe gli indugi Fabio Rampelli. Giorgia Meloni non può: «Io avevo dato la mia disponibilità – dice la leader di Fdi – ma aspetto un bambino, mi prenderei una responsabilità importante verso questa creatura e verso me stessa». Rimarrebbe la “carta coperta”, e nemmeno troppo, Guido Bertolaso, che avrebbe chiesto qualche giorno per sciogliere la riserva. Sul fronte del centrosinistra Roberto Giachetti e Roberto Morassut continuano la loro campagna per le primarie mentre nei municipi si tengono le consultazioni per la conferma dei minisindaci uscenti. Si dovrebbero tenere le primarie nei territori governati da Sel, nel municipio delle Torri governato dal ribelle Scipioni, nel Municipio Aurelio dove Valentino Mancinelli è pronto al salto in Comune, e forse anche nel municipio Parioli dove il presidente Gerace potrebbe perdere il posto. Intanto, il Movimento Cinque Stelle individua le sue prime priorità programmatiche: mobilità, trasparenza e decoro urbano. Attesa per il candidato sindaco pentastellato.   11 febbraio 2016 – Continuano le fibrillazioni nel centrodestra romano;la candidatura Rita dalla Chiesa è saltata per indisponibilità della diretta interessata e certo per il mancato sostegno della coalizione che a tutt’oggi è sempre più spaccata. Le ipotesi a questo punto sono le più varie: le Primarie, sostenute da Matteo Salvini e da Giorgia Meloni; la convergenza su Alfio Marchini, sponsorizzata dai luogotenenti di Forza Italia e non osteggiata da Silvio Berlusconi, che tiene ancora in tasca la carta Guido Bertolaso; procedere in ordine sparso, con Fratelli d’Italia pronta a candidare Fabio Rampelli. Più che alto mare, insomma, oceano pieno: intanto i guai giudiziari di Ignazio Marino rimangono.   10 febbraio 2016Gianfranco Fini su La Repubblica nella Cronaca di Roma commenta la corsa del centrodestra romano, con toni tutt’altro che soddisfatti. “Nel centrodestra non è stato innovato nulla, anzi permane l’ostilità di Forza Italia verso qualsiasi meccanismo dal basso, tipo primarie. E questo spiega l’impasse. Oggi il centrodestra è in una fase di stagnazione, non ha il vento in poppa, per cui è molto più difficile individuare candidati che abbiano chance di vittoria“, dice Gianfranco Fini a Giovanna Vitale; le poche parole di stima vengono rivolte a Francesco Storace: “La sua è una candidatura credibile, non fosse per il fatto che ha guidato la Regione, non sta a me dire se bene o male, esprime una cultura di governo. Non sarebbe una candidatura di testimonianza“. Disco verde anche per Alfio Marchini: “Lui ha il pregio di essere stato in consiglio comunale, è un civico a metà, si era candidato alle scorse elezioni, non è un jolly tirato fuori dal cappello nella speranza di coprire il vuoto“.   9 febbraio 2016 – E’ stato pubblicato nella prima pagina della cronaca di Roma de La Repubblica un sondaggio realizzato dall’agenzia demoscopica Izi sull’elettorato del centrosinistra romano; i dati non sono lusinghieri: circa il 30% degli elettori del centrosinistra sarebbe intenzionato a disertare le urne, circa il 25% degli intervistati sarebbe orientato su Roberto Giachetti, ben il 18% per Ignazio Marino e Stefano Fassina al 14% e Roberto Morassut solo al 6,6%; si tratta di un sondaggio realizzato in un momento in cui l’ex assessore all’Urbanistica delle giunte Veltroni era appena sceso in campo. In ogni caso, il lusinghiero risultato alla sinistra dei due candidati alle primarie ha letteralmente galvanizzato il popolo della Sinistra, che ora spinge con ancora più forza sul ticket Ignazio Marino – Stefano Fassina. D’altronde, in un’intervista al Fatto Quotidiano, lo stesso Marino ha annunciato l’intenzione di realizzare una lista civica “anti-Pd di Renzi”.   8 febbraio 2016 – E’ stata la domenica di Ignazio Marino: l’ex sindaco di Roma, il chirurgo che il Partito Democratico ha fatto cadere mediante la raccolta delle firme dei consiglieri comunali dimissionari ha partecipato alla prima assemblea di Parte Civile – Marziani in Movimento, l’associazione nata dai gruppi Facebook che lo sostengono; in un discorso al Roma Scout Center, presente Stefano Fassina candidato di Sinistra Italiana, Ignazio Marino ha invitato i militanti del Partito Democratico alla “diserzione” delle consultazioni del 6 marzo. Nel frattempo, nel fronte del centrodestra, la candidatura (già in tramonto) di Guido Bertolaso viene archiviata per indisponibilità personale del diretto interessato: “Motivi personali mi impediscono di correre“.   5 febbraio 2016 – Giorno di posizionamenti per il Pd Roma: in un’intervista Pierluigi Bersani, leader della minoranza del Partito Democratico, ha dato il suo appoggio a Roberto Morassut il quale, però, in un’intervista a Repubblica Tv, ha ringraziato l’ex segretario sostenendo, però, di essere “per l’innovazione della sinistra, anche con il sostegno a Matteo Renzi“. Nel frattempo rimane alto il cardiopalma sulla questione “primarie per i presidenti di Municipio”; l’incontro di ieri al Nazareno fra Matteo Orfini e i minisindaci ha “partorito il topolino”; gli uscenti saranno ricandidati a meno che non intendano fare il grande salto al Comune di Roma o su di loro pesi “un giudizio negativo” in termini politici. Si deciderà, insomma, caso per caso.  

Il Partito democratico ha deciso di fare le primarie per scegliere il candidato sindaco a Roma. Quando lo annunciammo…
Pubblicato da Matteo Orfini su consultazioni sui territori che potrebbero tenersi a fine marzo, in una data diversa, dunque, da quella delle primarie Roma 2016. E intanto il Movimento Cinque Stelle? La polemica non potrebbe essere più alta, con polemiche e faide incrociate fra possibili candidati e parlamentari a sostegno dei vari esponenti.

1 febbraio 2016Massimo Bray si chiama fuori dalla corsa alle elezioni 2016. Lo ha annunciato con un post sul proprio profilo Facebook con il quale ha spiegato come “non ci siano i presupposti per la candidatura“.

30 gennaio 2016Roberto Morassut, ex assessore della giunta Veltroni, annuncia la propria candidatura con un post su Facebook: «E anche per salvare queste primarie, altrimenti a rischio. Mi sono reso conto, in questi giorni, che qualcosa o qualcuno mancava. E alla fine quel qualcuno ero io».

28 gennaio 2016Massimo Bray, attualmente direttore generale dell’Enciclopedia Treccani, si candiderà alle primarie del Partito Democratico? O avrà comunque un ruolo nelle prossime Elezioni Comunali a Roma? Questo, è da chiarire: di certo c’è che una parte del Partito Democratico, quella che meno si riconosce nella corsa – per ora solitaria – di Roberto Giachetti, premerebbe per un coinvolgimento dell’ex ministro dei Beni Culturali del governo di Enrico Letta.

E anche Sinistra Italiana, che ieri è tornata ad escludere la partecipazione alle primarie romane, potrebbe convergere su Bray; si attendono anche le mosse di Ignazio Marino, sempre che l’inchiesta sugli scontrini non riservi sgradite sorprese all’ex sindaco di Roma Capitale.

26 gennaio 2016 – Continua la querelle sulle primarie del centrodestra romano. Oggi sul Tempo viene riportato un virgolettato del leader della Lega Nord Matteo Salvini: «In linea di principio sono favorevole alle Primarie, il problema è che siamo a gennaio e si vota in giugno. Mi sembra un po’ tardiva come proposta. Dove ci sono candidati condivisi si può iniziare anche domani, dove ci sono problemi da sciogliere si possono fare le primarie». Il dibattito dunque rimarrebbe “annodato su se stesso“.

25 gennaio 2016 – Mentre in casa centrosinistra la situazione è ancora dominata dall’incertezza, qualcosa si muove nel centrodestra. Si potrebbero tenere le elezioni primarie, è Giorgia Meloni stessa – leader di Fratelli d’Italia e possibile candidata a sindaco per i conservatori – ad aprire alle consultazioni preliminari, a patto – dice – che vengano rispettate delle regole in materia di coalizioni, candidati e principi.

22 gennaio 2016Ignazio Marino non si candiderà alle primarie del Partito Democratico di Roma. Lo ha annunciato lo stesso ex sindaco chirurgo in una lettera inviata a La Repubblica.

19 gennaio 2016Roberto Giachetti, intervistato dal Messaggero, spiega che il principale errore di Ignazio Marino è stato quello di non dimettersi all’inizio delle inchieste di Mafia Capitale, per poi ricandidarsi e correre per le elezioni romane. Intanto Guido Bertolaso, ex direttore della Protezione Civile, annuncia la sua disponibilità a correre per le Elezioni Comunali 2016 a Roma.

18 gennaio 2016 – Weekend intensissimo per la politica romana:

  • Roberto Giachetti si è ufficialmente candidato alle primarie del Partito Democratico a Roma con un videomessaggio; su di lui,quasi immediatamente, la convergenza quasi unanime dei big del Pd Roma, a partire da Nicola ZIngaretti, a David Sassoli, a Umberto Marroni, per finire con il disimpegno di Goffredo Bettini.
  • Una parte significativa del Pd Roma ha provato a premere su Walter Tocci per una candidatura alternativa a quella di Roberto Giachetti: Tocci, a strettissimo giro, ha preso alcune importanti posizioni sulla politica romana e ha smentito il suo coinvolgimento.
  • #ricucireRoma è l’iniziativa in cui cinque donne del Pd romano hanno chiamato a raccolta l’intero partito per discutere delle prospettive future. Si cerca con una certa frenesia l’esponente che possa essere l’anti-Giachetti, anche per evitare una corsa alle primarie sostanzialmente monocandidato, scenario che renderebbe difficile la vita prima di tutto proprio a lui, a Roberto Giachetti, tanto che c’è chi dice: “Stando così le cose, possiamo anche evitarle, le primarie“. Sarà una delle donne del Pd Roma a candidarsi? O forse si punta ad un ticket con l’ex capo di Gabinetto di Francesco Rutelli?
  • E se l’anti-Giachetti fosse proprio Ignazio Marino? Lo stesso Giachetti ha auspicato: “Spero che alle primarie ci sia Ignazio Marino“. L’ex sindaco, però, potrebbe essere tentato da una corsa in solitaria con una lista civica a suo nome.

15 gennaio 2016Roberto Giachetti sarebbe pronto a rompere gli indugi: oggi potrebbe arrivare il video in cui il vicepresidente della Camera annuncia la sua corsa per il Campidoglio. Intanto, dalle parti del Movimento Cinque Stelle la situazione è poco chiara: gli unici candidati credibili sarebbero gli ex consiglieri comunali, e fra Meetup romani e parlamentari c’è divisione e spaccatura su chi sostenere.

14 gennaio 2016Roberto Giachetti parte in salita? Il vicepresidente della Camera potrebbe sciogliere la sua riserva già nel weekend: lo afferma su La Repubblica Tommaso Ciriaco, anche se per ora le parole sono tante e i fatti ancora troppo pochi per dare per chiusa la partita. Anche perché le turbolenze nel Pd Roma, racconta sul Messaggero Simone Canettieri, non sono certo finite: fra prese di posizioni e altri nomi che girano all’impazzata, il quadro è tutt’altro che chiaro nella Capitale. Si parla di Bianca Berlinguer, si ritira fuori il nome di Walter Tocci, non è ancora sciolto il nodo alleanze.

13 gennaio 2016 – Quale accoglienza potrebbe avere nel complicato scenario romano il nome di Roberto Giachetti, lanciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi? Per ora, un’aria davvero tiepida, sopratutto in vista delle primarie del centrosinistra che, ormai il quadro sembra incardinarsi in quella direzione, dovrebbero essere unitarie e composte dalla coalizione che governa la Regione e i Municipi. Simone Canettieri fa il punto, sulla cronaca di Roma di oggi. Nel frattempo, le componenti del Pd Roma che più si oppongono alla gestione commissariale di Matteo Orfini iniziano le manovre anti-Giachetti.

 

Roma: Miccoli, Giachetti? Parte Pd potrebbe non riconoscersi (ANSA) – ROMA, 13 GEN –

“L’ipotesi Giachetti posta in…

Posted by Marco Miccoli on Mercoledì 13 gennaio 2016

 

12 gennaio 2016Roberto Giachetti candidato sindaco di Roma? Matteo Renzi fa un passaggio sul vicepresidente della Camera nella sua intervista a Repubblica Tv: “E’ romano e romanista, deciderà lui se candidarsi“.

10 gennaio 2016 – Le turbolenze della sinistra in città non sembrano fermarsi. Massimiliano Smeriglio, di Sinistra Italiana, vicepresidente della Regione Lazio con Nicola Zingaretti, torna sul nodo della coalizione: “Rompere l’alleanza col Pd senza valutare attentamente è un regalo a Matteo Renzi“, dice Smeriglio intervistato da Daniela Preziosi sul Il Manifesto. Abbiamo raccontato i problemi di Sinistra Italiana a Roma pochi giorni fa, e la situazione continua ad intricarsi: appuntamento il 23 gennaio al Teatro Brancaccio.

7 gennaio 2016 – Quale sia il posto della sinistra cittadina, è tutto da chiarire. Il candidato è Stefano Fassina e, ci dicono da Sinistra Italiana, “presto inizierà la campagna elettorale vera“; ma sulla sua presa di distanza, apparentemente incolmabile, con il Partito Democratico romano, c’è più di una incertezza; più voci chiedono che il candidato partecipi a primarie unitarie con il candidato del Pd, o che comunque non ci si precluda a priori un’alleanza con il partito rappresentato in città da Matteo Orfini. Lui, Fassina, intervistato da Il Manifesto per ora torna a chiudere qualsiasi porta alla ricostruzione dell’alleanza che sostenne Ignazio Marino: “L’invito alle primarie è una proposta da ceto politico“.

Stefano Fassina, lei è il candidato sindaco della sinistra a Roma. Ma il Pd la avverte: fuori dalle coalizioni c’è solo la testimonianza.

Non è così. È una lettura politicista che non tiene conto della realtà: una parte importante del popolo democratico ha già lasciato il Pd, indipendentemente dalle nostre scelte. Alla testimonianza, al 2 per cento, ci porterebbe un’alleanza subalterna con il Pd della revisione costituzionale, del jobs act, della legge sulla scuola, di quella sulle trivelle e di quella sulla Rai.

Sta dicendo che non vi alleerete più con il Pd in tutte le città?

No. Il centrosinistra nazionale si è rotto per il riposizionamento del Pd sugli interessi più forti del paese e per le scelte che ha fatto che impattano duramente sulle città: il taglio al trasporto pubblico, quello della Tasi per tutti. Le nostre alleanze dipendono dai programmi e dall’autonomia del Pd in ogni territorio. A Roma però il Pd è quello del Nazareno, del tutto subalterno a Renzi.

Parla del commissario del Pd romano Matteo Orfini? Oggi però la invita a partecipare alle primarie.

Parlo di quello che è successo: dalla cacciata di Sel dalla giunta, l’estate scorsa, come ha ricordato Paolo Cento sul manifesto. Il centrosinistra è finito lì. Per scelta del Pd, non per capriccio di Fassina e Fratoianni. Il Pd è inaffidabile: lo ha dimostrato quando il governo ha negato i fondi per il Giubileo a Marino per poi concederli al commissario Tronca. E quando ha chiuso la giunta dal notaio. Questo è la leadership del Pd di Roma, quando si parla di alleanze non si può parlare in astratto.

31 dicembre 2015 – Il Movimento Cinque Stelle conclude l’anno fra i dissidi: sono quelli che camminano, sotterranei, fra i due candidati in pectore. Marcello de Vito, già candidato sindaco contro Ignazio Marino, e Virginia Raggi, avvocatessa giovane e secondo chi si occupa di comunicazione per il Movimento, volto più spendibile. Entro febbraio sarà la rete a decidere il candidato del Movimento; nel frattempo, anche il Pd Roma chiude l’anno con un quadro del futuro tutt’altro che chiaro…

30 dicembre 2015 – Il presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ha confermato che nessuno slittamento è previsto per la data delle Elezioni Comunali 2016 a Roma: manca soltanto la formalità del decreto, l’atto normativo che convoca le consultazioni, e poi il voto a Roma potrebbe essere fissato per il 12 giugno 2016; il premier ha parlato anche delle primarie del Partito Democratico, che si potrebbero tenere il prossimo 6 marzo 2016. Già, e chi sarà il candidato del Partito Democratico? Tutte le frecce, e il pressing, continuano ad indicare il vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti. Ne parla oggi Il Messaggero nella Cronaca di Roma.

23 dicembre 2015Stefano Fassina, candidato sindaco per Sinistra Italiana alle Elezioni Comunali 2016 a Roma ha lanciato ieri la sua campagna elettorale nel comitato di Tor Pignattara: “Vogliamo partire proprio da quelle periferie per troppo tempo dimenticate“. Peccato, però, che “interrogato” da Giornalettismo sui quartieri delle periferie della Capitale il candidato di Sinistra Italiana si dimostri un po’ impreparato.

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22 dicembre 2015 – A Roma, si voterà effettivamente a giugno? Le voci impazzano, la data è quella da tempo fissata, eppure più di un esponente politico ammette che il tema è in discussione: un po’ per il Giubileo, un po’ perché per la città è assolutamente necessaria una riforma amministrativa, le consultazioni potrebbero slittare. Il Movimento Cinque Stelle, a firma Roberta Lombardi, firma un’interrogazione parlamentare proprio sul tema: chiedono, i pentastellati, “se il presidente e il ministro siano a conoscenza della volontà di esponenti della maggioranza di governo di fare slittare le elezioni capitoline e, in caso positivo, sulla base di quali norme si intenda pervenire a una proroga della gestione affidata al prefetto Tronca. Le voci sul rinvio sono fortissime anche in Parlamento. Nessuno però smentisce nulla: e allora ci dicano una parola chiara“. Le parole sono riportate da ll Fatto Quotidiano.

18 dicembre 2015Francesco Storace, segretario nazionale della Destra e vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio, si candida alle elezioni comunali di Roma 2016 con una lettera aperta inviata agli altri leader del centrodestra, proponendo le elezioni primarie, ma chiarendo allo stesso tempo che la sua candidatura sarà in campo in ogni caso.

16 dicembre 2015 – E il centrodestra cosa fa? Ieri si è tenuto il vertice ad Arcore fra Silvio Berlusconi, Alfio Marchini e Giorgia Meloni: dopo la sconfitta della destra francese di Marine Le Pen, per l’ex cavaliere non sarebbe più il tempo dei candidati troppo a destra, sarebbe più consigliabile ripiegare su figure “civiche”. Così, sostengono i retroscena non ufficiali, per Roma tornerebbe in campo il nome di Alfio Marchini su cui convergere. Un esito, comunque, tutto da dimostrare.

14 dicembre 2015Roberto Giachetti candidato sindaco di Roma? Il nome è sempre più in circolazione: “E’ più di un’ipotesi“, commenta qualcuno. Il futuro chiaramente è tutto da scrivere, e il diretto interessato non fa che allontanare da sé questa prospettiva. Durante l’intervento del vicepresidente della Camera alla Leopolda è stata proiettata l’immagine del Campidoglio, una sorta di presagio. Che Matteo Renzi vorrebbe giocare questa carta non è un mistero. Come andrà, lo vedremo.

9 dicembre 2015Nicola Zingaretti torna a prendere posizione sulle Elezioni Comunali 2016 a Roma: per il governatore della regione Lazio è essenziale ripartire, per vincere in città, da un fronte largo, dalla coalizione di centrosinistra che tenga dentro Sinistra Italiana, che governa la regione, e che non possa prescindere da un coinvolgimento, da un ruolo dell’ex sindaco di Roma Ignazio Marino. Ne discute con Ernesto Menicucci sul Corriere della Sera di oggi.

7 dicembre 2015 – Ieri è stato il giorno di #ItaliaCoraggio, la mobilitazione nazionale dei banchetti del Partito Democratico. Il presidente nazionale e commissario del Pd Roma Matteo Orfini ha incontrato vari militanti sia nei quartieri centrali che in quelli periferici; a Tor Bella Monaca è stato anche contestato dai cittadini.

Secondo il commissario del Pd Roma, uno dei problemi di Ignazio Marino sarebbe stato proprio “lo scarso rapporto con le periferie“.

6 dicembre 2015 – Weekend importante per il Movimento 5 Stelle romano: ieri è chiusa la possibilità di inviare curriculum per la candidatura alle prossime elezioni 2016. Si sono proposte ben 233 persone che hanno inviato le proprie referenze per diventare consiglieri comunali o municipali del Movimento.

Il M5S ha raccolto 233 adesioni, sulle quali nei prossimi giorni verranno svolte le opportune verifiche per sapere se rispondono ai requisiti richiesti. Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato al primo step di questo importante processo democratico a Roma, ringraziamo gli attivisti che questo processo lo stanno rendendo possibile. In alto i cuori!

Così Beppe Grillo, in un post sul suo blog. Saranno ora parlamentari ed eletti romani a vagliare tutte le richieste di candidatura per scremare quelle irricevibili. Nel frattempo Ignazio Marino continua il suo giro dei quartieri. Il chirurgo continua a non smentire, ma anzi a paventare, una sua candidatura.

Non mi sento di dire oggi cosa farò o non farò, però posso dire che in questi 28 mesi ho lavorato ogni giorno studiando questa città in ogni aspetto, quindi credo di avere accumulato un quantitativo di informazioni che per forza in qualche modo devo restituire alla città, e lo voglio fare lavorando insieme a voi. Datemi il tempo di fare una riflessione dopo il trauma subito, soprattutto quello di non aver avuto una discussione democratica. Non ho risentimento, ma rabbia e incomprensione perché in questo momento potevamo far fare un passo avanti alla città e invece l’abbiamo condannata a un limbo che durerà mesi

Così ha dichiarato l’ex sindaco, riportato da Repubblica Roma, aggiungendo: “Apprendo che sulla Metro C siamo tornati a quella fase in cui c’è scritto: consegna di San Giovanni, data da definirsi“. Abbiamo raccontato di come i cantieri della Metro C siano tornati a fermarsi, nell’ennesima puntata dello scontro fra Roma Metropolitane e i costruttori dell’opera pubblica.

4 dicembre 2015Ignazio Marino è il convitato di pietra di questa corsa alle Elezioni Comunali 2016 a Roma: l’ex sindaco gira per la città, partecipa ad iniziative politiche sia del Partito Democratico che delle forze alla sua sinistra. Si candiderà? E quale rapporto col Pd Roma e con Sinistra Italiana, con Stefano Fassina che di SI è candidato? Ieri il chirurgo è stato accolto dagli applausi in un circolo di Sinistra Ecologia e Libertà: Ignazio Marino e Sinistra Italiana, un quadro intrecciato e tutto da sciogliere.

1 dicembre 2015 – Ieri al Nazareno si è tenuto un incontro fra gli ex consiglieri comunali del Partito Democratico e Matteo Orfini in cui si è iniziato a disegnare le strategie per la campagna elettorale. A mancare, ancora, è il nome: si fanno quelli di Fabrizio Barca, se non per la carica di sindaco, almeno di capolista del Partito, o del giudice Alfonso Sabella. Ne parla Giovanna Vitale su La Repubblica.

CANDIDATI ELEZIONI COMUNALI ROMA 2016

In casa Pd sarà Roberto Giachetti il candidato sindaco, vincitore alle primarie contro Roberto Morassut.

Diviso il centrodestra: da una parte Alfio Marchini, sostenuto pure da Silvio Berlusconi, dall’altra Giorgia Meloni, sostenuta da Fdi e Lega Nord di Matteo Salvini.

Il Movimento Cinque stelle presenta Virginia Raggi, ex consigliere uscente come candidato sindaco. Per Sinistra Italiana c’è in campo Stefano Fassina, deputato ex del Partito Democratico.

Il convitato di pietra si chiamava Ignazio Marino, ma l’ex sindaco ha deciso di non candidarsi né farà una lista civica.

SONDAGGI ROMA 2016, RISULTATI: VIRGINIA RAGGI SOPRA ROBERTO GIACHETTI

Man mano che ci si avvicina alla data delle elezioni di giugno, la candidata del Movimento Cinque Stelle Virginia Raggi sembra consolidare il suo vantaggio su Roberto Giachetti del Pd: in tutte le rilevazioni la pentastellata viaggia ad anche sei punti di vantaggio sul centrosinistra.

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Non pervenuti gli altri candidati, con Giorgia Meloni unica in grado di tallonare Roberto Giachetti e di andare al ballottaggio insieme a Virginia Raggi, frontrunner. Molto indietro Alfio Marchini e Stefano Fassina. In ogni rilevazione, poi, Virginia Raggi batte Roberto Giachetti al ballottaggio.

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DATA ELEZIONI COMUNALI ROMA 2016: COME E QUANDO SI VOTA

Quando si voterà per le elezioni comunali? Si vota il 5 giugno, due settimane dopo il possibile ballottaggio, il 19 giugno. Come si voterà? Nei Comuni – come Roma – con un numero di abitanti superiore a 15mila si vota con una sola scheda, dove sono riportati i nomi dei candidati sindaci e le liste che appoggiano il candidato. L’elettore può esprimere il voto in tre modi:

  • segnando una “x” solo sul simbolo della lista. La preferenza va alla lista e al candidato sindaco che questa appoggia;
  • tracciando un segno sul simbolo di una lista, indicando nel caso anche la preferenza per uno dei candidati alla carica di Consigliere appartenenti alla stessa lista, e tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato sindaco non collegato alla lista votata. Questo è il caso del “voto disgiunto“;
  • tracciando un segno soltanto sul nome del Sindaco, votando così solo per il candidato Sindaco e non per la lista o le liste a quest’ultimo collegate.

Nei Comuni con più di 15mila abitanti viene eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno).Nel caso in cui nessun candidato ottenga questo risultato, si torna al voto due domeniche dopo per votare tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti, in un turno di ballottaggio. Ad essere eletto è il candidato che prende più voti.

Il Consiglio comunale viene invece stabilito seguendo queste regole, come spiega l’Anci: se le liste collegate al candidato eletto nel primo o nel secondo turno non hanno conseguito almeno il 60% dei seggi ma hanno ottenuto nel primo turno almeno il 40% dei voti, otterranno automaticamente il 60% dei seggi. I seggi restanti saranno divisi tra le altre liste proporzionalmente alle preferenze ottenute.