Apologia del rugby e breve storia dello sport australiano per eccellenza
Cio’ che rende unica la palla ovale rispetto a tutti gli sport del mondo e’ non tanto la sua diffusione globale (il calcio lo e’ di piu’ e forse anche il basket) quanto il raggiungimento di livelli di eccellenza ai quattro angoli del Mondo: Europa, Africa, Oceania, Sudamerica. Le prime nazionali nel ranking mondiale odierno sono infatti Nuova Zelanda (i famosi All
Blacks), il Sudafrica detentore della Coppa del Mondo e l’Australia; solo quarta la prima delle europee, il Galles, quinta un’altra nazionale australe, l’Argentina. E mentre l’attenzione dei rugbisti boreali e’ concentrata sul Sei Nazioni, e’ appena partito il Super14, una specie di “torneo di apertura” del Sud. I team coinvolti sono selezioni regionali di professionisti, alcuni “di interesse nazionale” tesserati direttamente dalle Federazioni (come se Buffon fosse a contratto con la Nazionale e non con la Juve al quale viene “prestato“), altri invece prelevati tra i migliori o i piu’ promettenti dai club locali. Per capirci e’ come se l’Italia non mandasse in Champions di calcio le prime 4 classificate al campionato ma 4 super squadre, una che prelevasse i migliori di Juve Toro e Genoa, un’altra di Milan, Inter e Samp (ma solo cittadini italiani eh!), la terza da Roma Lazio e tutto il Sud e l’ultima di tutte le altre di A. Questo approccio non e’ piu’ solo australe: al Nord e’ stato adottato anche dalle Nazioni Celtiche – Galles, Irlanda e piu’ recentemente Scozia – con loro campionato Magners- Celtic League che affascina e attira da tempo anche gli italiani. Non e’ un caso che queste Nazionali abbiano compiuto recentemente dei progressi notevoli: il rugby e’ uno sport affascinante perche’ la squadra e’ tutto e il singolo conta solo in quanto integrato e amalgamato nel team.
COME FUNZIONA - Tornando al Super14, come dice il nome stesso sono 14 le Super Selezioni su base regionale (o “federalista” verrebbe quasi da dire ….) del meglio disponibile nei tre Paesi top nel ranking mondiale: Brumbies di Camberra, Reds del Queensland, Waratahs del NSW – Sidney e Force del Western-Perth per l’Australia; Crusaders del Canterbury, Hurricanes da Wellington, Chiefs del Waikato, Highlanders dell’Otago e Blues di Auckland per la Nuova Zelanda; Stormers dal Western Cape, Blue Bulls dal Limpopo – Pretoria, Lions dal NW – Johannesburg, Cheetahs dall’Orange e Sharks del Natal i Sudafricani. Il torneo ha una struttura molto semplice: tredici partite all’italiana, le prime quattro fanno semifinali incrociate (prima contro quarta e seconda contro terza) a partita secca in casa delle meglio classificate, la finale tra le due vincenti e’ in casa della miglior qualificata. I sedici turni sono molto concentrati temporalmente per lasciar spazio a Test Match delle nazionali e ai rispettivi campionati nazionali: si gioca senza soste da meta’ febbraio a fine maggio.
STORIA E REGOLE - L’anno scorso il torneo e’ stato vinto per la settima volta in nove partecipazioni dai Crociati della Chiesa di Cristo: non si tratta di una setta pentecostale, e’ il nome della squadra piu’ titolata dell’Emisfero – i
Crusaders capitanati dal mitico Richie McCaw e con molti altri All Blacks tra i titolari – che gioca a Christchurch capoluogo della Contea di Canterbury nell’Isola Meridionale neozelandese. In finale l’anno scorso trovarono i Waratahs di Sidney, Australia, squadra di Kourtney Beale e i “vecchi” Lote Tuqiri e Phil Vaugh; quest’anno alla partenza gli australiani sono forti, soprattutto i Brumbies di Camberra col ristabilito capitano della nazionale Stirling Mortlock, ma allo stesso livello sembrano essere i sudafricani, vincitori dell’edizione 2007 (grande viatico per la successiva vittoria del Mondiale in terra di Francia) che ripropongono Bulls e Sharks finalisti del 2007 come squadre da battere, piu’ gli Stormers di Citta’ del Capo capitanati da Jean deVilliers forte e veloce centro. I neozelandesi in questo avvio di stagione stanno apprentemente scontando gli infortuni: proprio di capitan McCaw e quello molto piu’ grave di Dan Carter, rimediato in Francia nel corso di sei mesi “sabbatici” a ragrannellare compensi in quel relativamente ricco campionato. In realta’forse anche per loro e’ arrivato il momento di un grosso ricambio generazionale, in previsione dei Mondiali in casa del 2011 assolutamente da vincere dopo le delusioni oramai ventennali. Quest’anno oltre a vedere gran gioco gran squadre e gran campioni c’e’ l’applicazione delle cosiddette ELV – Experimental Laws Variation introdotte l’anno scorso dopo studi e sperimentazioni nel chiuso dell’Universita’ di Stellenbosch, SudAfrica, e la benedizione della Irb. Le Elv adottate nel Sud sono diverse e piu’ estese delle regole adottate nel rugby Boreale, in particolare una, volta a “depotenziare” il peso dei calci di punizione nel peso del match, che depenalizza molti falli punendoli con un calcio libero non piazzabile tra i pali e rende ancor piu’ dinamico il gioco gia’ aggressivo tipico delle squadre australi.
























“un’altra di Milan, Inter e Samp (ma solo cittadini italiani eh!)”
ovvero la Sampdoria col centrocampo del Milan
… e Maldini, Favalli, Zambrotta?
.. ah, e come trascurare Balotelli che fa tanto inter-racial …;)
Commento al sottotitolo: il rugby NON è lo sport australiano per eccellenza, perlomeno nella versione “Union” che conosciamo: è popolare down under tanto quanto la versione “rugby league” e meno del cosiddetto “footy”, il vero sport australiano per eccellenza assieme al cricket.
Casomai il rugby, sport nazionale neozelandese, gallese, di molte Nazioni dell’Oceania nonchè della Tribù Bianca degli Altipiani del Transvaal, si può definire lo sport AUSTRALE per eccellenza.
allora facciamo: la Sampdoria col portiere, il centrocampo e le prime riserve del Milan + Balotelli.