Essere senzatetto in Grecia
03/02/2012 - Una tragedia nascosta nel paese fallito Con l’arrivo del freddo e la moria di senzatetto nei paesi dell’Europa Orientale di è alzato l’allarme per i senzatetto in Grecia. LE STIME – Le stime più o meno ufficiali raccontavano in autunno
Una tragedia nascosta nel paese fallito
Con l’arrivo del freddo e la moria di senzatetto nei paesi dell’Europa Orientale di è alzato l’allarme per i senzatetto in Grecia.
LE STIME – Le stime più o meno ufficiali raccontavano in autunno di un aumento del 25% dei senzatetto in Grecia. Cifre da prendere con beneficio d’inventario, perché i numeri censiti dalle ONG, pur rilevanti, sono probabilmente sottostimati. Molti greci hanno perso l’abitazione a causa della crisi o di debiti contratti incautamente e molti sono anche debitori del fisco o dei fondi di previdenza e pensioni. In quanto tali non è loro concesso il ‘libretto di povertà’ che almeno permette di ricevere i medicinali gratuitamente. La maggior parte dei senza casa è concentrata nella capitale e oggi Atene offre l’immagine di una metropoli punteggiata da ricoveri di fortuna. Pochi tra i più intraprendenti hanno occupato stabili vuoti, come vecchie scuole o ospedali abbandonati.
LA GRECIA – La Grecia sembra essere, insieme agli Stati Uniti, il paese nel quale il maggior numero di persone ha perso la casa a causa della crisi della finanza statunitense ed è un fenomeno così rilevante che si può toccare con mano nelle strade. Non sono più e solo clochard o profughi, che in Grecia arrivano in gran numero e che vi restano bloccati dalle leggi europee in attesa dell’esito delle domande d’asilo che, come in Italia, può giungere dopo anni. Anni nei quali i profughi sono relegati in un limbo alla mercé degli sfruttatori, anni di vita comunque perduti e vissuti per lo più nella miseria. Se un tempo ai profughi toccava riposare di giorno e passare la notte vagando, perché la metropoli era percorsa da bande di estremisti di destra impegnati nella caccia allo straniero e a mantenere “pulite” strade e piazze, oggi che il destino di molti greci un tempo parte della classe media si è unito al loro, paradossalmente vivono vite meno pericolose.
NELLE STRADE – Nelle strade di Atene sono anche spuntati una cinquantina di punti di raccolta e distribuzione di coperte e generi alimentari o di conforto, che i cittadini sembrano alimentare nonostante la spaventosa crisi. Il governo privo di grandi mezzi ha mostrato di voler puntare sulla solidarietà familiare, ma anche in Grecia le famiglie non sono più numerose come una volta e il welfare familiare è già stato messo allo stremo dalla crisi, così i greci che vivono per strada sono ogni giorno di più e ancora non è chiaro quando si potrà assistere a un’inversione di tendenza. Governo e amministrazioni locali non stanno fornendo una gran prova e la loro immagine è peggiorata dopo che un sito ha pubblicato una circolare ministeriale inviata alla regione Attica e ai comuni. Nella circolare c’è l’ordine alle autorità comunali di ospitare coloro che non hanno una casa, ma solo qualora la temperatura sia di almeno -4 gradi. Non esattamente una bella figura. Ad Atene sono stati aperti comunque diversi numerosi ricoveri di fortuna e diffuse indicazioni e informazioni utili ma non è stato fatto sicuramente abbastanza per ospitare le migliaia di potenziali aspiranti. Il destino dei senza casa non è mai sembrato in cima alle preoccupazioni dei governi che si sono succeduti alla guida del paese negli anni della crisi, il dibattito pubblico è concentrato sulla soluzione del problema del debito e su quali categorie sociali ricadrà, quelli che hanno già perso tutto hanno poca voce in capitolo e non ricevono attenzione. Come sempre accade in questi casi, la crisi finanziaria provoca effetti assurdi e difficilmente giustificabili.
LE FAMIGLIE SULLA STRADA - Intere famiglie sono spinte sulla strada, proprio mentre il prezzo degli immobili crolla e le speranze di vendere o affittare quelle abitazioni sono ridotte al lumicino. Mettere in campo soluzioni convenzionate che permettano ai proprietari degli immobili un minimo di reddito e alle famiglie di mantenere un tetto, si è rivelato da tempo molto più economico che pagare poi i mostruosi costi per l’assistenza che queste persone richiedono poi nella loro condizione di cittadini ridotti a vivere su una strada. Costi che poi nessuno copre volentieri e infatti rimangono in gran parte scoperti, con una grave lesione dei diritti e della dignità dei cittadini rovinati dalla crisi. Ad aggiungere perplessità c’è ora il fatto che negli Stati Uniti hanno scoperto il fenomeno e acuito l’interesse dei media, che sanno quanto vendano bene le notizie di rovine in Europa presso il patriottico pubblico americano. Così oggi i senzatetto greci fanno notizia negli Stati Uniti, mentre sono per lo più ignorati nel resto d’Europa.












