Italia, le telecom affossano i diritti dei cittadini

29/07/2008 - L’AGCOM difende i monopoli della telefonia mobile italiana andando contro le decisioni della Commissione Europea. Il commissario ai media e all’informazione lancia un duro attacco al protezionismo italiano. E Altroconsumo rimane solo a raccontare questa storia. Altroconsumo è una rivista

     
 

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L’AGCOM difende i monopoli della telefonia mobile italiana andando contro le decisioni della Commissione Europea. Il commissario ai media e all’informazione lancia un duro attacco al protezionismo italiano. E Altroconsumo rimane solo a raccontare questa storia.

Altroconsumo è una rivista che spesso riesce a portare a casa buoni scoop. Alcune volte i loro test possono lasciare qualche vago sospetto di manipolazione dei dati, ma sono casi sporadici. Oggi rendiamo omaggio a una rivista (e un’associazione di consumatori alle sue spalle) che ha raccolto una testimonianza importante e autorevole, una denuncia forte calata nel silenzio del giornalismo mainstream. Ormai l’assordante silenzio su certe notizie provocato dall’editoria dei pochi e dei potenti non suscita nemmeno più indignazione, figuriamoci se possa fare notizia. Sarebbe poi un errore perdere di vista ciò che di interessante c’è in questa intervista. Le parole del Commissario europeo per i media e l’informazione.

ITALIA, PAESE DI LOBBYSTI – Il commissario europeo Viviane Reding da anni cerca di rilanciare il ruolo dell’ICT nei paesi europei, promuovendo gli investimenti e cercando di tutelare i cittadini dalle lobby degli oligopoli dell’informazione e della telefonia. La sua ultima battaglia è in seno all’ERG, (l’organo che raggruppa le 27 Autorità nazionali di regolazione nel settore delle telecomunicazioni), sulle tariffe della comunicazione tra cellulari, e l’invio di messaggi di testo. Per ben ricordare la sua capacità di dar battaglia, e di vincere, la Reding riuscì nel maggio del 2007 , ad abbattere i costi di roaming all’interno dei paesi europei. Prezzi che continuano a calare – secondo una tabella concordata – anche quest’anno e il prossimo. Con fare diretto, punta il dito contro l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’Agcom. “Sono molto delusa per l’approccio mantenuto finora dall’Autorità di regolazione italiana AGCOM sulle tariffe di terminazione. L’AGCOM presiedeva lo European Regulators Group durante il 2007 ed era quindi bene informata di che cosa la Commissione intendesse fare. Ora stanno tentando di giocare d’anticipo mettendo in campo una riduzione meno ambiziosa rispetto alle indicazioni della Commissione, per proteggere gli interessi dei loro operatori mobili. Questo a detrimento della concorrenza in Europa, ma in primo luogo contro gli interessi dei consumatori italiani.”

PANE AL PANE, VINO AL VINO – La Reding, se non fosse già chiaro il concetto, continua a ragionare sulla questione delle tariffe e sul gioco sporco delle Autorità dei paesi membri: “In una situazione nella quale i mercati della telefonia mobile sono maturi (mentre nuovi investimenti sono necessari per sviluppare le reti fisse verso la larga banda ad alta velocità) è illogico che alcune Autorità nazionali, tramite le loro decisioni regolamentari, sovvenzionino di fatto le reti mobili a scapito degli operatori fissi….”. Le conclusioni non lasciano adito a dubbi: “È venuto quindi il momento di porre fine alla sovvenzione indiretta delle reti mobili, che in fin fine sono pagate dagli utenti della telefonia fissa. Secondo alcune stime industriali, gli utenti della telefonia fissa pagano in Europa 10 miliardi di euro all’anno per finanziare le tariffe di terminazione mobile, che sono in media ancora 10 volte più elevate delle tariffe di terminazione fissa. Ecco perché la Commissione europea ha preso l’iniziativa di ridurre le tariffe di terminazione mobile: voglio vedere una riduzione del 70 per cento per la fine di 2011.

PROMESSE DA MARINAIO? – Fino ad ora la comissione europa è riuscita a colpire duro i monopoli dell’ICT. Tanta ancora è la strada da percorrere, e a volte ci si ferma a un compromesso piuttosto che cercare di raggiungere l’obiettivo prefissato. Per il momento ci fidiamo delle parole del commissario Reding, e della sua ferma volontà di cambiare le cose, adombrata però dall’amarezza di combattere contro macchine pensate per il profitto e non per gli utenti. “Desidererei che a volte l’industria della telefonia mobile investisse un po’ meno in lobbying ed un po’ più in modelli di business innovativi. Questa sarebbe una buona notizia per la concorrenza e i consumatori in Europa.”

     
 

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