I 26 onorevoli che vogliono il vitalizio
02/02/2012 - Ben 15 sono ex parlamentari leghisti; poi due del PdL, ma c’è persino Rifondazione Sono tre (Roberto Rosso e Giorgio Jannone del Pdl, Daniele Molgora della Lega) su un totale di 26 i deputati in carica che hanno presentato ricorso
Ben 15 sono ex parlamentari leghisti; poi due del PdL, ma c’è persino Rifondazione
Sono tre (Roberto Rosso e Giorgio Jannone del Pdl, Daniele Molgora della Lega) su un totale di 26 i deputati in carica che hanno presentato ricorso al Consiglio di giurisdizione della Camera contro la decisione dell’ufficio di presidenza di Montecitorio di modificare il sistema previdenziale dei deputati. I restanti 23 sono tutti ex parlamentari, specialmente della XII legislatura, la maggior parte della Lega nord (ben 15 in tutto). Lo ha reso noto il presidente del Consiglio di Giurisdizione, Giuseppe Consolo (Fli), dopo la riunione di oggi in cui è stata fissata per il 18 aprile prossimoalle 13.30 la prima udienza pubblica.
LA CONVOCAZIONE – La prima seduta del Consiglio per entrare nel vivo dei ricorsi e’ convocata per mercoledi’ 18 aprile alle 12.30. Oggi c’e’ stata solo una riunione preliminare tra i tre componenti dell’organismo. Per presentare ricorso contro i tagli ai vitalizi, i deputati (o ex) hanno comunque ancora tempo fino a sabato 4. Gli onorevoli che si ‘ribellano’ contro il passaggio al contributivo e l’innalzamento dell’eta’ potrebbero quindi ancora aumentare.
LA REGOLA CAMBIATA – Con la delibera dell’ufficio di presidenza del 14 dicembre scorso è stato approvato il il nuovo sistema previdenziale per i deputati basato sul metodo di calcolo contributivo, che ha sostituito il vitalizio a partire dal primo gennaio di quest’anno. La nuova disciplina prevede: l`accesso al trattamento a 65 anni, con un periodo contributivo minimo di 5 anni (per ogni anno di mandato ulteriore, l’età è diminuita di un anno con il limite inderogabile di 60 anni). Tale requisito vale per tutti i deputati cessati dal mandato, indipendentemente dalla data di inizio del mandato parlamentare; l’applicazione del sistema pro rata ai deputati in carica al primo gennaio 2012, e ai parlamentari che avevano esercitato il mandato elettivo precedentemente a tale data e che saranno successivamente rieletti.
I NOMI - Contro questa decisione hanno presentato ricorso 26 tra deputati ed ex deputati: della Lega il parlamentare in carica Daniele Molgora e gli ex soprattutto della XII legislatura cioé Elisabetta Castellazzi (nata a Milano nel 1966), Franca Valenti (nata a Milano nel 1959), Roberta Pizzicara (nata a Milano nel 1955), Diana Battaggia (nata a Venezia nel 1966), Enrico Cavaliere (nato a Venezia nel 1958, deputato sia nella XII che nella XIII), Oreste Rossi (nato ad Alessandria nel 1964, deputato nell’XI, XII e XIII legislatura), Alberto Bosisio (nato a Lecco nel 1953), Francesco Stroili (nato a Venezia nel 1954), Edouard Ballaman (nato a Vallenried nel 1962), Flavio Bonafini (nato a Brescia nel 1953), Fabio Padovan (nato a Conegliano nel 1955, deputato nell’XI legislatura), Salvatore Bellomi (nato a Robecco D’Oglio nel 1952), Roberto Asquini (XII e XII legilsatura, nato a Udine nel 1964), Giulio Arrighini (XI e XII legislatura, nato a Brescia nel 1962).
ANCHE RIFONDAZIONE – Hanno presentato ricorso anche due ex Fi, cioé Emanuela Cabrini (XII legislatura nata a Piacenza nel 1961) e Paola Martinelli (XII legislatura, nata a Parma nel 1955); due ex deputati dell’Ulivo Michele Cappella (XIII legislatura, nato in provincia di Catania nel 1953), Antonio Borrometi (XIII legislatura, nato a Modica nel 1953), Ugo Malagnino (XIII legislatura nato a Manduria nel 1952); due ex di An Domenico Basile (XIII legislatura, nato a Vibo Valentia nel 1952) e Daniele Franz (XIII e XIV legislatura, nato a Udine nel 1963); uno di Rifondazione comunista, Martino Dorigo (XI e XIII legislatura, nato a Venezia nel 1961). Ha presentato ricorso anche Adriano Paroli (classe ’62, eletto dalla XIII all’attuale legislatura), deputato del Pdl che soltanto quindici giorni fa ha optato per la carica di sindaco di Brescia. (DIRE, TMNEWS)













“Roma ladrona, la Lega non perdona!”
…
ma andatevene aff…o manica di esseri pietosi… fate solo schifo.
Un po’ grezzo, ma efficace.
e i nomi dove sono????? io ne leggo solo 3…….
che razza di articolo sarebbe questo?????!!!!!!
Sono a pagina 2.
…..lega ladrona,Roma non perdona….!!!!!!
Si vergognino e si dimettano. Per cio’ che mi riguarda, diffondero’ i loro nomi con relativa notizia. Se tutti facciamo lo stesso, torneranno a casa a piedi.
IN MINIERA TUTTI!!!!
Tra l’altro , ora che ora tutti parlano di vitalizio, ricordo che già nel 2010
l’Italia dei Valori propose in parlamento l’abolizione del vitalizio e in maniera retroattiva.
TUTTI gli altri partiti , compreso il PD, votarono CONTRO
Gia, però l’Italia dei Valori difende ancora il finaziamento ai partiti… pardon volevo dire i “rimborsi elettorali”…
Il finanziamento ai partiti (trasparente e moderato) che non ha niente a vedere con gli assurdi mega-vitalizi, è il giusto costo della democrazia.
O preferisci che la politica la possano fare solo i miliardari berlusconi, Montezemolo e il Vaticano…?
Azionate il cervello prima di commentare
io come vitalizio gli darei un piccolo orto e li manderei tutti a zappare la terra, la simbologia gli farebbe capire che devono lavorare e duramente come fanno la maggior parte degli italiani che pagano le tasse per farli campare…ipocriti.
i leghisti che sbraitano tutti i giorni ROMA LADRONA con che coraggio si presentano ai loro elettori facendo credere che sono al governo per il popolo padano ecc. ecc. vadano ad aiutare i suoi elettori contadini a raccogliere patate… almeno sono utili a qualcuno!
Se verranno accettati i ricorsi dei parlamentari, uniamoci tutti e presentiamo ricorsi di categorie, e se non verranno accettati apriamo la caccia a parlamentari ed ex parlamentari, ora si stà veramente toccando il fondo, ed è ora che questi bastardi continuino ad essere superprivileggiati mentre tutti sputiamo sangue.
Scusate ”smettano” non continuino. Avevo scritto un’altra frase ed ho dimenticato di correggere la parola.