La “primavera” arriva in Kazakistan?

01/02/2012 - Nel paese centroasiatico governato da una delle peggiori autocrazie del mondo, la gente sta iniziando a ribellarsi Le elezioni, in Kazakistan, ci sono state. E c’erano anche vari partiti. Solo che i voti sono andati a lui, sempre a lui,

     
 

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Nel paese centroasiatico governato da una delle peggiori autocrazie del mondo, la gente sta iniziando a ribellarsi

Le elezioni, in Kazakistan, ci sono state. E c’erano anche vari partiti. Solo che i voti sono andati a lui, sempre a lui, solo a lui: Nursultan Nazarbayev, l’uomo che amministra la repubblica kazaka da ormai oltre 11 anni, da quando, cioè, è diventato indipendente nel 1991. Ancora una volta, è stato l’uomo che Silvio Berlusconi elogiò vincere le elezioni nel paese ex-sovietico: ma ora, qualcosa si muove anche nel freddo delle montagne a sud della Siberia, nelle steppe della più grande fra le repubbliche post-sovietiche, dove si governa da Almaty, la capitale.

L’AUTOCRATE SOPRAVVIVE – Le ultime elezioni hanno mostrato un consenso più che bulgaro…kazako, per Nazarbayev, che ha ottenuto, fra partito personale e partiti fantocci a supporto del suo governo, quasi il 100% dei consensi, scrive un blog della rivista Time. Le elezioni si sono tenute, scrivono gli osservatori delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea, venendo amministrate in maniera corretta ma in mancanza “dei fondamentali principi del voto democratico”. “Le autorità non hanno fornito le condizioni necessarie per la condotta di elezioni genuinamente pluralistiche. Molti partiti politici sono stati bloccati nel processo elettorale e un certo numero di candidati sono stati de-registrati senza un procedimento equo. Nel giorno dell’elezione, il processo di conteggio ha mancato in maniera significativa di trasparenza e di rispetto per le procedure, con casi di frode conclamata notati. In vari casi, non è stato possibile per gli osservatori determinare se le scelte dei votanti fossero state onestamente riflesse”, scrive il comitato di controllo. Insomma, un processo elettorale più fantoccio che altro. Pare che però, questa volta, gli abitanti non siano propensi ad accettare questo stato di cose senza ribellarsi: tutto è iniziato, e ne scrivevamo su queste pagine, dalla rivolta degli operai delle strutture petrolifere a Zhanaozen; il greggio è la prima fonte di esportazioni del Kazakistan, e il presidente, “aiutato dall’enormità di queste riserve” e alla ricchezza che generavano, ha sperimentato ben poco dissenso.

MA PER QUANTO? – Le proteste a Zhanaozen, in fondo comuni perché normali rivendicazioni salariali, stanno diventando la scintilla che darà fuoco ad un movimento di protesta globale. Alcuni minatori, scrive Human Rights Watch, sarebbero stati torturati dalle forze di polizia del governo di Nazarbayev, altri addirittura potrebbero essere morti per colpa dei pestaggi. Nel reprimere queste rivolte, “il regime di Nazarbauev ha puntato il dito contro gli elementi più democratici della società civile, ai media e alla politica chiamandoli agenti sovversivi che volevano la rivolta. I recenti arresti sono arrivati dopo numerosi incidenti che hanno coinvolto giornalisti e critici del governo”, trattenuti per ore in interrogatorio. Per ora, il governo potrebbe aver tamponato la falla delle proteste, offrendo nuovi lavori agli operai in lotta e promettendo investimenti nella città industriale; ma il trucco potrebbe non durare per molto. “C’è fame di cambiamento politico nella regione, alimentata dal successo delle rivolte nel mondo arabo. Il Kazakistan e i suoi colleghi più poveri dell’Asia Centrale”, sebbene molto diversi, potrebbero essere la nuova frontiera della primavera di ribellione che è partita dalle autocrazie arabe. “Le proteste contro Nazarbayev mostrano come questo fragile accordo sociale stia collassando”, scrive un analista politico dell’Asia Centrale.

     
 

6 Commenti

  1. Nina scrive:

    Sono dal Kaszakistan e vivo qui, in Italia da 20 anni. Ogni tanto seguo i notiziari dal Kazakistan. “Alcuni minatori, scrive Human Rights Watch, sarebbero stati torturati dalle forze di polizia del governo di Nazarbayev, altri addirittura potrebbero essere morti per colpa dei pestaggi.” – SONO STATI FUCILATO CIRCA 100 PERSONE!!! Polizia ha usato i proettili veri contro i manefistanti. C’è stato un funerale comune per queste 100 persone. E quello che mi ha stupito che, quando si parla di Siria “morte 20 pesone” viene presentato questo fatto da tutti i TG. Di questa strage in Kazakistan non ha parlato nessuno! Forse perchè i giacimenti di petrolio e varie materie prime strategiche fanno si gli interessi economini prevalgono sul diritto di cronaca. Inoltre questo mi ha confermato che sapiamo sono quello che ci permettono di sapere.

  2. el azzaharita scrive:

    cara nina, sei in italia da 20 anni e non hai capito che, la nostra scorta di libertà ha un limite. L’abbiamo portata in grecia, in etiopia, afganistan, libano, kosovo, libia, istria, pakistan …….insomma! Anche noi abbiamo i nostri limiti, e che cavolo! Occorre un po’ di pazienza e vedrai ………….Nel nome di Allah! potente e misericordioso.

  3. Zenzero scrive:

    Dal 1991 sono passati 21 anni non 11 anni

  4. angelo scrive:

    IO SONO CON IL POPOLO KAZAKO,LA LIBERTA E’ IL BENE PIU’ PREZIOSO CHE HA L’UOMO.I DITTATORI VANNO STERMINATI A TUTTE LE LATITUDINI

  5. una kazaka scrive:

    Grazie Angelo!

  6. SVETA scrive:

    BEH, VI FACCIO RIDERE UN PO’..SONO UNA TATA INTERNAZIONALE E SONO STATA CONVOCATA A GINEVRA PER UN COLLOQUIO PER UN POSTO DA 4MILA EURO AL MESE, PER PARLARE RUSSO AD UNA BAMBINA KAZAKA DI UNA FAMIGLIA MISTERIOSA..QUANDO INCONTRO LA MADRE NON SI PRESENTA NEMMENO,NON DICE IL SUO NOME,TUTTO MISTERIOSO..ALLA FINE SCELGONO UN’ALTRA TATA,MENO MALE,NON MI SONO PIACIUTI..NON MI RIMBORSANO PERO’ COME D’ACCORDO LE SPESE DI VIAGGIO ED IO ARRABBIATA IN UNA MAIL AUGURO LE PEGGIORI MALATTIE E TRAGEDIE..AH AH AH DOPO UN MESE MI ARRIVA IL RIMBORSO MANDATO DA DINARA KULIBAEVA NAZARBAEVA….

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