Eugenio Scalfari tratteggia, nel suo lindo Domenicale, un’Italia che c’è.
Anzitutto, fronte amicizie. I presidenti della Repubblica tutti, nominati uno per uno.
Fatto apposta per ribadire a Kossiga di non aver smesso di non ritenerlo tale. Ed a Napolitano di poter contare, se non per altre qualità, quantomeno sul proprio curricula di Padre della Patria aggiunto.
Aggiornato il barometro delle preferenze, assodato quello che c’è, è passato poi al problema della libertà di stampa in Italia. La proprietà dei giornali potrebbe, con la scusa della legge sulle intercettazioni, entrare e influire sulla “conduzione” della libera stampa La libertà di stampa è minacciata per tutti. Ed ha fatto i nomi di questi tutti, uno per uno: stampa, giornali, giornalisti, editori. E questo deve essere stato il passaggio di Gegè sull’Italia che non c’è (mai stata).






















