Ecco il tesoretto dei partiti italiani

31/01/2012 - Mettiamo il naso nei patrimoni dei movimenti politici Sezioni, case, palazzi. Giornali e persino cimeli e opere d’arte. E, ovviamente, soldi. Tutti i partiti possono contare su un vero e proprio ‘tesoretto’ che viene affidato a persone di fiducia. Come

     
 

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Mettiamo il naso nei patrimoni dei movimenti politici

Sezioni, case, palazzi. Giornali e persino cimeli e opere d’arte. E, ovviamente, soldi. Tutti i partiti possono contare su un vero e proprio ‘tesoretto’ che viene affidato a persone di fiducia. Come degli amministratori delegati delle grandi imprese, hanno il compito di gestire i ‘gioielli di famiglia’. Dopo il caso Lusi sono tornati loro sotto i riflettori perche’ hanno in mano ‘le chiavi della casa’ e un grande potere, visto che possono disporre di milioni di euro con una semplice firma.

TESORIERI - Scorrendo i bilanci relativi all’esercizio chiuso il 31 dicembre 2010 e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’ottobre scorso, si scopre quanto sia delicato e importante il ruolo dei cosiddetti tesorieri (chiamati tecnicamente rappresentanti legali o amministratori nazionali) delle principali forze politiche. Gestiscono i conti correnti, dispongono dei contratti di locazione, devono persino presentarsi in giudizio, se necessario. Si tratta di un incarico di prestigio, molto ambito, anche perche’ conoscono tutti i segreti, ‘vita morte e miracoli’, del proprio movimento. I patrimoni piu’ ingenti sono quelli dei vecchi partiti poi scomparsi, ma giuridicamente ancora in vita, come Alleanza nazionale, Forza Italia, Ds e Margherita. I numeri dichiarati proprio da queste tre formazioni fanno a pugni con le acrobazie di bilancio dei partiti, come Pd e Pdl, cui i fondadori hanno sostanzialmente lasciato in eredita’ solo le grane. Anche se su tutti, vecchi e nuovi, si posa sempre la generosa mano dello Stato con i rimborsi elettorali a chiudere ogni falla contabile.

UNA STORIA ARCINOTA - La storia degli ex partiti e’ ormai arcinota. Per il meccanismo dei finanziamenti pubblici, tutto rigorosamente previsto dalla legge, anche le sigle che nominalmente (ma non formalmente) non esistono piu’ continuano a ricevere i rimborsi, almeno per un altro anno ancora. Ottimi numeri, dunque, li vanta Alleanza nazionale che ha pensato bene di blindare i suoi ‘gioielli di famiglia’ con una fondazione ad hoc (sul modello dei Ds), costituita nel 2011 come previsto subito dopo la fusione con Forza Italia nel Pdl. Al 31 dicembre del 2010, infatti, il partito ha in cassa tra depositi bancari e postali qualcosa come 74,6mln di euro mentre alla voce rimborsi elettorali puo’ contare su 12,7mln ricevuti. ‘Il rendiconto di gestione al 31 dicembre 2010 -si legge nella relazione del presidente del Comitato di gestione, il senatore Franco Mugnai, pubblicata sulla G.U. del 31 ottobre scorso- registra un risultato positivo di avanzo di gestione, grazie agli ultimi contributi elettorali ricevuti nel corso dell’anno, pari a 6 milioni 683 mila 294 euri’.

IL PATRIMONIO IMMOBILIARE – ‘E’ riconfermata la solidita’ della situazione patrimoniale, economica e finanziaria di An’, assicura Mugnai che e’ pure presidente della Fondazione di An che detiene la titolarita’ del simbolo della Fiamma e i documenti dell’archivio storico.In particolare, il patrimonio immobiliare del movimento fondato da Gianfranco Fini ha un valore stimato in circa 300-400 milioni di euro (ma c’e’ chi assicura si tratti solo di 50-70 milioni). Parliamo di 70 appartamenti, sedi delle federazioni. Tra questi, i locali che ospitano la sede nazionale e il ‘Il Secolo d’Italia’. L’ultimo lascito a favore del partito, di oltre due miliardi di vecchie lire, e’ stato quello della contessa Anna Maria Colleoni, discendente dello storico condottiero del Quattrocento, Bartolomeo Colleoni. Tra i ‘beni’ piu’ preziosi da tutelare, c’e’ proprio il ‘giornale di famiglia’, diretto da Marcello De Angelis. An possiede, in quanto socio controllante, una quota di partecipazione del ‘Secolo’ pari a 87mila 300 euro (cioe’ il 97% del capitale sociale). Positivi anche i numeri dei Ds: possono ancora vantare un avanzo di oltre 5mln di euro (5.587.979).

LA QUERCIA – Nel 2010 la Quercia ha ricevuto circa 9mln e mezzo di contributi dello Stato e un’altra tranche arrivera’ entro la fine dell’anno. Ma nonostante la prospettiva della chiusura, l’attivita’ dei Ds e’ stata notevole, ben 130 iniziative dal 2008 al 2011 per quello che riguarda le fondazioni, mentre stanno lavorando alla sviluppo di “un portale sulla storia del Pci”. Altra storia sono i conti dei partiti ‘in attivita’, almeno quelli nati dopo lo scioglimento di An, Ds e Dl, impegnati tra le tradizionali difficolta’ a far quadrare i conti nonostante il generoso esborso statale. Una regola dalla quale si discosta, pero’, la Lega, con le sue casse ben piene. Per quel che riguarda il Partito democratico, per il 2010 cresce rispetto a un anno prima il disavanzo (42.896.476,88 contro i 22.332.447,76 del 2009) ma aumentano le disponibilita’ finanziarie, tra cassa e banca, per 19.064.852,33 euro totali (rispetto ai 17.993.038,53 del 2009) con una variazione positiva di 1.071.813,80 euro.

IL BILANCIO DEMOCRATICO – Il Pd vanta un patrimonio netto positivo di 125.928.854,89 euro. In particolare, il Pd potra’ contare nel 2014 su un totale di 155.749.887,24 euro di contributi elettorali. Tra le pieghe del bilancio democratico si scorgono ancora gli ultimi strascichi di una vertenza avuta proprio con i fondatori Ds e Dl e legata al personale e alle sedi. La prima e’ quasi conclusa con l’assorbimento graduale dei dipendenti e per la locazione della sede di via Sant’Andrea della fratte il Pd ha datto alla Margherita nel giugno 2010 “l’importo complessivo di euro 3.012.804,00 di cui euro 1.783.374,67 a titolo di regolazione di poste pregresse”. Quanto a Forza Italia, il rendiconto dell’esercizio 2010, si legge nella relazione dell’amministratore nazione e commissario straordinario Sandro Bondi, ‘presenta un disavanzo patrimoniale complessivo aumentato da 27.478 euro del precedente esercizio ai 34.237 euro’. Il bilancio del Pdl, invece, relativo al 2010 (il terzo redatto dal partito) ‘presenta un disavanzo di esercizio di 5 milioni 946 mila 830 euro: di conseguenza il disavanzo complessivo aumenta, passando da 2 milioni 18mila 802 euro del precedente esercizio a 7 milioni 965 mila 632 euro’.

L’EVOLUZIONE - ‘Riguardo l’evoluzione della situazione finanziaria -scrivono i rappresentanti legali Maurizio Bianconi e Rocco Crimi- la gestione 2010 ha conseguito un notevole surplus di cassa di periodo, visto che la disponibilita’ liquida e’ aumentata di oltre il 40% rispetto all’esercizio precedente’. In particolare, il Pdl non ha alcuna proprieta’ immobiliare e i proventi della gestione caratteristica sono pari a 46 milioni 863mila 233 euro, in aumento di 18 milioni 085mila 742 euro rispetto a quanto realizzato nel precedente esercizio per 28 milioni 777mila 491 euro’. Nel 2010 sono attribuiti al Pdl e iscritti nel conto economico 32 milioni 737mila 794 di euro sottoforma di rimborsi per spese elettorali. Quanto alle ‘libere contribuzioni’, da persone fisiche e’ arrivato un esborso di 61.700 euro (da parte del governatore della Campania, Stefano Caldoro), mentre dalle persone giuridiche i contributi ammontano a 872mila 312 euri. In particolare, il Pdl e’ alle prese con il caso degli evasori per un totale di quasi 3mln di euro (2 milioni 949 mila 553 euro) da iscrivere alla voce ‘inadempienze’. Nel dettaglio, a partire dal luglio 2009 fino a dicembre scorso, il 28% dei parlamentari nazionali ed europei ha ‘posizioni arretrate’, mentre il 24% non ha mai versato nulla per un ammontare complessivo di 1 milione 670 mila 400 euro.

I CONSIGLIERI REGIONALI – Ancora piu’ critica la situazione per i consiglieri regionali: il 41 % non ha pagato gli arretrati, mentre il 37% non ha mai versato un euro nelle casse del partito per un totale di 1 milione 279 mila 153 euro. Nonostante i ‘cattivi pagatori’, nel 2010 “l’ammontare complessivo versato dai parlamentari nazionali e dai consiglieri e’ stato pari a 4 milioni 811 mila 383 euro, importo comprensivo di ulteriori versamenti da alcuni di essi effettuati a fronte di specifiche iniziative, in confronto alla somma di 1 milione 792 mila 095 euro relativa al precedente esercizio”, come si legge nella relazione. A conti fatti, quindi, in un anno si registra un incremento dei versamenti pari a 3 milioni 19mila 288 euro. In questi giorni e’ scoppiato anche il ‘caso Lombardia’: tanti politici Pdl eletti in Parlamento, Consiglio regionale e a Bruxelles spesso dimenticano di saldare i conti con il partito attraverso i personali contributi. Dovrebbero versare una quota del loro stipendio. Ma non lo fanno. E il risultato e’ che a coprire le spese (dai gazebo alle altre iniziative politiche) ci pensano i miltanti.

I SOLDI DEL CARROCCIO
- Altra musica in casa della Lega, che vanta un avanzo di bilancio di 8,118 milioni di euro (con una crescita di circa 600mila euro rispetto al 2009). Il Carroccio puo’ anche sfoggiare un aumento dei proventi (36,471mln contro i 31,428 dell’anno precedente) e una diminuzione dei debiti (189.728,69 euro contro 670.008,05). Poco oltre 30mln sono custoditi dal partito di Umberto Bossi tra depositi bancari e postali, anche se le spese di vario titolo (personale, affitti, servizi) ammontano a oltre 27mln di euro. Parlamentari, militanti e imprese hanno versato al Carroccio nel 2010 poco oltre i 10mln di euro. Per quel che riguarda i rimborsi elettorali, il partito di via Bellerio ha avuto 22,506mln tra Camera e Senato. Ma anche per i ‘lumbard’ non sono mancate le grane come di recente con la vicenda dei fondi investiti in Tanzania. (ADNKronos)

     
 

3 Commenti

  1. CARLO scrive:

    Sequestriamo tutti i beni ed i conti correnti dei partiti

    Aboliamo il finanziamento pubblico ai partiti…….

    D’altronde questa setta di farabutti ha portato il paese al fallimento….. quando un impresa un piccolo imprenditore fallisce porta i libri in tribunale e perde i suoi beni

    • Ruby Netto che perde :( scrive:

      Il grave problema è che il “finanziamento pubblico ai partiti” è già stato abolito e lo è stato grazie a un referendum col quale gli italiani hanno detto chiaramente BASTA! Però questi grandissimi figli di mig/notta, che siedono in parlamento per rappresentare la nostra volontà ( :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) , per rimettercelo nel di dietro si sono inventati i RIMBORSI ELETTORALI a gran maggioranza (quindi tutti!!! Nessuno escluso compresi i radicazzi che avevano indetto quel referendum e che si prendono ancora i nostri soldi per mantenere l’inutile radio radicale che è solo un’emittente di propaganda politica a loro favore).
      Riguardo i “libri contabili” queste merdacce (escluso l’attuale Governo che davvero stà facendo l’impossibile per porre delle serie basi per ridarci un futuro) li porterebbero a nostro nome, saremmo noi, quindi, a essere falliti e sarebbe anche giusto, specie per quegli intelligentemente diversi che li hanno votati e fatti giocare con le nostre vite per 18 anni. Puttana di quella Ruby!

  2. lily scrive:

    a differenza delle aziende che chiudono e delle famiglie italiane,il surplus dei partiti significa o che hanno entrate ulteriori rispetto al finanziamento pubblico imposto arbitrariamente e non voluto dal popolo,oppure significa che tale finanziamento è eccessivo . il caso margherita la dice lunga e i rimbrotti de diplomato che vuol governare l’Italia dopo questa spendida prova di amministrazione successiva ad altre perle …..

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