Tremonti continua a dire che non ci sono risorse per finanziare misure contro la crisi economica. Ma non è vero. Ci sono molte risorse da reperire. Ad esempio, recuperando una parte dei 90 miliardi di euro evasi dalle 10 società concessionarie per le slot machine.
Pochi giorni fa il pg della Corte dei Conti Furio Pasqualucci durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario ha tracciato un quadro di mala amministrazione e sperperi. Davanti al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al ministro Angelino Alfano (che ha detto di condividere la relazione riga per riga) h
a citato molti fatti, tra cui la colossale [[evasione]] di circa 90 miliardi di euro (3 manovre finanziarie) delle concessionari del servizio di slot machine.
L’AZZARDO DI NON PAGARE LE TASSE – La vicenda è nota, ed ha fatto mobilitare tempo fa, vari quotidiani e il web. Ci fu anche una petizione on line. Nel 2004 le slot machine sono diventate legali nei bar e nei locali pubblici d´Italia. In Italia operano 10 società concessionarie che dovevano istallare le macchine nei pubblici esercizi, collegarle ad un sistema telematico presso la Sogei del Ministero delle Finanze, che avrebbe controllato il versamento del PREU (Prelievo Erariale Unico), una tassa del 12% sulle cifre incassate dalle società concessionarie e detentrici delle “new slot”. Forse per “distrazione”, le concessionarie hanno collegato solo 20 mila delle circa 40 mila slot machine, come è stato accertato da diverse inchieste della [[Guardia di Finanza]] e del Dipartimento nazionale antimafia. Per chiudere la vicenda è stata stabilita una multa forfettaria di 50 euro per ogni ora di mancato collegamento. La multa doveva essere incassata dai Monopoli di Stato. Che però non l’hanno fatto. Anche per questo motivo, qualche mese fa, è stato sostituito il direttore dei Monopoli, Giorgio Tino.
10 EVASORI PER 70 MILIARDI - Le sanzioni previste per le 10 società concessionarie, come a suo tempo riportato anche da Il Secolo XIX erano pesanti: la leader indiscussa del mercato, la Atlantis doveva al Fisco 31 miliardi, seguita da Cogetech (9,4 miliardi), Snai (8,1 miliardi), Lottomatica (7,7 miliardi), Cirsa (7 miliardi di euro), Hbg (7 miliardi), Codere (6,8 miliardi), Sisal (4,5 miliardi), Gmatica (3,1 miliardi) e Gamenet (2,9 miliardi). Nel corso dell’udienza dell’8 dicembre scorso davanti alla Corte dei conti del Lazio che doveva chiudere il caso, gli avvocati delle concessionarie hanno sollevato una questione giurisdizionale, chiedendo che a giudicare sia il TAR e non la Corte dei Conti. La Corte dei Conti del Lazio ha sospeso il procedimento che porta al pagamento delle penali di 98 miliardi di euro (ridotti a 90 miliardi), in attesa della sentenza della Cassazione. Il parere della Cassazione è previsto fra circa un anno.
ABBIAMO TROVATO I SOLDI CONTRO LA CRISI - La questione giuridica è un appassionante caso per qualche azzeccagarbugli. Se si facessero pagare alle 10 società le somme dovute, ci sarebbero risorse in abbondanza per finanziare un
pacchetto anticrisi degno di questo nome, per sostenere il reddito delle famiglie, per gli ammortizzatori sociali per chi sta perdendo il lavoro, per ricapitalizzare le banche in difficoltà, per sostenere le piccole medie e grandi imprese italiane e dare una robusta boccata d’ossigeno all’Italia. Il costo “politico” ed elettorale del piano sarebbe pari a zero. Non ci sarebbero nuove tasse – a parte le multe per le 10 società – anzi, si tratterebbe di una misura di ripristino della legalità violata. Problemi giuridici? Si può essere certi che mettendo al lavoro gli espertissimi consulenti giuridici del presidente del Consiglio, bravissimi a costruire Lodo Alfano, decreti anti-intercettazioni, leggi lampo “ad personam” sul [[testamento biologico]], i nodi giuridici si potrebbero superare. Per “imporre” il pagamento del dovuto alle 10 concessionarie, o almeno per accelerare i tempi della sentenza. Invece nessuno fa niente. E nel frattempo, contro la crisi si preferisce fare poco o nulla, giustificandosi dicendo: Non ci sono le risorse. Ma come mai?
LA LOBBY DEL GIOCO D’AZZARDO - Le questioni giuridiche da affrontare sono certamente delicate, e le 10 società concessionarie avranno ottimi avvocati per far valere i loro diritti. Ma c’è qualcos’altro da sapere. La società che più deve al fisco è, come già detto, la Atlantis World, multinazionale con sede ai Caraibi che copre da sola circa il 30% del mercato. Il suo rappresentante legale in Italia si chiama Amedeo Laboccetta. Questo signore, è attualmente indagato a Napoli per falso e turbativa d´asta nell´inchiesta sul sistema Romeo della Global Service, ed è stato già ospite delle patrie galere nel 1993, coinvolto nella vecchia Tangentopoli napoletana. Ma non è un tipo qualsiasi: è un importante deputato di An, membro della Commissione Bilancio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulla mafia e le altre associazioni criminali anche straniere. Un amico di Gianfranco Fini, che lo ha fortemente sostenuto in campagna elettorale e che fu suo ospite a pesca nel mare di Saint Marteen, di fronte al Beach Palace, uno dei casinò gestiti dalla Atlantis World. Proprietario della Atlantis, e amico di Labocetta è anche Francesco Corallo, figlio di Gaetano, antico latitante catanese legato al boss di Cosa Nostra Nitto Santapaola e protagonista dello scandalo di Sanremo, cioè il tentativo di mettere le mani sulla casa da gioco pagando tangenti a politici Dc e Psi che costò anche la prigione all´ex sindaco di Imperia, oggi ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola (che fu comunque prosciolto da ogni accusa).
QUEI SOLDI NON ARRIVERANNO MAI- Immaginiamo che sarebbe difficile anche per il decisionista Berlusconi far passare in Parlamento un decreto contro le Concessionarie. Anche
perché, se Laboccetta dovesse assentarsi, ci sarebbe Gianfranco Conte del Pdl, presidente della Commissione Finanze della Camera. Lo stesso che in occasione della discussione di un emendamento (poi ritirato) sull’introduzione di slot machine di terza generazione, ha detto in parlamento che va trovata una soluzione allo “scabroso argomento degli apparecchi da intrattenimento anche in relazione alla indagine della Corte dei Conti“. Ed ha difeso l’onorabilità dei concessionari di fronte a chi sosteneva che, in pendenza di giudizio, gli andrebbe ritirata la concessione, dicendo che “Non si può impedire ad un concessionario di partecipare al bando di gara per la concessione di giochi pubblici sulla considerazione che la Corte dei Conti e la Finanza contestano multe sulla gestione della rete delle slot per circa 90 miliardi” perché “il nostro sistema non prevede la colpevolezza senza condanna. Come possiamo escludere un operatore sulla base di fatti non confermati da condanne?“. Giusto, la presunzione di colpevolezza vale solo per i clandestini. La Legge per Eluana era urgentissima, sbloccare i soldi delle multe per le slot machine non si può fare: sarebbe un azzardo. Quei soldi – che risolverebbero molti dei problemi di finanziamento del pacchetto anticrisi – non arriveranno mai alle case dell’erario. Vogliamo scommettere?























Misono letteralmente cadute le braccia per terra. Sto scrivendo con i pollici dei piedi. Saluti.
Pardon, alluci
..adesso sì che la settimana è iniziata bene.. ci voleva proprio una notizia come questa a tirar su gli animi… ma dai, confessa: essendo domani martedì grasso hai anticipato ad oggi un bello scherzo di carnevale…??? NON PUO’ ESSERE VERO QUELLO CHE SCRIVI…. ca@@o: si parla di 3 manovre finanziarie ossia di ISTRUZIONE, SALUTE, LAVORO, FAMIGLIA…. e chi più ne ha più ne metta… ma solo i lavoratori dipendenti in Italia devono pagare le tasse e mantenere la res publica???
Un abbraccio lo stesso ma molto molto sconsolato, Lisa
@sabino:
Anche a me. Un sorriso con i pollici e gli alluci
@Lisa72:
Ho messo tutti i link possibili ed immaginabili proprio per non far pensare ad uno scherzo. Purtroppo è una cosa grave, anche se non è seria (Flaiano docet)
@tutti:
so che non c’etnra con la discussione, ma OT: gran pezzo, Carlo
@gregorj.
Grazie, grazie, grazie. Ho avuto un buon maestro
C.
scusate, io ho letto di questa storia da altre fonti. ma vi pare sensato che si possano chiedere a delle società delle somme così alte? li conoscete i bilanci di queste società? la più grande, Lottomatica, ha un giro d’affari (che comprende anche il Lotto, le Lotterie, i gratta e vinci, le scommesse, etc.) di 4 miliardi. Come farebbe a pagare somme del genere? non pensate che sia solo una manovra per screditare un settore (il gioco) che dalle mani della malavita è stato legalizzato? e che proprio i loschi interessi che lo gestivano prima, così forti da infiltrarsi nelle istituzioni, vogliono far fallire?
beach plaza…ma te lo sei inventato????