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Attacco a Parigi: l’orrendo titolo di Libero che mi fa vergognare di essere italiana

Ero in un pub quando a un tratto la Storia ha bussato alla mia porta. La Storia, quella che quando capita te lo ricordi per sempre dov’eri, cosa facevi, come con le torri gemelle, un momento che non dimenticherai. Mai.

 

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Dunque ero  faccia a faccia con la Storia, una cosa che non capita spesso, e che lascia le persone intelligenti attonite, a domandarsi come andrà il futuro. Le persone intelligenti, quindi non Matteo Salvini e i titolisti di Libero (in copertina), la cui demagogia ora trascende ogni limite, ogni stupidità, ogni umana comprensione, e dopo Parigi, dopo la Storia, diventano solo crimine, soffiare su un odio che ha già fatto troppi danni, poggiarsi su una faida creata a uso e consumo dei poveracci miserabili che la cavalcano, poveracci miserabili che paradossalmente sono l’Isis – sempre che si parli di loro, sennò vale per tutti quelli che ivi si riconoscono – e quelli che lo combattono in questo modo barbaro, e combattendolo con questa inutile idiozia, lo rafforzano.

Perché la stupidità a un certo punto smette di essere limite e si fa danno, smette di essere folkore e diviene condanna. Smette di essere civiltà e diviene barbarie. Quella che vorrebbe combattere e da cui, invece, si fa assimilare. Quando la civiltà finisce e la barbarie prevale, è sempre il più barbaro che ha la meglio.

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Il titolo di Libero e le stronzate di Matteo Salvini su Facebook sono quanto di più inutile e dannoso questo mondo oggi meriti di vedere. Io mi rifiuto di riconoscermi in un mondo che risponde alla demagogia violenta con la demagogia che anela a diventare violenza. Questo atteggiamento oggi non è più solo stupido. E’ pericoloso. Persino Marine Le Pen ha avuto il sussulto di dignità di non affondare la fauci nel sangue di questi morti.

Da noi invece, basta un “buonisti del cazzo” per lavarsi la coscienza dalla stupidità e dalla violenza delle proprie parole.