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Arrivederci, uoltèr, ciao

THE STORY SO FAR/2 – Anche il senatore Adriano Ossicini disse cose profetiche, e gravi, ovviamente inascoltate: “Forse molti di voi non sono obbligati a saperlo, ma il linguaggio televisivo supera le barriere della coscienza, perché è un linguaggio per immagini; noi siamo abituati strutturalmente a un controllo legato a un linguaggio razionale della coscienza. Il linguaggio delle immagini o per immagini in movimento supera questa barriera, supera il linguaggio cosciente e modifica le dinamiche profonde dell’inconscio, specialmente nei bambini: può dunque educare in modo sbagliato e drammatizzare una intera generazione”. Come puntualmente è avvenuto, con danno anche per generazioni successive, temo. Ossicini prosegue implacabile, ma inutilmente: “Di questo problema non possiamo discutere un’ora soltanto. Dovremmo vergognarci di fronte ai nostri figli, di fronte a tutti! Si tratta di un impegno morale incredibile che disattendiamo di fronte all’unico linguaggio che ci sfugge, che supera tutte le barriere e che modifica profondamente le coscienze e il costume. Siamo veramente al livello di una prevaricazione inaccettabile, disumana e immorale, tale che, se avessimo forse il coraggio di andare fino in fondo, dovremmo dimetterci dal nostro posto, perché questo è un modo di disattendere il mandato parlamentare in modo tale da vergognarci di fronte agli elettori”. Come sappiamo, non s’è vergognato nessuno.

RICORDATE QUANDO…? – Conferenza stampa di Berlusconi il 4 maggio 1988 nella Sala della Stampa Estera a Roma, per illustrare i contenuti dell’accordo tra la Fininvest e la tv sovietica, firmato quattro giorni prima a Mosca, dove tutto era pronto per una Fininvest sovietica. Sono presenti sia il Cavaliere che Veltroni. Berlusconi: “Noi non abbiamo cattivi rapporti col Partito comunista italiano, e cerchiamo di averne sempre di migliori”. Veltroni: “Intendo rivolgere a Berlusconi due complimenti sinceri, di stima… Il primo per la sua capacità di imprenditore che è riuscito a “inventare” un settore. Il secondo complimento va alla sua capacità di avere imposto, attraverso un alto grado di egemonia, i tempi delle decisione politica in un settore così delicato come quello in cui opera…”. Veltroni fa parte di quella larga cerchia di geni che hanno costretto Berlusconi a pentare il più grande editore europeo ed è il maggior responsabile dello dilagare degli spot nelle tv berluscone. Poiché gli spot si pagano, e anche cari, ne consegue che Uòlter è anche il maggior responsabile della montagna di quattrini e conseguente potere berluscone. Il Cavaliere infatti si accontentava di essere il re delle tv commerciali, snobbato per questo nel suo tentativo di sbarcare in Francia già negli anni ’80, ma la “sinistra” pensò bene di “ampliare la democrazia” obbligando le tv private a fare anche loro informazione, cioè i telegiornali: ecco perché Sua Emittenza s’è trovato di colpo costretto a pentare il maggior editore giornalistico d’Europa. Come se non bastasse, Veltroni s’è poi messo in testa la disgraziata idea di indire un referendum per abolire gli spot pubblicitari nel corso delle trasmissioni di film in tv. Lo slogan coniato da Uòlter per l’occasione era tra il buonista e il pecoreccio, “Non si può interrompere un’emozione“, come se interrompere un film con uno spot somigliasse al coitus interruptus, ma a parte questo l’innamoramento filmico di Uòlter denotava un ritardo epocale rispetto il mondo della tv, che non è solo tribuna elettorale. Ma il problema vero era che in Italia nessuno aveva fatto le barricate contro gli spot e quindi era chiaro che il referendum sarebbe stato perso. Come è infatti puntualmente avvenuto. Solo che perderlo ha significato legittimare, e in modo tombale, lo strapotere di Berlusconi in fatto di spot televisivi, vale a dire in fatto di introiti pubblicitari, cioè di quattrini e conseguente possibilità di “scendere in campo” nel ’94.

…E QUANDO…? - La tv, che con la nutella ha reso lieta e agiata l’infanzia di Uòlter, se presa in dosi massicce è anche una droga. Allucinogena e tossica. Arthur Miller vi ha dedicato un libretto, intitolato “I presidenti americani e l’arte di recitare”. Edito in Italia guarda caso da quel Bruno Mondadori del dibattito con Veltroni e Berlusconi del 1986 a Milano, vi si legge: “Non è certo una novità affermare che i politici e gli attori hanno sempre avuto molto in comune, se non altro perché puntano entrambi alla persuasione. Ma con la televisione il fenomeno ha acquisito una dimensione nuova: il potere dell’immagine di convincere non grazie alla forza e alla veridicità provata di un argomento, ma grazie allo stile in cui è presentato. La conseguenza di tutta questa recitazione è l’erosione graduale della realtà come fattore che permette ai cittadini di valutare le situazioni”. Mentre le sue tv erodono e falsificano la realtà, a quanto pare Berlusconi ha iniziato a erodere con insistenza anche alcune fondamenta della democrazia. La lunga marcia verso il Quirinale forse non dovrà aspettare la fine del settennato di Giorgio Napolitano: se infatti il Cavaliere riesce a introdurre in Italia il governo presidenziale, come c’è già negli Usa e in Francia, dove però nessuno ha il troppo potere nel campo dei mass-media del nostro attuale primo ministro, ecco che il ruolo del Colle verrebbe ridimensionato. Berlusconi cioè non dovrebbe subire più i borbottii, gli obblighi al rispetto delle regole e gli stop imposti dal Quirinale da Oscar Luigi Scalfaro a Napolitano per esempio con il caso Englaro e le recentissime ronde. Tutto ciò lo dobbiamo anche e soprattutto proprio a Uòlter.

3 commenti a Arrivederci, uoltèr, ciao

  1. Lanu Tella

    Dopodichè è meglio che Weltroni si suicidi. Capisco che non ci siano commenti a una simile pietra tombale. Tutti ammutoliti. Oppure danno Veltroni come rifiuto solido urbano già arrivato al mare.
    Lanu Tella

  2. ekkia

    Molto interessante… ho scoperto da poco questo sito e devo ammettere che contiene articoli di ottima qualità, coraggiosi e interessanti. Bravi!

  3. Veltroni ha ricattato tutti i partitini della sinistra. Ha detto loro: “Entrata, rinunciate al vostro simbolo e alla vostra identità e al massimo fate la correntina di sinistra nel mio pd” Era ovvio che avrebbero rifiutato. Se sei di sinistra non devi stare nel PD, che non è partito di sinistra. Un suo buon leader sarebbe Gianfranco Fini. Fini oramai è più a sinistra di tanti del PD. E questo la dice lunga. Io ho abbandonato la sinistra perchè o rissosa o indecisa sull’essere troppo “di opposizione” per poi essere accusata di antiberlusconismo. Io quasi mi pento di aver votato per certa PD e roba simile. Come si fa a convivere con Rutelli e Letta che cercano di traghettare pezzi di partito nell’UDC? E che non entreranno mai nel PSE! Vogliono fare una Kadima Italiana. Ma che vadano in Israele così ce li leviamo dalle balle.

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