Il parroco beccato ad andare a prostitute
30/01/2012 - Nell’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco di Portoscuso (Carbonia-Iglesis) spunta anche un sacerdote Sesso in cambio di favori. Anche per questo ieri è stato arrestato il sindaco di Portoscuso Adriano Puddu, ammanettato dagli uomini del Corpo Forestale. Le accuse
Nell’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco di Portoscuso (Carbonia-Iglesis) spunta anche un sacerdote
Sesso in cambio di favori. Anche per questo ieri è stato arrestato il sindaco di Portoscuso Adriano Puddu, ammanettato dagli uomini del Corpo Forestale. Le accuse che gravano su di lui sono quelle di corruzione, concussione sessuale, peculato, voto di scambio. L’Unione Sarda stamane, in un articolo a firma di Marco Noce, descrive il lato a luci rosse della vicenda che ha coinvolto il primo cittadino. Puddu avrebbe costretto alcune donne bisognose dei sussidi pubblici a far sesso a pagamento con lui e i suoi amici. Ed anche un sacerdote avrebbe usufruito di una delle prestazioni.
SESSO E SUSSIDI – Scrive Noce:
Sono una decina. Le più giovani appena maggiorenni, la più grande ha 33 anni. Vivono in case popolari, ma sui balconi ci sono parabole per la tv satellitare. Guidano belle macchine, fanno spesso la manicure, indossano scarpe Hogan, occhialoni da sole e graziosi giubbottini stretti in vita, sfoggiano smartphone all’avanguardia e fanno colazione al bar. Olgettine in chiave sulcitana, i loro nomi sono sul libro paga dei Servizi sociali del Comune: inserite nel programma di lotta alla povertà, ricevevano contributi di 150-200 euro al mese, buoni spesa da 50 euro e il rimborso delle spese farmaceutiche. A parte, fuori busta, c’erano ovviamente gli extra: regali in denaro, ma anche inviti a cena (e per una, con figli a carico, l’inserimento in un cantiere comunale). In cambio, le ragazze dovevano, quando richiesto, dire di sì.
RAPPORTI COME MERCE DI SCAMBIO - Ad avere rapporti con le ragazze sarebbero stati avvocati, imprenditori, ed un uomo di chiesa:
Quello che si occupa di un fitto scambio di prestazioni erotiche è il filone più pruriginoso ma non meno significativo dell’inchiesta che sabato mattina ha portato in cella il sindaco di Portoscuso (nonché presidente del Consorzio industriale del Sulcis) Adriano Puddu, accusato anche di concussione sessuale. Era lui, per gli inquirenti, a dire alle ragazze con chi andare, e sempre lui, che non faceva mistero dei propri appetiti erotici, il primo a usufruire delle prestazioni. Poi, via via, alcune figure chiave nella costruzione di un efficientissimo sistema di potere: parroco, avvocati, imprenditori. Si chiacchiera di qualche dirigente comunale. Il sesso come cemento per alleanze obbligate: un favore ricevuto è sempre un favore da restituire (voti da portare, per esempio, o pratiche da firmare anche quando non sono perfettamente a norma). Il sesso circolava come merce di scambio, al pari del denaro e della promessa di un posto di lavoro.
IL SACERDOTE – Il parroco coinvolto nell’inchiesta, ieri, ha regolarmente celebrato la Santa Messa. La chiesa era colma di curiosi:
Colpisce, in questo quadro, il coinvolgimento di un sacerdote: don Antonio Carta, 51 anni, di San Giovanni Suergiu, ordinato 26 anni fa a Matzaccara, parroco della Vergine d’Itria, accanto al Comune. Le carte dell’accusa lo indicano come beneficiario delle prestazioni di una delle ragazze. Ieri mattina ha indossato i paramenti, è salito sull’altare e ha detto messa. La chiesa era, insolitamente, stracolma. Tra i fedeli, moltissimi curiosi. Sono rimasti delusi: il sacerdote non ha fatto alcun cenno all’inchiesta. A celebrare la messa del pomeriggio, che si teneva nella chiesa di Sant’Antonio, c’era un altro sacerdote: «Don Antonio è a prestare assistenza a malati e bisognosi», spiegava un parrocchiano. Mettersi contro il sistema significava guai. Chi ci aveva provato (sporgendo denuncia, facendo opposizione, dicendo di no) se n’era pentito. Molti erano dovuti tornare sui loro passi. Leggere che un giudice definisce Puddu un «uomo pericoloso» o che lo si accusi, fra l’altro, di aver cercato di assoldare un killer, è stato uno choc. Ma anche una liberazione. La sensazione diffusa, in paese, è di tornare a respirare dopo una lunga apnea. E non pochi pregano, anonimamente, il cronista di ringraziare magistratura e Corpo forestale.













Nulla di vero!!!
Era entrato in una proprietà di Berlusconi a fare opera di conversione tra le invitate a una cenetta a base di canzoni napoletane e barzellette, come ai vecchi tempi!
Il bunga bunga dilaga, scopano in pochi pagando con soldi di tutti.
meglio un sano sacerdote che scopa, che un porco preste pedofilo….
L’induzione alla prostituzione è comunque reato!
io non ci trovo niente di male ,
penso che specialmente per gli uomini sia impossibile e impensabile la castita’…….o vanno con gli uomini e con le donne ( anche minorenni) , ma con nessuno non ci credo …neanche per il papa
Qui non si tratta di rispetto della castità, che è condizione del tutto innaturale e assurda e accettata solo da chi crede nelle favole. Si tratta di reati come induzione alla prostituzione, sfruttamento della prostituzione, corruzione e abuso di potere. E’ dunque normale che chiunque sia implicato, sindaco, prete o altro, debba essere chiamato a rispondere in base al proprio grado di coinvolgimento.