Le tempeste solari che non fanno male

29/01/2012 - Perché alcuni di questi fenomeni sono innocui per il nostro pianeta? E’ stato a scoperto perche’ anche le tempeste solari piu’ violente possono rivelarsi innocue quando colpiscono la Terra. Lo spiega uno studio pubblicato sulla rivista Nature Physics che per

     
 

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Perché alcuni di questi fenomeni sono innocui per il nostro pianeta?

E’ stato a scoperto perche’ anche le tempeste solari piu’ violente possono rivelarsi innocue quando colpiscono la Terra. Lo spiega uno studio pubblicato sulla rivista Nature Physics che per la prima volta ha inseguito le cosiddette particelle ‘killer’ che durante le tempeste geomagnetiche scatenate dalle tempeste solari possono colpire i satelliti e mettere in ginocchio le telecomunicazioni. Il lavoro, che si deve a un gruppo di ricerca dell’universita’ della California a Los Angeles, potrebbe spiegare perche’ la tempesta solare in corso in questi giorni, che e’ la piu’ violenta dal 2005, non sta creando problemi alle telecomunicazioni ma solo spettacolari aurore.

VENTO SOLARE - I ricercatori hanno scoperto che durante le tempeste geomagnetiche non sempre le raffiche di vento solare spingono queste particelle verso la Terra (con il pericolo di colpire i satelliti) ma a volte le possono allontanare dal nostro pianeta scagliandole nello spazio interplanetario. Durante potenti eruzioni di massa coronale, il Sole, spiegano gli esperti, scaglia nello spazio parti della sua atmosfera piu’ esterna che formano una nube di particelle solari che trasportate dal vento del Sole possono arrivare a colpire la bolla magnetica che circonda la Terra, ossia la magnetosfera terrestre e possono innescare tempeste geomagnetiche. Queste raffiche di vento solare, sottolineano gli esperti, hanno un effetto peculiare sulle fasce di Van Allen, due regioni a forma di ciambella che circondano la Terra ricche dei cosiddetti elettroni killer, che sono carichi di energia. Sono queste le particelle che il vento solare puo’ spingere verso la Terra.

VERSO LO SPAZIO – Ma questo fenomeno non sempre accade, anzi qualche volta e’ stato osservato che durante il picco di una tempesta geomagnetica gli elettroni nelle fasce di Van Allen diminuiscono in modo drastico. Finora, nessuno sapeva dove questi elettroni killer mancanti andassero a finire. Scoprirlo e’ stato possibile monitorando una recente tempesta geomagnetica, avvenuta il 6 gennaio scorso, grazie a 11 satelliti che comprendono i satelliti Themis (della Nasa), Goes (gestiti dalla National Oceanic and Atmospheric Administration, Noaa), i satelliti Poes (gestiti da NOAA e Organizzazione Europea per lo sfruttamento dei satelliti meteorologici, Eumetsat). I satelliti hanno permesso di seguire gli elettroni in ‘fuga’ mostrando che durante la recente tempesta solo una piccola quantita’ di elettroni e’ stata spinta dal vento solare verso la Terra mentre la stragrande maggioranza e’ stata spinta verso lo spazio interplanetario. (ANSA)

     
 

1 Commento

  1. Geronimo scrive:

    Le mitiche fasce di van Allen, uanltromisterodei nostri tempi; se ne parla solo per dire che ci proteggono dalle insidie del cosmo e delle tempeste solari, altro non è dato sapere; non è dato sapere cosa le generi, quanto sono intense, che materia è intrappolata al loro interno,, cosa succede alla materia quando passa attraverso di esse, quali sono le intensità dei fenomeni elettrici coinvolti (elettroni che volano via in soldoni significa corrente elettrica che vola via) .

    Le fasce di Van Allen, un argomento intressante ridotto a semplice ombrello cosmico; chissà se mai un giorno potremo attraversarle senza che l’induzione ci dia una scladatina.

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