Costa Concordia: come funzionerà il defueling?

28/01/2012 - fuori il carburante e dentro l’acqua Come funzionerà il defueling della Costa Concordia? Ne parla Bart Huizing, salvage master della olandese Smit, la società incaricata del “defueling” della nave naufragata all’Isola del Giglio. “Vengono praticati due fori da 16 centimetri

     
 

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fuori il carburante e dentro l’acqua

Come funzionerà il defueling della Costa Concordia? Ne parla Bart Huizing, salvage master della olandese Smit, la società incaricata del “defueling” della nave naufragata all’Isola del Giglio. “Vengono praticati due fori da 16 centimetri in ognuno dei sei serbatoi esterni della Costa Concordia, per estrarre carburante e immettere acqua”.

HOT – TAPPING - “La prima operazione che abbiamo fatto – ha continuato Huizing – è stata un’investigazione con i sub alle sei cisterne nella zona di prua che contengono più del 50% del carburante. Dopo aver identificato i punti esatti, hanno installato le valvole con sistema “hot-tapping”. Per ogni valvola servono quattro fori e altrettante viti. A questo punto viene praticato il foro da 16 centimetri in cui vengono agganciati i tubi. In ogni serbatoio sono montate due valvole: una in alto per estrarre il carburante e una in basso per far entrare acqua”.

CISTERNA RICEVENTE - “Al momento -ha continuato Huinzig- è stata completata l’operazione su 4 delle 6 cisterne disposte nella parte esterna dello scafo. Il carburante estratto – ha precisato Huizing – sarà fatto confluire direttamente nella cisterna ricevente, su una nave che sarà ancorata accanto alla Meloria, il pontone agganciato alla Concordia che funge da base per le operazioni”.

PENSIAMO SOLO AL CARBURANTE - Martijn Schuttevaer, portavoce della Smit, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha assicurato che “la cooperazione con le autorità è ottima, ci sono scambi di informazioni costanti”. Al momento, ha precisato, la Smit è stata incaricata solo del recupero del carburante, ma non del recupero degli altri materiali inquinanti all’interno della nave: “Al momento non abbiamo questo tipo di contratto, siamo disponibili a discuterne”, ha spiegato. (ASCA)

     
 

6 Commenti

  1. el azzaharita scrive:

    quelli che vogliono tirar fuori il carburante non sono istruiti da un genio. Quello che li dirige non ha capito un cavolo: solo il prode bertolasino risce a far spiaccicar il volo d’all’aquila per ciucciar il petrolio! altro che! ……………………ingenui e malfidenti

  2. alfredo scrive:

    Oggi maltempo ed anche domani. L’importante è iniziare e fare presto, il mare del Giglio è da conservare!

  3. bau scrive:

    ma che sai tu??? sono dei professionisti
    e riusciranno a fare quello che si hanno proposto!!!!

    • D'amario benito scrive:

      secondo il mio parere prima di tutto si dovrebbe riparare la falla.Successivamente aspirare il carburante e contemporaneamente immettere acqua nei serbatoi mentre vengono svuotati.Aspirando l’acqua direttamente dalla nave cosi che la nave si raddrizerebbe lentamente controllandola.

  4. Vito scrive:

    Ricordiamo inoltre che la zona è all’interno del triangolo dei cetacei dove vivono e si riproducono balene, delfini e capodogli. Dopo la tragedia per le vite umane almeno adesso il massimo impegno per evitare ulteriore inquinamento.

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