Il fondo anticrisi per le coppie gay

28/01/2012 - Coraggiosa decisione di Pisapia a Milano. Il Pd protesta Secondo il Partito Democratico è una fuga in avanti.La decisione della giunta Pisapia di aprire il fondo anticrisi anche alle coppie di fatto scatena reazioni nella giunta e in Consiglio a

     
 

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Coraggiosa decisione di Pisapia a Milano. Il Pd protesta

Secondo il Partito Democratico è una fuga in avanti.La decisione della giunta Pisapia di aprire il fondo anticrisi anche alle coppie di fatto scatena reazioni nella giunta e in Consiglio a Milano, facendo arrabbiare l’opposizione ma anche la maggioranza:

La decisione della giunta ha provocato però una spaccatura nel principale partito di maggioranza, il Pd, e le proteste della capogruppo in consiglio comunale Carmela Rozza, che aveva invitato la coalizione a rinviare il dibattito sulla creazione del registro delle coppie di fatto a dopo la visita del Papa, in programma aMilano il 3 giugno per l’incontro mondiale delle famiglie. Critiche sono arrivate dall’ala cattolica del Pdl e dalla Lega. Anche la Cgil ha protestato per non essere stata coinvolta nella discussione su come distribuire i fondi. Fatto sta che da ieri i contributi fino a 5 mila euro per le famiglie in difficoltà e per le spese legate all’acquisto della prima casa o all’affitto potranno andare anche alle coppie di fatto. Per accedere agli assegni del Comune – in tutto oltre 4 milioni di euro disponibili – basterà dimostrare un Isee inferiore a 25 mila euro, avere meno di 40 anni, essere sposati o, appunto, «coabitanti nello stato di famiglia per sussistenza di vincolo affettivo al primo gennaio 2012». «Il contributo—conferma l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino (Pd), firmatario della delibera con la titolare delle Politiche per il Lavoro, Cristina Tajani (Sel) — potrà essere attribuito anche a coppie dello stesso sesso».

Con il provvedimento di ieri la giunta di centrosinistra ha rimesso in moto complessivamente 6,4 milioni di euro residui del Fondo anticrisi 2010 deliberato dalla Moratti, ma non aveva calcolato probabilmente le scintille che avrebbe provocato la modifica del bando prima riservato alle sole coppie sposate:

«Sono dispiaciuto per le polemiche, ma vogliamo essere accanto a tutti coloro che hanno bisogno—frena l’assessore Majorino—. Comunque è una sperimentazione». Nel Pd la tensione sale. La consigliera Marilisa D’Amico, presidente della Commissione Affari Istituzionali, parla di «una fuga in avanti» della giunta. «È una decisione inopportuna — rincara — perché realizza una fuga in avanti che rischia di dividere e creare conflitti, mentre questo grande tema civile va approfondito in sede consiliare, realizzando una larga convergenza tra le forze politiche». «Una forzatura inutile che rischia solo di aprire un conflitto nella città—incalza la capogruppo del Pd, Carmela Rozza—Anticipare e creare una guerra santa è sbagliato se si vuole davvero raggiungere l’obiettivo del registro delle coppie di fatto».

Critico anche il vicepresidente del consiglio comunale, Andrea Fanzago, ala cattolica del Pd:

«Una fuga in avanti – ribadisce — Tra l’altro spetterebbe al consiglio decidere i criteri per utilizzare il fondo anticrisi». L’opposizione parla di «insulto al buon senso». «Dov’era la componente cattolica della giunta quando è stata votata questa delibera indecente?», si domanda l’ex vicesindaco Riccardo De Corato, senatore pidiellino. «Visto che in modo proditorio si sta parlando di coppie di fatto—attacca Carlo Masseroli, capogruppo del Pdl a Palazzo Marino, ciellino—si faccia allora un dibattito aperto e libero, senza tentennamenti ». Ma il vicesindaco Maria Grazia Guida, cattolica, getta acqua sul fuoco: «E’ un provvedimento che riguarda il sostegno alla povertà. Non è il registro delle unioni di fatto»

     
 

14 Commenti

  1. el azzaharita scrive:

    pisapia! avanti insci! ga ore ‘nda vànti su sta strada, fa capì a ‘sti bigòtt che l’avvenire l’è in su ‘sta strada, no in la gesa. Sa euran sutà a pregà, poeden a pregà in ca’ sùa, tame’ i àrabi. Chi gh’in’scì, cumanda nò, dumà la lega ma, anca nunc……………dighe’el!

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