Stupri e codice penale
23/02/2009 - CHE PENA – La pena prevista per uno stupro (art. 609/Bis del Codice Penale) è da cinque a dieci anni. Non tanti, a dire il vero, ma dieci anni sono pur sempre dieci anni, a patto di farseli sul serio.
CHE PENA – La pena prevista per uno stupro (art. 609/Bis del Codice Penale) è da cinque a dieci anni. Non tanti, a dire il vero, ma dieci anni sono pur sempre dieci anni, a
patto di farseli sul serio. Ma persino se parliamo di un semplice furto in abitazione la pena massima può arrivare a dieci anni. E allora, come si spiega che ogni anno si consumano 800.000 furti? Vi pare che se ogni ladro arrestato e condannato (non diciamo la prima volta, ma almeno la seconda) si facesse i suoi bravi dieci anni di carcere, ce ne sarebbero così tanti a piede libero e ci sarebbe un numero così immane di furti? Facciamo un esempio chiarificatore. Immaginate di commettere, uno dopo l’altro, una decina di furti in appartamento. Immaginate anche di essere stati scoperti e denunciati per tutti e dieci i furti. Teoricamente rischiate qualcosa come cent’anni di carcere (a dieci anni l’uno…). Però un buon avvocato può fare in modo che quei dieci furti, anziché essere considerati come dieci reati a sé stanti, siano considerati un unico reato continuato. Non si potrebbe, a dire il vero, ma se giudice e/o pubblico ministero accettano l’interpretazione elastica (e succede più spesso di quanto non immaginiate), allora si applicherà la pena stabilita per il reato più grave aumentata fino al triplo. Già siamo scesi da un massimo di 100 anni a un massimo di 30 anni. Ma qual’è la pena stabilita sulla quale poi applicare la triplicazione? Non è mica detto che debba essere la massima. Il giudice prima deve stabilire la pena applicabile tra un minimo di tre anni a un massimo di dieci, e poi tri
plicare. Può quindi decidere per tre anni come base di partenza del calcolo. Attenzione, però: la legge (art. 81 del Codice Penale) dice fino al triplo. Questo significa che si può aumentare anche solo un pochino. Si può fare quattro anni, ad esempio. E se si sfrutta la possibilità di un rito alternativo, se si concedono le attenuanti generiche, alla fine per quei dieci furti può venir fuori una condanna di appena 18 mesi, con buone probabilità che la condanna stessa sia sospesa. Capite bene, però, che se dall’altra parte c’è un magistrato intransigente, un giochetto del genere non riesce. Ma capite anche bene che se quei dieci furti sono stati commessi da un povero cristo che si è limitato a rubare un tozzo di pane o un paio di mele per mangiare, non è mica giusto che lo si condanni a qualche decina di anni di carcere, come meriterebbe invece chi ha svaligiato decine di banche o appartamenti per arricchirsi. Va quindi benissimo che la legge consenta di graduare così tanto la pena (da pochi mesi a cent’anni nel nostro caso) lasciando che sia il magistrato a decidere e a valutare, sulla base del caso concreto. Una giustizia inflessibile e cieca che tratti tutti allo stesso modo senza alcun criterio di proporzionalità, sarebbe un’ingiustizia.
COSA FARE?- Ora, è certamente vero che i benefici previsti (in termini di pena) per i condannati sono eccessivi. E’ certamente vero che sarebbe opportuno negare questi benefici a chi si è macchiato di reati particolarmente abbietti e a chi è recidivo. Ma è anche vero che una certa elasticità delle norme deve restare, e spetta ai magistrati valutare il corretto equilibrio tra reato
commesso e sanzione concretamente applicata. La correttezza di questa valutazione è il vero nocciolo della questione. Servono criteri che definiscano con sufficiente precisione limiti e modalità entro i quali debba muoversi questo potere di valutazione o potere discrezionale che dir si voglia. Ma sia che si decida di affrontare la questione riducendo l’elasticità delle norme, sia che si decida di affrontarla disciplinando adeguatamente il potere discrezionale dei magistrati, è bene tenere a mente un aspetto importante: se iniziamo a condannare seriamente i delinquenti, siano essi stupratori o assassini o ladruncoli, e a pretendere che scontino tutta la loro pena in carcere, non sapremmo dove metterli. Già oggi gli istituti penitenziari sono troppo affollati rispetto alle loro capacità (la storia dell’ultimo indulto dimostra le dimensioni del problema), figuriamoci cosa accadrebbe se tutti i criminali dovessero finalmente scontare per intero le pene che si meritano. Di fronte a un problema così ampio, articolato e complesso, la risposta non può essere semplicemente quella di “aumentare le pene per gli stupratori“. E’ opportuno aumentare le pene (o meglio, diminuire i benefici, e non solo agli stupratori), ma occorre anche costruire nuove strutture carcerarie (il che implica anche un significativo potenziamento degli organici della Polizia Penitenziaria) e fare in modo che le sentenze dei magistrati, inflitte in nome del popolo italiano, si avvicinino realmente a ciò che il popolo italiano vorrebbe.













@Gregory
bah… non so
Per esempio si potrebbe riportare, se esiste, una fonte ufficiale che dia ragione degli esiti dei processi di cui sopra dal punto di vista dei magistrati, così.. tanto per avere un quadro completo.
Viceversa si potrebbe anche dichiarare che in mancanza di uno straccio di statistica si sono sentiti i pareri di due o tre magistrati che ovviamente non costituiscono un campione significativo di nulla ma che almeno danno un punto di vista in più.
Capisco perfettamente che per scrivere un articolo spesso di hanno a disposizione solo poche ore, ma le aspettavive su Giornalettismo sono grandi… sennò tantovale dare una sbirciata a repubblica con annesse tette pubblicitarie.
……………………….
Tanto per aggiungere opinione a opinione posso anche dire che l\’articolo sorvola su un\’altro aspetto forse non secondario.
Si dice (altra opinione da verificare e approfondire magari chiedendolo ai diretti protagonisti) che la carriera dei magistrati possa essere pesantemente influenzata da errori giudiziari di varia natura (http://web.tiscali.it/magind/anm60.htm — fonte del 2004 dell\’AMN).
Per ovviare a questo simpatico meccanismo i magistrati tendono in generale a vanificare il lavoro degli organi di polizia perché essi portano a quadri accusatori non del tutto privi di rischi: come dire che se le provere a carico di imputato non portano ad un processo dall\’esito più che scontato i magistrato preferiscono in linea generale non rischiarci lo stipendio ed il prestigio.
Questa stessa ragione sarebbe, almeno in parte, alla base di queste sentenze così poco nette.
Alexis, scusa ma il tuo ragionamento presuppone che ogni carcerato abbia commesso un solo reato.
http://www.unita.it/news/81705/aumentano_gli_stupri_commessi_dagli_immigrati
Temo serva una errata corrige.
In generale, il decreto è sicuramente demagogico, ma perlomeno qualcuno ha cominciato a fare un passo nella giusta direzione. Più che d’accordo con la conclusione.
Raccontata cosi sembra che i magistrati scelgano di comminare pene minime per una loro propensione naturale: sara veramente cosi?
A quanto pare è veramente così, a giudicare dai rapporti del DAP (Amministrazione Penitenziaria):
http://legxv.camera.it/resoconti/resoconto_allegato.asp?idSeduta=230&resoconto=bt11¶m=bt11
Cito dal ling testualmente:
…risulta che la rapina a mano armata e lo spaccio di droga sono di solito puniti con meno di due anni di carcere, la violenza sessuale con 700 giorni di media e l’omicidio con 8 anni. Queste stime sono calcolate sommando il tempo trascorso in custodia cautelare e quello di esecuzione effettiva della pena;
la durata media di detenzione per reato è incredibilmente bassa: dai 90 ai 120 giorni…
Questi sono i dati, e lasciano ben poco spazio a interpretazioni.
Più che sentire il parere di qualche magistrato (ne abbiamo sentiti a decine in TV: tutti dicono che si limitano ad applicare le leggi…) sarebbe da sentire il parere di poliziotti e carabinieri che arrestano decide di volte la stessa persona, e ancor più il parere delle vittime dei reati, che si ritrovano il colpevole sempre in libertà, anche dopo essere stato arrestato e condannato.
ling=link ….
@John B
“ne abbiamo sentiti a decine in TV: tutti dicono che si limitano ad applicare le leggi”
interessante… quindi seguendo lo stesso criterio Che parliamo a fare di Berlusconi tanto ce lo dice tutti i giorni dai TG quello che pensa(?!?).
Comunque…
Un po’ di statistica:
Dati riferiti al 2006 (fonte istat)
**Reati denunciati
2771490
**Reati con presunti colpevoli
538116
**Giudicati colpevoli
198263
Cioè il 20% (solo il 20%!!!) dei reati penali denunciati si conclude con la condanna di un colpevole e solo il 37% di quelli in cui c’è già un presunto colpevole.
La cosa soprende solo in parte se si pensa che molti delitti denunciati strumentalmente… ma resta pur sempre un dato significativo del fatto che è molto difficile provare in sede di giudizio la colpevolezza di qualcuno oltre ogni ragionevole dubbio.
Inoltre va considerato che come osservato qui http://www.penale.it/page.asp?mode=1&IDPag=60
è una prassi consolidata che le prove acquisite dall’organo di polizia siano le uniche ad essere determinati per il processo che altrimenti rischierebbe, con un buon avvovato, di durare anni (Quanto è durato il processo di cogne?? 5 anni!).
Ecco perché i magistrati tendono a non istruire processi in cui le prove non siano più che schiaccianti.
Se aggiungi questo tassello ti accorgerai che è il meccanismo giudiziario a determinare una parte dei problemi di cui il tuo articolo. OPS! ma il meccanismo giudizionario è progettato e codificato dalla politica… OPS!
Visto che ci siamo…
vogliamo anche parlare delle strutture in cui operano i magistrati?
Vogliamo parlare delle società informatiche per vincono gli appalti per la realizzazione delle infrastrutture informatiche?
Vogliamo parlare del metodo di allocazione delle risorse per le signole procure?
Vogliamo parlare del modo in cui in queste strutture vengono geestite economicamente?
ma nooooooooooo… dai è meglio semplificare il tutto dando in pasto a chi legge opinionismo che tanto sono abituati…
Oh.. dimenticavo.
Tanto per curiosità sempre relativo all’anno 2006
Multa
65434
fino a 1anno
95847
tra 1 e 2 anni
23102
tra 2 e 3
5734
tra 3 e 5
5333
tra 5 e 10
1864
Più di 10 anni
784
Ergstolo
165
Se si considera che l’ergastolo, con attenuanti e buona condotta di traduce in una pena al più di 30 anni ecco li che le altre pene non sembrano poi così sproporzionatamente basse…
Per il delitto di novi ligure furono comminati 16 anni.. di cui solo una parte in un vero e proprio carcere.
PS. una domanda a John B
Te lo ricordi che il senso del carcere è quello di recuperare e rieducare le persone e non quello lsciarle marcire in prigione?
Quanto ci si mette a recuperare un criminale?
Con quali strumenti si compie quest’opera? i magistrati ne devono tenere conto nel comminare una sansione penale? che pensi?
Quali statistiche esistono a proposito del recupero dei detenuti. Se è vero che la recidiva a un tasso così elevato il problema sono le pene inflitte o il sistema di recupero che non funziona?
non il 20% ma il 7%… pardon