Fitch boccia di nuovo l’Italia
27/01/2012 - L’agenzia di rating taglia il giudizio sul debito del Belpaese Fitch ha tagliato il rating dell’Italia di due notch portandolo da ‘A+’ ad ‘A-’ con outlook negativo. L’agenzia internazionale Fitch e’ intervenuta contestualmente sul debito di altri cinque paesi dell’Eurozona.
L’agenzia di rating taglia il giudizio sul debito del Belpaese
Fitch ha tagliato il rating dell’Italia di due notch portandolo da ‘A+’ ad ‘A-’ con outlook negativo. L’agenzia internazionale Fitch e’ intervenuta contestualmente sul debito di altri cinque paesi dell’Eurozona. Si tratta del Belgio, il cui rating passa da ‘AA+’ ad ‘AA’ con outlook negativo; Cipro da ‘BBB’ a ‘BBB-’ con outlook negativo; Irlanda per cui si conferma ‘BBB+’ ma con outlook negativo; Slovenia da ‘AA-’ ad ‘A’.
PERCHE’ – Il declassamento del rating dell’Italia e’ stato deciso da Fitch sia a causa della crisi del debito europea e ai suoi effetti, ma anche all’aumento dello spread che comporta “diverse implicazioni” sulla dinamica dei costi del debito pubblico. E’ quanto si legge nella nota dell’agenzia internazionale di rating. Gli economisti sottolineano la validita’ delle misure prese dalla manovra e della riforma delle pensioni ma allo stesso tempo sottolineano l’alto livello di spesa pubblica e del carico fiscale che frenano la ripresa. Una riforma fiscale piu’ incisiva, sottolinea Fitch, rafforzerebbe la fiducia sul fatto che un ampio avanzo primario possa essere conseguito nei prossimi anni.
DECISIONE ANNUNCIATA - Una decisione che era stata ampiamente preannunciata. Il 10 gennaio, il capo della divisione rating sovrani di Fitch, David Riley, parlo’ di una “significativa possibilita’” di un declassamento di Roma. “Una cosa che aiuterebbe l’Italia, ma che e’ al di fuori del nostro controllo immediato, e’ un’assicurazione sulla crisi di liquidita’, il che significa di base che serve un ‘muro di protezione’” – aveva spiegato Riley incontrando la stampa a Londra – In questo momento non lo abbiamo e questo e’ motivo di seria preoccupazione per quanto riguarda l’Italia. E’ una delle ragioni per le quali abbiamo messo l’Italia sotto osservazione con implicazioni negative ed e’ una delle ragioni per le quali c’e’ una significativa possibilita’ che, una volta conclusa la revisione, il rating dell’Italia cali”.
IL GIORNO SEGUENTE - Appena il giorno successivo Riley era tornato sullo stesso punto invitando la Bce a rafforzare il suo programma di acquisto di titoli di stato dell’Italia per evitare un “catastrofico” collasso dell’euro. “E’ difficile pensare che l’euro potra’ sopravvivere – aveva aggiunto Riley – se l’Italia non dovesse farcela”. L’Italia, aveva concluso, e’ politicamente ed economicamente troppo importante per essere lasciata fallire, ma “si puo’ anche sostenere che e’ troppo grande per essere salvata”. Il 17 gennaio, Riley aveva confermato che l’Italia insomma era “a rischio”. E il giorno successivo, cioe’ il 18 gennaio, Alessandro Settepani, il senior director di Fitch, aveva previsto un “possibile taglio di due note” del rating sovrano. La revisione insomma era nell’aria, e basata, come avea preannunciato, “sui livelli dei finanziamenti e sulla crescita economica”.













Semplicemente dei gran fitch di mignott!
invece per fitch, lehman & brothers godeva di ottima salute sino all’ultimo. ma fottetevi pezzi di merda, siete attendibili quanto i congiuntivi di di pietro.