“Non hai la dote? E io ti uccido”

27/01/2012 - In India tante donne vengono assassinate per aver disatteso gli accordi economici matrimoniali All’incirca ogni ora una sposa indiana è uccisa dai familiari del marito perché non paga la dote “patteggiata” al momento del matrimonio combinato dai genitori. GLI OMICIDI

     
 

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In India tante donne vengono assassinate per aver disatteso gli accordi economici matrimoniali

All’incirca ogni ora una sposa indiana è uccisa dai familiari del marito perché non paga la dote “patteggiata” al momento del matrimonio combinato dai genitori.

GLI OMICIDI - Lo riferisce oggi il Times of India in un’inchiesta sul fenomeno che definisce “vergognoso”. Nonostante sia stata dichiarata illegale mezzo secolo fa, la dote femminile è ancora molto radicata sia nelle metropoli che nei villaggi indiani ed é una delle principali cause della violenza domestica contro le donne. Le donne spesso vengono bruciate vive da avidi mariti o dai loro parenti.

LA TRADIZIONE – Nel 2010 sono stati registrati in India 8391 casi di omicidio da dote. I calcoli dimostrano che nel Paese viene uccisa, approssimativamente, una donna ogni ora. Putroppo si tratta di un fenomeno in crescita. Nel 2000 vennero registrati “solo” 6995 casi a fronte di chissà quanti realmente avvenuti. La dote rappresenta un’antica tradizione delle classi più elevate, ma nel diciannovesimo secolo si è diffusa anche negli strati sociali più bassi. Con il passare degli anni, poi, il suo significato è notevolmente mutato, trasformandosi da gesto simbolico a opportunità per gli uomini e le loro famiglie per mettere le mani su soldi, gioielli e beni di consumo.

LE LEGGI – La dote è ufficialmente proibita dalla legge fin dal 1961, ma questa norma non è mai entrata a regime. Secondo le intenzioni del Governo, la Polizia avrebbe dovuto controllare distretto per distretto che non avvenisse più questa pratica, sradicandola dalle fondamenta. Putroppo questo non è successo, e le violenze continuano indisturbate. Le continue e veementi proteste dei gruppi per la tutela delle donne hanno spinto il Governo, nel 1986, a modificare il codice penale inserendo due sezioni: la 304B, che tratta in maniera specifica la morte da dote, e la sezione 498A, nella quale si specificano le responsabilità di mariti e parenti dell’uomo in relazione al reato.

I NUMERI - Neanche queste due modifiche sono riuscite a far cambiare le cose. Anzi, si è arrivati al paradosso per cui gli incriminati per l’omicio da dote sono diminuiti tra il 2000 e il 2010, passando dal 37 per cento dei casi al 34, nonostante siano aumentati, e di parecchio, i dati relativi al numero di donne uccise. A rimanere stranamente bassi anche il numero di incriminati di violenza, pari al 19 per cento dei 94 mila casi registrati in tutto il 2010. I dati, come testimoniato dal Times of India, dimostrano come il Governo, nonostante i proclami, non riesca a far valere la legge.

LE CAMPAGNE – Purtroppo in India manca una seria campagna di sensibilizzazione pubblica che combatta realmente il fenomeno dell’omicidio per dote. Nel Paese le donne sono considerate un fardello per i propri genitori, e molto spesso le famiglie vanno incontro al “fallimento” economico per farle sposare. Per questo motivo spesso le coppie vengono “pilotate” e le ragazze   costrette con la violenza a un matrimonio che neanche vogliono, e che probabilmente le porterà a morire su un rogo ingiusto.

     
 

4 Commenti

  1. Indian Cojones scrive:

    Ma questi trogloditi del 21° secolo per quele motivo e per cosa si sposano? Alla fica ci pensano mai? Porco Vishnu!

    • gigi scrive:

      in quelle società la donna è un peso per il marito, in quanto non lavora; se poi al marito non arriva neanche la dote pattuita è inevitabile che accòppi la moglie..

  2. Sandeh scrive:

    Caro Gigi le donne lavorano più degli uomini in india…. costruiscono strade, palazzi, le trovi ovunque c’è un lavoro faticoso spesso con i piccoli legati sul dorso.. quindi prima di aprire la bocca per esprimere parole non veritiere informati. grazie

  3. pierina-piana scrive:

    Per me è l’ignoranza,!!!!!!!
    Ma si può siamo nel 20esimo secolo!

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