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Sergio Chiamparino e Matteo Renzi non si parlano più

Lo racconta Il Corriere della Sera: il rapporto tra Sergio Chiamparino e Matteo Renzi non sarebbe dei migliori. Tra il presidente della Regione Piemonte e il premier c’è ora assenza di collaborazione e interlocuzione. I contatti sono sempre più rari:

Avevano molte cose in comune, la voglia di cambiare il Pd, il turbo riformismo, la difesa di Sergio Marchionne, una buona dose di cinismo, la solitudine politica. Adesso non si sentono più. Solo qualche laconico messaggino, ma proprio uno ogni tanto. E insomma, hai voglia a fare finta di niente, ma poi certe cose si vengono a sapere. Le dimissioni di Sergio Chiamparino dalla presidenza della Conferenza Stato-Regioni, ad esempio. Sono state motivate con una questione di coerenza, il bilancio del Piemonte è una voragine causata dall’interpretazione sbagliata di una ambigua legge nazionale, meglio andarsene per non evitare illazioni e malignità su un eventuale conflitto di interessi. Certo, c’è anche quello, ci mancherebbe. Ma non è un mistero che l’altra ragione di un addio irrevocabile, maturato dopo inutili attese davanti al display del telefonino, è l’assenza di collaborazione e interlocuzione dell’amico giovane, Matteo Renzi, che sembra tanto cambiato dai vecchi tempi.

 

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Il Corriere ricorda come Chiamparino sia stato uno dei amministratori a sostenere con convinzione Renzi, fin dai tempi della Leopolda, nel 2011. Il più giovane dei due propose il più maturo come presidente della Repubblica, prima che Giorgio Napolitano accettasse il secondo incarico. Qualcosa sembra però essersi incrinato, da un anno a questa parte:

Da quando è arrivato alla guida di una Regione, istituzione che il suo amico giovane non ama troppo, qualcosa è cambiato. Contatti sempre più rarefatti, silenzi eloquenti, risposte sarcastiche a rilievi fatti da presidente di una struttura che già nel nome contiene l’idea del confronto tra amministrazione centrale e locale.

(Foto di copertina: ANSA / ALESSANDRO DI MARCO)