Economia

I veri colpevoli dell’eurocrisi

26 gennaio 2012

L’opinione pubblica europea è sempre più orientata contro i politici e la classe di governo del Vecchio Continente

L’antipolitica non è un fenomeno solo italiano. In tutta Europa l’impopolarità delle classi dirigenti è un dato piuttosto comune. La crisi e i suoi pesanti effetti economici e sociali – disoccupazione, fallimenti aziendali, riduzioni di prestazioni e servizi offerti dallo Stato – genera un’inquietudine diffusa che trova in chi dirige i paesi europei il primo responsabile.

I POLITICI NON PIACCIONO – L’istituto demoscopico Gallup, la più antica casa di sondaggi americana, fondata nei lontani anni trenta, ha pubblicato nei giorni scorsi i risultati di un una complessa indagine sulla popolarità dei leader europei. Gallup ha testato il gradimento dell’operato delle cariche apicali dei ventisette paesi che formano l’Unione Europea, anche se la diversa funzione svolta determina risultati alquanto differenti. I presidenti della Repubblica che svolgono un compito prevalentemente rappresentativo sono infatti risultati i politici in testa alla graduatoria, beneficiando delle poche responsabilità politiche che i loro incarichi impongono. Ben diversa è invece la situazione per i primi ministri o presidenti che guidano i paesi e devono prendere le decisioni più impopolari, in questo momento quelle a carattere economico o sociale. La maggior parte di questi leader si trovano in condizione di estrema impopolarità, un dato piuttosto omogeneo sul Vecchio Continente, che evidenzia una volta di più quante tracce abbia lasciato la Lesser Depression prima e la successiva crisi dell’eurodebito poi. L’orientamento ideologico appare l’ultimo fattore responsabile dell’apprezzamento dei singoli politici, e nonostante l’evidente spostamento a destra dell’elettorato europeo registrato in questi anni, i primi ministri o presidenti conservatori subiscono gli effetti della crisi quanto i pochissimi socialisti rimasti in carica.

7 commenti a I veri colpevoli dell’eurocrisi

  1. L’unica finanziaria che il banchiere, Monti, avrebbe dovuto fare, per essere serio e credibile come professore e matematico, avrebbe dovuto essere una finanziaria da 80 miliardi di euro, 40 messi sul banco dal 10% di italiani che ha il 50% della ricchezza, e 40 dal 90% di italiani che si dividono gli avanzi, nemmeno in parti uguali e dunque, anche questi avrebbero dovuto pagare in base al loro reddito.

    • giorgio

      Hai ragione da vendere Natalino…ma se così avesse fatto, la crisi in Italia sarebbe finita…dunque come rubare ancora sovranità al popolo Italiano per regalarla agli Olicarchi Europei senza il senso di crisi continua e spread altalenante?

  2. Cliccate qui per vedere la fonte del post.

    • Angelo

      Io sono d’accordo con te, ma devi considerare che viviamo in “america”, quello che dici va decisamente contro il capitalismo, la democrazia e la libertà americana… E comunque una finanziaria come da te proposta non sarebbe stata “credibile” e non avrebbe fatto scendere lo spread, solo massacrando i poveri si “riprendono” i mercati…
      Saluti.

      • giorgio

        Lo spread lo manipolano a loro piacimento…si alza quando un governo democraticamente eletto deve essere dimesso e si abbassa ogni qualvolta i tecnocrati mettono un ulteriore balzello al popolo…una sorta di falso zuccherino per indorare la pillola amara. Mi auguro che PDL apra presto gli occhi e faccia cadere Monti…prima che sia tardi. Ma le aziende di Berlusconi sono sotto minaccia, pertanto….

  3. el azzaharita

    Nel nome di Allah! potente e misericordioso. Governo Monti: AVANTI!

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