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L’alba tragica del paladino no-euro

La notizia aveva strappato un sorriso fin dal lancio:

barnardUna cantonata mica da ridere, ma in fondo gli scontri buffi tra gli ubriachi diretti verso la branda e i lavoratori appena svegli, fanno da sempre parte della tradizione dei biasanot bolognesi, quelli che «masticano la notte», notte dopo notte, tra i portici cosce di mamma Bologna. Così l’ha raccontata il Corriere:

 Non ha capito che i biscotti a forma di bara, con sopra una croce, esposti nella vetrina di un forno erano un’idea per festeggiare Halloween ed è andato su tutte le furie, accusando il negoziante di vilipendio alla religione.
È accaduto all’alba in via Emilia Levante, alla periferia di Bologna, dove per riportare alla calma il cliente «molesto» è dovuta intervenire la polizia. L’uomo, un 57enne bolognese, oltre che con il fornaio se l’è presa anche con gli agenti, con una serie di insulti che gli sono costati una denuncia. A quanto pare era entrato per comprare due tranci di pizza ed era un po’ «alticcio» quando ha cominciato a protestare per la presenza, a lui sgradita, dei biscotti a forma di bara, che giudicava offensivi verso la religione cristiana. A nulla sono valse le spiegazioni del commerciante, che si è visto costretto a chiamare il 113. L’uomo, che ha aggredito verbalmente i poliziotti, è accusato di minacce e oltraggio a pubblico ufficiale ed è stato anche sanzionato per ubriachezza manifesta.

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LA RISPOSTA DEL DENUNCIATO  –

Poteva finire con una risata, ma poi l’autore della prodezza si è manifestato pubblicamente con un pezzo sul suo blog, rivendicando di essere nel giusto e, nell’occasione, coprendo di contumelie il fornaio e gli agenti intervenuti. È così che Paolo Barnard, già giornalista e  alfiere dei no-euro, si è rivelato per il mitico «57enne» segnalato dalla cronaca del Corriere e ha rivendicato con orgoglio la sua azione, denunciando le angherie delle quali, dice, sarebbe invece stato vittima, come quando gli han rotto di un braccio perché protestava contro un camorrista (?). Tutto sommato una confessione in piena regola, condita da espressioni che difficilmente miglioreranno la posizione processuale del nostro. Ma Barnard non ha paura di rivendicarsela, anche se a ben vedere nel suo resoconto manca di spiegare un dettaglio non secondario, che invece la cronaca del Corriere sottolinea dandogli evidenza: quello della sua presunta ubriachezza manifesta, nonché molesta. Un dettaglio stranamente dimenticato nella sua difesa a mente fredda e a bocce ferme, affidata con calma e la consueta misura al giudizio della rete.