Il diritto a scomparire da Internet

24/01/2012 - L’Ue sta studiando una legge per rimuovere su richiesta ogni traccia delle informazioni dell’utente Frequentare siti, iscriversi alle community virtuali e comunicare attraverso i social network significa lasciare traccie del proprio passaggio sul web. Ma presto una legge europea potrebbe

     
 

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L’Ue sta studiando una legge per rimuovere su richiesta ogni traccia delle informazioni dell’utente

Frequentare siti, iscriversi alle community virtuali e comunicare attraverso i social network significa lasciare traccie del proprio passaggio sul web. Ma presto una legge europea potrebbe facilitarne la completa rimozione. Il Commissario europeo alla Giustizia Viviane Reding ha presentato al Digital Life Design (DLD) di Monaco di Baviera una proposta di legge per consentire la rimozione dai server, su richiesta, di tutte le informazioni personali degli utenti di Internet.

LA RICHIESTA DELL’UTENTE - Stando alle nuove norme gli internauti potranno mettere nero su bianco la loro volontà di vedere eliminati dalla rete tutti i propri dati, e, conseguentemente, le aziende che operano in Internet dovranno adeguarsi alla decisione dell’utente, a meno che non ci siano “legittimi” motivi per conservare nelle proprie memorie le informazioni. Le aziende, oltretutto, saranno obbligate, nel caso di hackeraggio, ad informare gli utenti e le autorità per eventuali perdite di dati o violazioni della privacy entro 24 ore dall’attacco.

FORTE TUTELA DEI DATI PERSONALI - Il disegno di legge, insomma, vuole essere un consistente rafforzamento della tutela della privacy. Le società, secondo il testo proposto dalla Reding – non potranno utilizzare i dati dei clienti senza averne esplicitamente fatto richiesta, e dovranno anche informare gli utenti su quando e perché quelle informazioni verranno utilizzate. La legge, poi, potrà essere applicata anche alle società straniere operanti nell’Unione Europea, ed anche se tali società hanno conservato i dati interessati al provvedimento su server posizionati all’estero.

SANZIONI PESANTI - Il testo prevede sanzioni fino all’1 percento del fatturato per le aziende che non si adeguano alle nuove norme. Secondo la Reding la nuova legge snellirebbe la normativa e i regolamenti finora in vigore per la tutela della privacy e le aziende risparmierebbero circa 3 miliardi di euro l’anno. La cattiva notizia per gli attivisti è che dopo l’approvazione delle norme, esse dovranno essere fatte proprie dai governi nazionali. Con il rischio di un ulteriore slittamento dei tempi di attuazione.

     
 

4 Commenti

  1. Isotta scrive:

    “traccie”???

  2. Isabella scrive:

    Se si parla di dati sensibili di utenti “comuni” va benissimo ..spero non sia un’escamotage per garantire quel “diritto all’oblio ” che si voleva dare ai politici ed amministratori di questo Paese , specie per quel che riguardava piccole “pendenze” o precedenti con la giustizia nell’esercizio delle loro “funzioni”.

    • Putascia Bagana scrive:

      Ma è certamente quello lo scopo vero, far sparire le notizie storiche che ci fanno sapere ogni cosa riguardo gentaglia come Berlusconi e i suoi servi di ogni specie, oppure gentaglia come quelli, di qualsiasi colore politico, che siede in Parlamento e non ne è degna.
      L’impostante che quelle “tracce” restino benimpresse nei database degli archivi dei giornali e dei siti di informazione in generale.

  3. gigi scrive:

    con l’1% del fatturato come multa le aziende possono sbattersene allegramente i c.. e continuare a fare quello che gli pare.. l’equivalente per me di una multa per divieto di sosta,..

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