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Internidi Abramo Rincoln (Abr)
pubblicato il 20 febbraio 2009 alle 11:30 dallo stesso autore - torna alla home

Emergenza “cattivi”? Che la presente rubrica torni stavolta a incarnare il suo ruolo: si accenna al mainstream media ma in realta’ il bersaglio delle “abrasioni” e’ il conventional wisdom buonista in questi tempi di violenza diffusa. Con un po’ di considerazioni scorrettissime ” a pioggia”.

Controcorrente è la rubrica periodica – piaccia o meno – di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Può causare allergie, sonnolenza e dare assuefazione.

NEWS – “Notizie dall’Eurabia: al noto sovversivo olandese Geert Wilders autore del film “Fitna” calunniatore dei valori musulmani ed eletto deputato per una formazione estremista in Olanda, le autorità di Publica Sicurezza del Londonistan hanno negato l’ingresso perchè «sue dichiarazioni contro i musulmani minacciano l’armonia della comunità e muz%20geert Eurabiadunque la sicurezza pubblica nel Regno Unito». Contemporaneamente Robert Redeker, l’insegnante francese che ha osato scrivere su Le Monde un articolo falso e tendenzioso contro il fondamentalismo islamista in Europa è stato rimosso dal suo lavoro e vive rintanato nella clandestinità. Anche l’altra rinnegata olandese Ayaan Hirsi Ali sconta la sua vita braccata sotto perenne scorta. Dopo vent’anni esatti dalla fatwa scagliata contro Salman Rushdie, a Dio piacendo si vanno finalmente ponendo le basi per il rispetto reciproco e la corretta convivenza degli autoctoni con la cultura della crescente comunità europea islamica.” Toni a parte, non stiamo esagerando, non è realtà romanzata: si tratta di fatti che stanno realmente avvenendo in Europa. Potremmo anche aggiungerne altri, come ad esempio la recente proibizione da parte delle autorità comunali di Bruxelles di ricordare l’undici di settembre con …. manifestazioni di piazza? Sfilate? No, nulla di tutto questo: con un minuscolo minuto di silenzio. A Bruxelles evidentemente c’è chi si preoccupa di evitare “provocazioni” di rilievo come mettersi a pensare per un minuto dove sono finiti, cosa che potrebbe “turbare” una comunità le cui dimensioni nessuno sa con precisione, ma viene oramai stimata contate fino a un terzo della popolazione urbana. Un po’ come si dovrebbe trattare la Shoah secondo qualche mullah iraniano e forse anche qualche ecclesiastico ex lefebvriano insomma.

MI CONSENTA – Gestiamo un po’ di obiezioni, com’è giusto fare in una parte di mondo che, almeno dal punto di vista formale, si fonda (ancora) sul dialogo e sulla legittima contrapposizione di dialettiche e di idee. Uno può legittimamente dire: “Occhio a Geert Wilders, ha delle idee lievemente objection Eurabiaparanoiche riguardo all’Islam“; oppure si potrebbe sostenere che l’articolo del francese Redeker fosse un po’ troppo veemente, o che la storia di Ayaan Hirsi Ali sia stata esagerata dai media. Dopotutto la libertà di espressione deve trovare dei limiti, tipo il divieto di ricostituzione del partito fascista in Italia o di quelli comunisti in Ungheria e in alcuni Paesi Baltici; giusto quindi considerare i cambiamenti non solo climatici ma anche etnico-religioso-geopolitici e agire di conseguenza, minimizzando ogni potenziale focolaio di tensioni. Posizione apparentemente legittima. In realtà del tutto contestabile: qui stiamo parlando non di movimenti o di partiti, qui siamo arrivati all’individuo, al conculcare il diritto non solo di parola, ma anche al libero movimento e al lavoro. Siamo arrivati all’essere considerati “pericolo pubblico” a prescindere dai fatti ma solo sulla base del “fastidio” che certe idee, film o vignette potrebbero ingenerare in una minoranza della popolazione.  Mentre tutta questa cattiveria intollerante con cui l’Islam immigrato in Eurabia difende le proprie prerogative e allarga i propri spazi viene giustificata o al più bellamente ignorata dalle masse nutrite a pane, Grande Fratello e mainstream, è invece stata recentemente contestata al nostro Ministro dell’Interno, facendo riferimento a una uscita sui danni dell’immigrazione: “C’è bisogno di maggiore cattiveria“. Nei fatti Maroni si rivolgeva a quegli immigrati clandestini – e non a tutti i clandestini – autori di delitti particolarmente odiosi: i massacri dei monacelli che avevano offerto vitto e alloggio, le rapine a mano armata in casa, i killeraggi stradali da parte di ubriachi, le violenze alla donne. Inciso: anche qui le anime belle, anche Giornalettiste, si stracciano le vesti: il 90 e rotti percento delle violenze si attua all’interno del medesimo gruppo etnico, si reclama dati alla mano, l’immigrazione c’entra quindi in modo irrilevante. Come dire, il 90% dei danni in casa sono provocati da bambini e animali domestici, quindi altro che furti graffiti e vandalismi, fate meno bimbi e tenete meno animali in casa. Non perdiamo tempo a spiegare a costoro che, dato che gli diamo ragione e abbiamo un problema grosso “in casa“, sarebbe opportuno non aggravarlo agevolando l’ingresso di sbandati e avanzi di galera da altri Paesi (uno dei romeni recentemente arrestati era reduce da tre anni spesi nelle galere della sua patria), ma tant’è.

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