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Legge Severino, ecco cosa succede ora a De Magistris e De Luca

Ieri la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla questione di legittimità costituzionale della legge Severino, sollevata dal Tar della Campania, ritenendo infondato il ricorso degli avvocati di Luigi De Magistris. Il sindaco di Napoli (condannato ad un anno di reclusione per abuso d’ufficio commesso quando era magistrato a Catanzaro) sembra però rischiare poco.

 

Bagnoli: de Magistris, abuso di potere del premier(Foto: Ciro Fusco / Ansa)

 

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LEGGE SEVERINO, COSA SUCCEDE A DE MAGISTRIS –

Per lui c’è un paracadute, quello della prescrizione, in grado di cancellare gli effetti della Severino. Ne parla Leandro Del Gaudio sul Messaggero:

Ora l’attenzione del primo cittadino di Napoli si concentra sul verdetto che tra qualche ora sarà espresso – salvo colpi di scena – sul suo conto nell’ambito del processo che lo vede imputato per i fatti di Why not. Stamattina, De Magistris sarà dinanzi ai giudici della Corte di appello di Roma, dopo aver rimediato una condanna a un anno di reclusione per un’ipotesi di abuso d’ufficio, reato riconducibile alla sua carriera di magistrato a Catanzaro.
Cosa accadrà questa mattina? Per lui il processo potrebbe chiudersi con un’assoluzione nel merito (se venissero accolte le conclusioni degli avvocati Stefano Montone e Giuseppe Russo), che gli restituirebbe spalle larghe negli ultimi mesi del mandato di sindaco; diversamente, non ci sarebbe condanna, ma si arriverebbe alla prescrizione rendendo così inefficace la Severino. Intanto, proprio dopo l’intervento della Corte costituzionale di ieri, nuovo round per il sindaco dinanzi al Tribunale civile di Napoli.
Venerdì 23 ottobre, saranno i giudici del Centro direzionale ad esprimersi nel merito sul ricorso del sindaco di Napoli contro la sospensiva prevista dalla legge Severino. Si torna dinanzi al giudice ordinario, che dovrà decidere sulla eventuale conferma, revoca o modifica del provvedimento depositato lo scorso 25 luglio, che «sospendeva la sospensione» di De Magistris dalla carica di sindaco, scattata per effetto della condanna maturata come pm di «why not».

LEGGE SEVERINO, COSA SUCCEDE A DE LUCA –

Più complicata una via d’uscita dalla morsa della legge Severino per il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, anche lui condannato, a gennaio, ad un anno di reclusione per abuso d’ufficio. Come spiega Del Gaudio sul Messaggero De Luca sarebbe pronto a giocare su tavoli giudiziari differenti:

Ieri, l’intervento della Consulta non lo ha favorito, perché la Corte è entrata nel merito di uno dei tre punti che lo interessa da vicino: quello della retroattività della sospensione dalle funzioni di governatore, per una vicenda legata a un periodo in cui De Luca non era stato ancora candidato a Palazzo Santa Lucia. Quindi: secondo l’articolo 25 della Costituzione, una pena non può essere retroattiva, anche se in questo caso i giudici della Consulta sembra abbiano considerato i principi della Severino non assimilabili a una condanna penale. Si tratta di una sanzione cautelare, a tutela dei cittadini che hanno diritto ad essere governati da amministratori su cui non pesano processi in corso. Stando a questa interpretazione, dunque, ieri i giudici hanno fatto leva sull’articolo 98 della Costituzione, che garantisce i cittadini sul «decoro» degli amministratori che li rappresentano.

Il secondo tavolo è quello dell’incostituzionalità della legge Severino per differenza di trattamento tra amministratori e parlamentari o ministri:

Ma ci sono altri due quesiti posti alla Consulta, nella vicenda De Luca: la Severino potrebbe essere incostituzionale perché crea una differenza tra amministratori regionali e parlamentari; e perché viola la legge delega in materia di anticorruzione e si applica in modo eccessivamente estensivo a tutti i reati di pubblica amministrazione (in questo caso, anche all’abuso d’ufficio). Due temi che la Consulta è chiamata a sciogliere nei prossimi mesi, quando sarà definito il secondo grado di giudizio a carico dello stesso governatore.

(Foto di copertina: Giornalettismo)