“Costa Concordia, c’è chi ha corrotto i marinai”
23/01/2012 - La magistratura indaga, e due giornali stranieri scrivono: “I russi hanno pagato per salire sulle scialuppe”
La magistratura indaga, e due giornali stranieri scrivono: “I russi hanno pagato per salire sulle scialuppe”
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Scrive il britannico Sun, riprendendo la tedesca Bild Zeitung, che i magistrati italiani che stanno indagando sul naufragio di Costa Concordia stanno cercando di verificare anche la voce secondo la quale alcuni passeggeri russi sarebbero stati favoriti nel salvataggio, dopo aver sventolato fasci di banconote di fronte ai dipendenti di Costa Crociere.
LE VOCI - La voce, già ripresa in precedenza da La Repubblica, sembra avere qualche fondamento, ci sarebbero diversi testimoni di un episodio del genere che combacerebbe con l’arrivo per prime al Giglio di scialuppe con soli russi a bordo. Russi molto abbienti, che avrebbero addirittura offerto soldi ai soccorritori sull’isola per poter rimanere sui moli a riprendere quello che succedeva con telefonini e altri dispositivi.Dalle cronache dell’abbandono della Costa Concordia si evince l’esistenza di una grande confusione, dell’assenza di una chiara linea di comando e di eventi che si sono succeduti caoticamente, mettendo realmente in grave pericolo la vita passeggeri e personale di bordo.
MORS TUA, VITA MEA – Nessun timore quindi per i russi, l’articolo 54 del Codice Penale stabilisce infatti la non punibilità per chi abbia: “”commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.” E il naufragio è proprio uno dei casi di scuola richiamando il quale si spiega agli studenti come in caso di vita o di morte (e non per legittima difesa) l’uomo possa uccidere l’uomo per salvarsi, senza commettere reato.Si può uccidere una persona per prendere il suo posto su una scialuppa o per mettere in salvo un parente o un amico, in quei casi la legge si astiene dal giudicare per l’equivalenza degli interessi in gioco, vite contro vite. Tanto che a chi capiti di uccidere un altro per salvarsi non si richiede nemmeno un risarcimento economico della vita sacrificata, ma un semplice indennizzo ai parenti. Vinca il più forte, sembra dire la legge, che in realtà si ritrae muta per ben più nobili motivi e comunque non potrebbe essere diversamente, perché in casi del genere non c’è diritto o minaccia di pena che tenga di fronte a quella di morte immediata.
I RESPONSABILI - Corrompere i marinai o gli addetti alle lance non è quindi un reato, ma lo diventa sicuramente per questi ultimi, che non possono invocare alcuno stato di necessità o altra esimente per il loro comportamento, sicuramente contrario alle procedure previste dalla legge in casi del genere e ai doveri che questa pone in capo al personale preposto alla sicurezza dei passeggeri in casi del genere.Qualunque cosa sia successa a bordo, è chiaro che se a sbarcare al Giglio per prime sono state le scialuppe con i ricchi russi e non quelle con donne, bambini e disabili, qualcosa nei soccorsi non è andato per il verso giusto. Al di là delle responsabilità personali, il fatto chiama quindi pesantemente in causa l’armatore e e i criteri di selezione e preparazione del personale, oltre al rispetto delle norme vigenti. Così come chiama in causa tutto il sistema di regole che permette di mettere in mare migliaia di persone alla volta in imbarcazioni enormi, che alla prova dei fatti non si rivelano meno affondabili di quelle più piccole.
TANTE STORIE IN UNA STORIA - Se provati, i fatti aggiungerebbero comunque altre spiacevolezze alla catena di storie che ha accompagnato il naufragio e le operazioni di soccorso, che nonostante tutto sono state sufficienti a salvare la quasi totalità dei passeggeri. Un risultato che ha quasi del miracoloso, visto quanto è emerso e considerato che lo stesso incidente si sarebbe comunque risolto in una tragedia senza l’altrettanto fortunoso spiaggiamento della nave.













sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.
appunto
ammazzare uno per prendere il suo posto su una scialuppa di salvataggio non mi sembra molto proporzionato
se sei appeso in cordata ed uno ti sta trascinando nel baratro e tagli la corda per evitare di cadere insieme a lui allora è proporzionato
Che cretinata!
Sulla Concordia erano in 4000 e tu pretendi che fossero tutti allineati ed aggrappati ad un unica corda? E’ assurdo.
C’erano diverse scialuppe che il personale non sapeva calare, quello si.
Ammazzare qualcuno deve essere SEMPRE punito, questa legge deve essere migliorata.
lo stato di grave necessità per la vita può farci fare delle azioni moralmente discutibili ma giuridicamente non significative. questo è un postulato su cui non si può discutere. invece è discutibile questa ipocrisia televisiva e giornalistica infarcita del moralismo più bieco in cui tutti corrono ad azzannare il chiaro colpevole . Se questo è comprensibile, anche se non tollerabile, quello chea me fa schifo sono gli errori tecnici o le falsità che vengono dette e scritte per esempio sulle modalità di imbarco e di controllo passeggeri : non si esce ed entra ( se non la prima volta all’ imbarco) sulle navi se non con tessera con fotografia sempre vidimata e passaggio del bagaglio come in aeroporto. ricordo che spesso degli acquisti fatti a terra, metallici o di liquidi ( alcolici etc..) vengono trattenuti fino allo sbarco finale. I controlli sono numerosi, precisi capillari , compreso anche quello continuo dal personale addetto alle cabine che ha in custodia , notte e giorno. Io non sono dipendente Costa, non ho parenti dipendenti nè amici , ma la verità va detta , invece noto da giorni una continua ” bugiarderia” molto poco prefessionale ( tanto per essere gentile)
ALBERTO
controlli così precisi e capillari che il dirigente della Protezione Civile parla esplicitamente di clandestini a bordo.. forse è che ora che cresci e che smetti di credere alle favolette dei depliant pubblicitari..
la proporzione va valutata in rapporto al pericolo, che in caso di naufragio in corso è indiscutibilmente quello di morte
In realtà i turisti russi hanno raccontato subito perchè erano primi a salvarsi. Quando il commandante ha detto che tutto è a posto e si può tornare nelle stanze i russi non hanno creduto. I russi sono rimasti fuori sul ponte vicino alle scialuppe per tutto il tempo. Perquello sono stati primi ad entrare nelle scialuppe! Perchè non hanno creduto quando a tutti e stato detto che è tutto a posto!
Sono russa e ho sentito questo nei primi video-racconti dei turisti russi dalla Concordia.
Noi non crediamo mai cecamente a quello che ci dicono. Cerchiamo sempre essere al sicuro piu possibile. Così questi russi sono rimasti per tutto il tempo vicino alle scialuppe per essere primi.
Chiedo scusa per il mio italiano.
Nessuno ci ha creduto, nessuno. Ne’ gli italiani, ne’ gli stranieri….
E tutti sono andati al ponte 4 subito.
Dopo tutte le menzogne che i capi comunisti vi hanno propinato nel XX secolo,
capisco perchè siete diffidenti.
Auguri alla Russia, spero che dopo le tante sofferenze del passato diventi sempre più libera e felice!
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@Viki
Complimenti per l’italiano.
Hai fatto bene a dirlo. Infatti mi sembrava strano che fosse successa una cosa del genere. Purtroppo per colpa di quell’incapace e dell’organizzazione della nave c’è tutto il mondo che ride dell’Italia. Forse dobbiamo assolutamente trovare qualcuno che si comporti peggio. Sarà difficile.
Non sapevo che i russi fossero diffidenti.
io e mio marito abbiamo fatto due crociere costa e stato bellissimo,il personale stupendo,unico,gentile non credete a tutte quelle cattiverie che stanno dicendo al personale di bordo della costa concordia..la gente infanga il nome di chiunque sbaglia,ma siamo esseri umani e sbagliamo tutti…onore hai morti e un pensiero a tutte le famiglie…….
Magari i russi sono scesi per primi perchè non hanno creduto alle rassicurazioni, ma chi dice che non sia stata data loro una corsia preferenziale anche perchè la bionda moldava che si trovava con Schettino aveva lavorato sulla Costa , come da lei stessa dichiarato, come interprete per i passeggeri russi?
Come mai mi viene da pensare che la Costa abbia fatto costruire una nave da 400 milioni di euro per poi risparmiare sul personale, dal momento che c’erano membri dell’equipaggio che non parlavano una parola nè d’italiano nè d’inglese e molti di coloro che erano stati assunti come marinai non sapevano neanche calare le scialuppe?
Alla faccia dei controlli, delle verifiche fatte sul personale e delle presunte esercitazioni periodicamente eseguite …
Visto che ho avuto un esperienza con una ragazza mezza russa con parenti e familiari, non mi meraviglia più di tanto che i russi pagano per avere dei privilegi non meritati.
Comunque quando si va in quelle zone bisogna avere sempre un extra per evitare che alla frontiera ti facciano aspettare tante ore, per capirci almeno un 20/30 euro.
Comunque posso sostenere che i russi sono abituati a pagare tutto, anche le scatole della pizza quando devono portarla via.
E vero, i russi sono molto diffidenti, non credono a un cazzo e sono molto perversi, alcuni di loro si definiscono religiosi,credenti e praticanti, io invece penso che sia solo una convenzione determinata dall’educazione familiare(un ipocrisia incredibile), in fondo siamo più onesti noi italiani dal punto di vista religioso, almeno lo diciamo senza vergogna che non siamo praticanti.
Loro ci dico che abbiamo il vaticano e quindi dovremmo essere più che praticanti, mentre non e proprio cosi.
Cari Russi non si può comprare tutto con i soldi, come il coraggio e il cervello, non tutti si fanno corrompere.
Ciao Simone, mi dispiace per la tua esperienza con ” la mezza russa”, non fare ,pero, tutta l’erba un fascio! E vero che oggi nelle ex repubbliche sovietiche per attraversare la frontiera ci vuole la “mazzetta”, ma non si parla di comprare un previleggio, purtroppo è un sistema marcio, paghi per evitare problemi, purtroppo, tutti lo sanno, e nessuno ferma questo schifo! Sul fatto della religione ti posso dare anche raggione, anche se non è di questo che si parla qui. Sono una ragazza “mezza russa”, e se dobbiamo discutere di cervello e coraggio, ti posso assicurare che di ignoranza e omerta in Italia ne ho vista tanta… Non lo dico perchè voglio sputare nel piatto dove mangio, ma perchè mi dispiace per gli italiani che hanno lottato e sono morti per la LIBERTA’! Noi non eravamo su quella nave, non sappiamo in realtà come sono andate le cose. Una cosa è certa che in ennesima volta una tragedia umana è stata trasformata in uno show.