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Legge di stabilità, da dove arrivano le coperture?

Legge di stabilità, da dove arrivano le coperture? La gran parte dei  fondi per finanziare i quasi 27 miliardi di euro di impegni contenuti nella manovra 2015 arrivano da ulteriori margini di deficit: l’Italia si indebiterà, entro i parametri controllati da Bruxelles, per sostenere una manovra “di fiducia”, come ha detto Matteo Renzi, ovvero una manovra espansiva. Gli altri fondi arriveranno da una versione “mini” della spending review e si aspettano altre entrate, ad esempio, dal rientro dei capitali esteri.

LEGGE DI STABILITA, DA DOVE LE COPERTURE?

Il nuovo margine di flessibilità parla di 14 e oltre miliardi di euro di nuovo debito, in attesa che Bruxelles sciolga la riserva sulla cosiddetta “clausola di emergenza” sulla gestione dei migranti: se l’Unione Europea riconoscesse che il nostro paese ha dovuto sostenere impegni di spesa straordinari, potrebbe accordare altri margini di flessibilità per quasi tre miliardi di euro che andrebbero a coprire l’anticipo, ulteriore, del taglio dell’Ires più gli interventi sull’edilizia scolastica; senza l’ok dell’Europa il rapporto fra deficit e Pil arriverà al 2,2%, con l’ok dell’Europa per maggiori indebitamenti arriverà al 2,4%.

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Ai 14 miliardi di euro da nuovo debito si devono aggiungere i sei miliardi di euro, circa, che arrivano dalla spending review (una cifra che il responsabile della revisione della spesa, Roberto Perotti, ha giudicato insufficiente lasciando in polemica il suo ruolo di consulente di Palazzo Chigi); e i circa due miliardi di euro che si attendono dalla voluntary disclosure, ovvero gli importi che arriveranno dal rientro dei capitali: chi detiene fondi all’estero, dopo gli accordi con Svizzera, Vaticano e altri paradisi fiscali non potrà più nasconderli, dunque non potrà che riportarli in Italia pagando un “chip” al fisco. Un miliardo arriverà dall’imposta sui giochi e da nuove gare a bando per slot machine, lotterie e altri giochi regolamentati mentre ci si attendono 3 miliardi circa da “ulteriori efficentamenti di spesa”.

Copertina: Wikimedia Commons