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Marino: «Prima o poi mi avrebbero messo la cocaina in tasca»

«Ci avevano provato con la Panda rossa, i funerali di Casamonica, la polemica sul viaggio del Papa. Se non fossero arrivati questi scontrini, prima o poi avrebbero detto che avevo i calzini bucati o mi avrebbero messo della cocaina in tasca». Ignazio Marino non usa mezze parole per raccontare l’ultima fase della sua esperienza da sindaco di Roma e in particolare le pressioni subite per abbandonare il suo incarico. In un’intervista rilasciata a Massimo Gramellini per La Stampa il primo cittadino della Capitale dice di essersi sentito solo, abbandonato anche dal suo partito. Marino dice di non essere a conoscenta del pensiero del premier Matteo Renzi e di aver ricevuto parole di vicinanza solo dal ministro Graziano Delrio e dal vicepresidente del Csm Giovanni Legnini:

Da Renzi si sarebbe aspettato un atteggiamento diverso?

«Diciamo che Renzi non ha avuto la possibilità di apprezzare i cambiamenti epocali che abbiamo fatto in questa città».

Si sente pugnalato alle spalle dal suo partito, il Pd? Non una voce si è alzata a sua difesa.

«Mi hanno espresso vicinanza in due. Il ministro Graziano Delrio e Giovanni Legnini, vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Erano entrambi molto avviliti per quanto accaduto».

E Renzi?

«Non avendo avuto l’opportunità di parlare col presidente del consiglio, non ho potuto conoscere qual è il suo giudizio».

Brr, che freddo. Lei ha presentato le dimissioni dicendo che in base alla legge ha venti giorni di tempo per ritirarle. Cos’è, una minaccia?

«Ma si figuri. Prendo atto che Pd e Sel, due partiti della maggioranza, hanno chiesto le mie dimissioni. E un chirurgo non può restare in sala operatoria senza il suo team».

Pensa che qualcuno starà festeggiando?

«Sicuramente. Eppure oggi ho visto tanti volti rigati dalle lacrime… Alfonso Sabella, assessore e magistrato, mi ha detto che non piangeva così da 35 anni. E dieci consiglieri del Pd su diciannove mi hanno assicurato con le lacrime agli occhi che erano contrari alle mie dimissioni».

Dieci su diciannove è la maggioranza… Se erano sinceri, il partito è spaccato in due. Tornerà indietro?

«La decisione non è più nelle mie mani. E io sono l’ultima persona al mondo che vuole occupare una poltrona. Questo incarico meraviglioso mi ha procurato problemi familiari enormi, proiettili in busta e perdita della libertà personale».

(Foto di copertina: ANSA / ANGELO CARCONI)