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Meno vaccini, in Italia i bambini tornano a morire di pertosse

In Italia con il calo delle vaccinazioni sta aumentando il rischio che bambini (ovviamente quelli non vaccinati) si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, e che malattie per anni cancellate non siano riconosciute e trattate in tempo. A sollevare l’allarme dopo i dati diffusi nei giorni scorsi dal Ministero della Salute sono stati il presidente dell’Iss, Istituto Superiore della Sanità, Walter Ricciardi, e Giovanni Corsello, presidente della Società Italiana di Pediatria. «Stiamo assistendo – ha detto Corsello – al ritorno di malattie che credevamo debellate. Un esempio tra tutti è la morte di bambini per pertosse, malattia che sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita, proprio per il calo della copertura vaccinale». A lanciare un’allerta è anche l’Aifa, l’Agenzia italiana per il Farmaco. «C’è purtroppo – ha affermato il presidente Sergio Pecorelli – poca consapevolezza del rischio anche grave connesso alla mancata vaccinazione. Ricordiamo che i vaccini hanno salvato circa 2 milioni e mezzo di vite l’anno, 5 al minuto e che, ancora oggi, una malattia come il morbillo può risultare mortale».

 

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VACCINI, I DATI DEL MINISTERO –

I dati del Ministero sono relativi alle attività di monitoraggio delle vaccinazioni incluse nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv). In Italia le coperture vaccinali dei bambini fino a 24 mesi, relative al 2014 (coorte di nascita 2012), contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B e pertosse (che nel 2013 erano di poco superiori al 95%, valore minimo previsto dall’obiettivo del Piano) nel 2014 sono scese al di sotto di quella soglia. La copertura relativa alla vaccinazione per Haemophilus influenzae b, Hib, che nel 2013 era pari al 94,5%, è rimasta sostanzialmente invariata mentre quella contro morbillo, parotite e rosolia, Mpr, è diminuita di quasi 4 punti percentuali rispetto ai dati aggiornati del 2013, passando nel dettaglio dal 90,3% all’86,6%.