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Comunali Napoli 2016, ora il Pd vuole le primarie (Bassolino compreso)

Poco importa se due big del Pd come il vicesegretario Lorenzo Guerini e il ministro Roberta Pinotti la scorsa settimana (alla festa regionale campana dell’Unità) hanno fatto capire di preferire una soluzione unitaria nella scelta del candidato sindaco di Napoli. I Democratici della città partenopea, considerate le difficoltà a trovare un nome sul quale far convergere un intero partito, sembrano sempre più convinti di dover cominciare ad affrontare la partita delle Amministrative attraverso la sfida delle primarie. Le ipotesi, sia ben chiaro, restano tutte percorribili. E tutti stanno bene attenti a ricordare che lo statuto del Partito Democratico prevede che le primarie si possono anche evitare, con un accordo dei tre quinti dell’assemblea. Ma il sentimento di sfiducia nella ricerca del nome condiviso, a quanto pare, supera di gran lunga l’ottimismo.

COMUNALI NAPOLI 2016, BASSOLINO: «PRIMARIE DA FISSARE IL 7 FEBBRAIO»

Una svolta è arrivata negli ultimi due giorni. Antonio Bassolino, che comunque non ha ancora ufficializzato la sua discesa in campo, è prima uscito allo scoperto indicando la via delle primarie, poi consigliando di fissare al 7 febbraio la data del voto (in concomitanza con Milano). «Primarie simultanee a Milano e Napoli, perché queste Amministrative valgono da sole un voto nazionale», è la proposta lanciata dall’ex sindaco ed ex governatore a mezzo stampa. Nelle stesse ore altri due aspiranti candidati hanno chiesto le primarie. Vuole la consultazione a tutti i costi il deputato Leonardo Impegno, che ha manifestato la sua disponibilità a correre per una candiatura in un’intervista uscita domenica sul Mattino, così come la vuole anche l’ex senatrice ed ex europarlamentare Graziella Pagano, che si è detta pronta alle primarie in un’intervista pubblicata ieri, ancora sul Mattino.

COMUNALI NAPOLI 2016, IMPEGNO: «PRIMARIE ELEMENTO FONDATIVO PD»

«Sono stato sempre un sostenitore delle primarie. Non ho mai cambiato, le sostenevo prima e le sostengo oggi», ha affermato ieri Impegno intervenendo ad un dibattito organizzato dal Pd. «Certo – ha poi continuato – se si trova un candidato unitario possono considerarsi superflue, ma non le considero un semplice strumento. Si tratta dell’elemento fondativo del Pd, Quando uno guarda il simbolo pensa alle primarie, alla partecipazione, al coinvolgimento». Insomma, per Impegno le primarie sarebbero una soluzione non solo per scegliere il candidato ma anche per ricompattare il Pd a Napoli, e soprattutto fargli riconquistare la fiducia persa cinque anni fa (quando il risultato delle primarie fu congelato per il sospetto di brogli): «Ma siamo proprio così sicuri che non ne abbiamo bisogno a Napoli? Siamo così sicuri che non ci serve un trampolino di lancio? Stiamo talmente tanto bene in salute che non dobbiamo chiedere la partecipazione dei cittadini? Io penso il contrario. Il Pd a Napoli sta in enorme difficoltà, troppo chiuso in se stesso e preoccupato a risolvere le beghe interne, poco propenso a discutere di che cosa fare in questa città». Graziella Pagano, intanto, sembra ancora più convinta della necessità delle primarie. L’ex senatrice pensa si debbano fare anche nel caso in cui ci sia la convergenza su un nome unitario: «Dovranno essere anche confermative», ci ha spiegato la scorsa settimana alla Festa regionale dell’Unità.

COMUNALI NAPOLI 2016, NICODEMO: «PRIMARIE SENZA TORMENTARCI»

Una sponda al fronte pro-primarie arriva poi anche dal Pd nazionale. «Se non c’è il candidato unitario, non riesco a comprendere perché non dovremmo fare le primarie in questa città», ha detto ieri,  intervenendo poco prima di Impegno, il napoletano Francesco Nicodemo, componente dello staff comunicazione di Palazzo Chigi. «Io vorrei essere orgoglioso del fatto – ha affermato – che in questa città siamo in grado di organizzare una festa popolare come le primarie senza doverci tormentare. Chi avrà coraggio si candiderà. Il giorno dopo saremo tutti a lavorare per chi vince». Ma ovviamente sarebbe controproducente parlare solo di nomi e non di programmi. «Bassolino è pienamente legittimato a candidarsi. Ma – ha spiegato Nicodemo – chi vorrà candidarsi a sconfiggerlo, lo dovrà fare non perché ha 30 anni ed è bello e sorridente ma perché le sue idee e le sue proposte saranno migliori di quelle con cui si presenterà Bassolino. Se il tentativo è quello di fare una campagna su ciò che è stato nei 20 anni precedenti, chi si presenta esce indebolito e questa città non fa nemmeno un passo in avanti. Napoli deve guardare ai cinque anni successivi, alle cose che si possono fare e non sono state fatte».

Chiavi di lettura che probabilmente non piacciono molto al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che nel suo intervento conclusivo alla Festa regionale dell’Unità, domenica scorsa, ha invitato a «cercare una candidatura unitaria nel partito e possibilmente nella coalizione», a cercare «un candidato aperto alla società civile». «Se non fosse possibile – ha poi aggiunto il governatore – faremo le primarie senza psicodrammi». Infine, la ricerca del nome unitario è la strada maestra da percorrere verso le Comunali anche per la segreteria provinciale del Pd, che gioca in queste settimane un ruolo decisivo per stabilire la road map verso il voto. Il segretario del Pd metropolitano Venanzio Carpentieri immagina una «proposta innovativa», che «non è solo una questione di anagrafe». Chi la spunterà? Per avere una risposta passeranno almeno 20 giorni. L’appuntamento decisivo è rappresentato dall’assemblea del partito, prevista per la fine di ottobre.

(Foto: ANSA / CESARE ABBATE)