Megaupload, il destino degli account premium

20/01/2012 - Tutto da chiarire cosa accadrà alle persone che hanno pagato per il servizio del sito chiuso dall’Fbi “Uno schema di Ponzi”: questa è una delle accuse che vengono rivolte ai gestori di Megaupload e Megavideo, i siti di file e

     
 

di

Tutto da chiarire cosa accadrà alle persone che hanno pagato per il servizio del sito chiuso dall’Fbi

“Uno schema di Ponzi”: questa è una delle accuse che vengono rivolte ai gestori di Megaupload e Megavideo, i siti di file e videosharing chiusi dall’Fbi che ha arrestato al contempo i titolari del servizio con accuse che, se confermate, potrebbero valere anche 50 anni di galera. La situazione, in questi minuti, è particolarmente delicata, soprattutto per un aspetto: il destino delle persone che avevano creduto in Megaupload, e che quindi avevano acquistato un account premium. E, a secondo di come sarà gestita proprio la questione dell’utenza pagante, il caso Megaupload diventerà un precedente storico per la comunità online.

PAGATI PER ESSERE PIRATI – Partiamo dalle accuse formulate dall’Fbi. “I cospiratori”, scrive il Bureau, “hanno condotto la loro operazione illegale usando un modello di business espressamente disegnato per promuovere l’uploading dei contenuti più popolari e coperti da copyright, disponibili a milioni di utenti per il download. Le accuse indicano che il sito era strutturato per scoraggiare la maggioranza degli utenti dall’uso personale e a lungo termine di Megaupload, perché i contenuti non scaricati venivano automaticamente cancellati”. Ancora, “gli accusati offrivano un programma di ricompense che forniva agli utenti incentivi finanziari per caricare contenuti popolari e portare traffico al sito, spesso attraverso website creati ad hoc noti come linking sites. Gli accusati pagavano inoltre utenti, di loro conoscenza, perché sapevano che avrebbero caricato contenuti protetti da copyright e avrebbero poi pubblicizzato i link in tutto il mondo”. Sono accuse articolate e tutte da provare: primo, bisogna capire chi siano questi “utenti qualificati” che lo staff di Megaupload avrebbe pagato per caricare contenuti pirata: essi potrebbero essere tranquillamente qualificati come complici della pirateria diffusa. Dopodiché, bisognerà capire quali diritti e quali conseguenze avranno gli utenti che hanno pagato il sito per un servizio premium.

LE VITTIME – In quello che potrebbe davvero rappresentare il primo “crack” di una realtà online, che gli utenti avevano sovvenzionato, dunque investendo nella realtà in cambio di servizi, ottenere il rimborso da Megaupload non sarà facile. A chi chiederlo? Ai titolari del servizio, arrestati, e accusati di reati da cinque decenni di prigione? Siamo davvero in un universo nuovo, in un area senza precedenti, il che è effetto diretto della mancanza assoluta di legislazione della rete – caratteristica, questa, strenuamente difesa dalle realtà online, abitanti nuovi di una terra inesplorata che chiedono di rimanere nel loro libero paradiso. In questi minuti tutti i commentatori delle notizie postate online si fanno la stessa domanda: che ne sarà delle persone che hanno pagato per il servizio? Se la figura giuridica che gli inquirenti stanno ricostruendo è quella dello schema di Ponzi, una truffa multilivello in cui il truffatore chiede soldi per un investimento poco sicuro (come Megaupload, hosting di contenuto pirata) offrendo in cambio servizi (il download libero per tutti degli stessi contenuti), il che aiuta l’investimento ad acquistare credibilità e forza, attirando nuovi investitori a catena fino a quando la fragile realtà non collassa, i sottoscrittori di un abbonamento premium non hanno molto da stare allegri: i creditori di Bernard Madoff, che ha messo in piedi il più recente e più grande schema di Ponzi, non hanno ottenuto niente dall’arresto del truffatore.

     
 

36 Commenti

  1. Nirupa scrive:

    anch’io vorrei sapere come riavere il rimborso…..ero un’account premium perchè non riesco a guardarmi i film alla televisione, così quando avevo finalmente del tempo me li guardavo via streaming o li scaricavo per poi cancellarli. Non farò più abbonamenti questo è chiaro, ma così è penoso….e via torrent non li trovo tutti e poi ci vuole ‘na vita! Consigli?

  2. Claudio scrive:

    legge sul copyright?
    Una scusa per far pagare la gente…
    Tutto quello che uno dice pensa o scrive è stato gia fatto da altri…
    Lo dimostra yahoo answer che ci so domande che tutti si pongono prima o poi ma solo alcuni scrivono…

  3. Ciccio Panzo scrive:

    Cazzarola! Tutti santi qua dentro? Nessuno che abbia mai scaricato un file protetto da copyright tramite questi siti di file hosting? Dai per piacere, è palese che per la maggior parte il servizio veniva usato per piratare, non nascondiamoci dietro un dito…

  4. Adi scrive:

    ciao ragazzi io poke ore fa ho akuistato un akount premium da filesonic di 365 giorni ekuivalente a una 40 di euro ( ero ignaro di sta kosa della kiusura e possibile avere un rimborso ???

  5. fox55 scrive:

    IO HO PAGATO CON PAYPAL E A PAYPAL HO APERTO UN RECLAMO, anche se mi pare che anche paypal sia una manica di ladri….
    mi hanno gia’ risposto che questa transazione non è coperta dalla protezione acquirenti e che dovrei pagare 5 euro per l’inizio della pratica di rimborso!
    FETENTI!
    CHI HA PAGATO CON PAYPAL APRA UNA CONTESTAZIONE IMMEDIATA DELL’INTERO IMPORTO PAGATO

  6. Adi scrive:

    hey fox55 kome posso kontatarti?

  7. mantepasseri scrive:

    scrivendo in italiano però…

  8. Lore scrive:

    Adi… le K <– piantatele dove non fa mai giorno e impara a scrivere in italiano!

  9. peggy scrive:

    sostengo che (essendo una questione di soldi) basterebbe dare un “prezzo simbolico” ad ogni scarico di materiale coperto da copyright e tutti sarebbero contenti. del resto è giusto riconoscere il diritto d’autore e credo che con una minima tassazione tutto potrebbe tornare in regola. è impossibile pensare di fermare il potere della rete.
    a livello di pura logica non ha senso oscurare una entità che sta in mezzo…

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie