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L’ENI, quel gas “incredibile” e il supergiacimento che arricchisce l’Egitto e impoverisce Israele

La scoperta di un enorme giacimento di gas in Egitto da parte dell’ENI avrà ripercussioni notevoli sull’economia di diversi paesi. Con l’importante scoperta l’azienda italiana e l’Egitto hanno bruciato sul tempo la concorrenza dei paesi vicini, benedetti a loro volta da scoperte simili, ma incapaci di portare il loro gas sul mercato prima di quello egiziano.

Le attività ENI in Egitto (Fonte ENI - 2014)
Le attività ENI in Egitto (Fonte ENI – 2014)

IL COLPO GOBBO DELL’ENI IN EGITTO –

Il giacimento scoperto dall’ENI nelle acque egiziane è classificato «supergiant» e non entra nella top ten mondiale solo per un soffio, un gran colpo anche perché il blocco di Shorouk è al 100% dell’azienda italiana. Ma la scoperta ha portato altri bonus accessori,  si tratta infatti di un gas dalle caratteristiche «incredibili», ha spiegato l’amministratore delegato Claudio Descalzi. «Non c’è Co2, non c’è zolfo, è praticamente metano, quasi non deve essere trattato, c’è una grande pressione e una temperatura bassa». Inoltre c’è il vantaggio di avere, «a poche decine di chilometri dalla nostra installazione, e praticamente di fronte, Al Gamil, il nostro centro di trattamento del gas». E non è finita, perché sotto il giacimento di Zohr, «probabilmente ce n’è un altro, forse di condensati o olio». Si passerà a breve a verificare questa possibilità, nella «speranza che i volumi possano aumentare, anche se», ha ammesso, «siamo già contentissimi così». Una contentezza che si traduce in una corsa ad approvare l’investimento necessario, nell’ordine dei dieci miliardi di dollari, perché l’Egitto di al Sisi vuole fare prestissimo e interfacciarsi con una dittatura offre l’indubbio vantaggio di non dover temere intoppi burocratici, soprattutto se il progetto sta a cuore al regime, tanto più che «se vogliamo andare veloci, Saipem giocherà un grande ruolo» e quindi ci sarà gloria (e denaro) anche per la controllata.

COSA HANNO TROVATO –

Il giacimento presenta un potenziale valutato in 850 miliardi di metri cubi di gas in posto e un’estensione di circa 100 chilometri quadrati. Zohr rappresenta la più grande scoperta di gas mai effettuata in Egitto e nel Mar Mediterraneo. Il primo pozzo è stato perforato a 1.450 metri di profondità, le trivelle hanno poi proseguito fino a quota 4.131 bucando uno strato dell’epoca del Miocene e uno del periodo Cretaceo, entrambi molto promettenti.

 

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